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Un poliziotto da happy hour

di John Michael McDonagh

Un insolito poliziotto

Black comedy, film pulp, thriller comico e politicamente scorretto, queste sono alcune delle definizioni che possono essere utilizzate per descrivere e definire il film che segna l’esordio dietro la macchina da presa dell’inglese John Michael McDonagh, Un poliziotto da happy hour, traduzione sconsiderata e fuorviante del titolo originale The Guard. McDonagh, dopo aver scritto la sceneggiatura di Ned Kelly di Gregor Jordan (2003), riprende un personaggio che aveva iniziato a tracciare nel suo cortometraggio che segnò il suo esordio, The Second Death (2000), quello di un poliziotto pigro, irriverente, con un controverso senso dell’umorismo. Un personaggio vincente e convincente che ha portato il film al successo attraverso partecipazioni e premi nei più importanti festival internazionali durante tutto il 2011, miglior film d’esordio all’ultima Berlinale, gran premio della giuria al Sundance Film Festival 2011: da venerdì 21 ottobre, con il consueto ritardo, Un poliziotto da Happy Hour è arrivato anche nelle sale italiane.

Il film ruota attorno alla figura del sergente Gerry Boyle, un poliziotto annoiato, con un umorismo tagliente e politicamente scorretto che vive e lavora nella provincia irlandese, a Connemara, lungo la costa. Boyle alterna le visite alla madre con incontri organizzati con le prostitute, è disilluso, annoiato e aiuta sottobanco l’IRA. Connemara e il tratto di costa limitrofo è coinvolto in un traffico internazionale di stupefacenti e per contrastarlo, arriva in città un agente dell’FBI, Wendell Everett, che ispira le più irriverenti e sovversive battute di Boyle. Il sergente non è interessato ad essere coinvolto nelle ricerche legate al traffico di droga, ma suo malgrado, in seguito alla scomparsa di un suo agente, alle violenze subite da una prostituta che conosce e al tentativo di corruzione subito, si ritrova a lavorare a fianco dell’agente Wendell e a diventare alla fine un insolito eroe.

McDonagh firma un esordio brillante e fonde con equilibrio una prima parte decisamene più vicina alla black comedy, ricca di divertenti citazioni, e un finale da action movie. Un poliziotto da happy hour si sviluppa con un ritmo lento verso un finale ricco d’azione grazie a una sceneggiatura impeccabile e ai dialoghi mai banali ed esilaranti resi acuti e vivi da una coppia d’attori in stato di grazia: Brendan Gleeson, un perfetto irritante, ma irresistibile, sergente Boyle e Don Cheadle, affermata star hollywoodiana che interpreta in modo impeccabile l’agente FBI, chiuso nelle sue procedure che in Europa perdono d’efficacia.
Il film di McDonagh si potrebbe anche leggere come una riflessione sull’invitabile confronto multiculturale di fronte al quale ci troviamo a confrontarci. Il razzismo che Boyle esprime apertamente nei confronti dell’agente dell’FBI in realtà si trova seminato lungo tutto il film perché il sergente si deve confrontare con il direttore di origine africane dell’istituto dove si trova la madre, con la moglie rumena del suo collaboratore, e per nessuno risparmia battute e frecciate in un gioco semiserio e politicamente scorretto d’ironia feroce. Boyle in una riunione con l’agente Everett alza a mano per dichiarare: «credevo che solo i neri fossero spacciatori...e i messicani. Come si chiamano…Beh, che c’è? Io sono irlandese, il razzismo fa parte della mia cultura».

In realtà tutto il film è disseminato di continue battute di confronto tra irlandesi e inglesi, tra cattolici e protestanti, McDongh non risparmia nessuno e butta carne sul fuoco per quanto riguarda gli stereotipi razzisti con i quali ci si trova quotidianamente a confrontarci.
Un poliziotto da happy hour, andando oltre quello che il titolo potrebbe far pensare, è una commedia brillante, irriverente, cruda, divertente che lancia uno spunto per una riflessione senza retoriche sulla società multiculturale nella quale viviamo.

Alice Casalini

Cast & CreditsUn poliziotto da happy hour (The Guard) Regia: John Michael McDonagh; sceneggiatura: John Michael McDonagh; fotografia: Larry Smith; colonna sonora: Calexico ; montaggio: Chris Gill; scenografia: John Paul Kelly; costumi: Eimer Ni Mhaoldomanhaigh; interpreti: Brendan Gleeson, Don Cheadle, Mark Strong, Fionnula Flanagan, Liam Cunningham, David Wilmot, Rory Keenan, Dominique McElligott, Sarah Greene, Katarina Cas, Pat Short, Darren Healy, Laurence Kinlan, Gary Lydon; origine: Irlanda, 2011; formato: 35 mm, 1.85, Dolby Srd; durata: 101’; produzione: Reprisal Films, Element Pictures, Crescendo Productions, Aegis Film Fund, Prescience; distribuzione: Eagle Pictures; sito ufficiale: sonyclassics.com/theguard; sito italiano: eaglepictures.com/al-cinema/un-poliziotto-da-happy-hour.html

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