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Polisse

di Maïwenn Le Besco

L'altro volto della legge

Con il consueto ritardo e il conseguente deleterio e fuorviante doppiaggio è uscito nelle sale italiane Il film, vincitore del premio della giuria all’ultimo Festival di Cannes, Polisse (2011) di Maïwenn. La regista, figlia dell’attrice franco-algerina Catherine Belkhodja e sorella dell’altrettanto nota Isild Le Besco, per la sua terza prova dietro la macchina da presa ha scelto un soggetto difficile e crudo: il racconto di un anno di lavoro della squadra del CPU (Child Protection Unit – Unità di protezione dell’infanzia). Film corale, intenso e coinvolgente, Polisse ha avuto un’accoglienza calorosa a Cannes e poi in Francia in occasione dell’uscita nelle sale: ha ottenuto un enorme successo la squadra della polizia parigina che lavora nella parte nord della città, nelle banlieue come Saint-Denis, solo per citarne una delle più note per le rivolte finite sui telegiornali di tutto il mondo.

Polisse racconta un anno di vita della squadra del CPU che lotta contro tutti gli atti di violenza compiti nei confronti dei minori. L’ufficio di Polizia dove interrogano bambini, genitori, insegnanti, è il luogo nel quale i componenti di questa squadra vivono una realtà quasi parallela perché hanno di fronte un mondo che la maggior parte delle persone fatica anche solo ad immaginare. Una mattina arriva nell’ufficio del CPU Mélissa, una fotografa che deve realizzare un servizio sulla polizia: Mélissa entra pian piano nel mondo della squadra e Fred (Joey Starr), il più impulsivo del gruppo s’invaghisce di lei. Iris, Nadine, Mathieu, Chrys, Sue Ellen, Baloo, Nora, Gabriel e Fred appartengono in qualche modo al loro lavoro, lo vivono intensamente e ne subiscono gli effetti.

Maïwenn entra subito nell’azione della squadra, non lascia fiato allo spettatore e lo getta nel mondo fragile e crudele con il quale la squadra del CPU deve fare i conti. L’uso della camera a mano e una misurata discrezione le permettono di raccontare la vita di questi poliziotti con una cruda realtà che lascia spesso increduli e senza fiato: le storie con le quali si trovano a confrontarsi quotidianamente i membri della squadra sono inimmaginabili, racconti che nessuno vorrebbe mai ascoltare né pensare che possano essere anche solo in parte veri. La squadra è gruppo nel quale si consumano alternativamente sentimenti d’odio, d’amore e d’amicizia, è complice e protettiva, e la Maïwenn si circonda di un cast eccellente che la sostiene nel tentativo riuscito di restituire con eleganza e senza retorica la vita di questo mondo proprio attraverso un equilibrato mélange tra gli angoscianti interrogatori e il rapporto tra i colleghi. La coralità del film funziona in modo perfetto tra momenti di tensione, drammatici ed esasperati, e altri di respiro, dove l’ironia diventa un’arma di difesa nei confronti della realtà violenta con la quale la squadra del CPU si confronta quotidianamente.

L’elemento che invece non riesce ad amalgamarsi in modo omogeneo con il resto della sceneggiatura è il racconto delle vite dei membri della squadra al di fuori del loro lavoro: si danno elementi solo di alcuni dei protagonisti senza che questo porti nessun particolare valore aggiunto nella costruzione dei personaggi, sia perché non c’è modo di costruire in modo articolato anche questo aspetto, sia perché esce dal registro stilistico scelto per seguire le dinamiche della vita della squadra del CPU. Allo stesso tempo proprio in una di queste sequenze ambientate fuori dal contesto della vita del commissariato, la regista che interpreta il ruolo di Mélissa ha scelto d’inserire un omaggio alla sua famiglia: la Maïwenn sceglie di ufficializzare la sua relazione con Fred a casa del nonno che vive nella parte Nord di Parigi, durante un pranzo a base di tajine, piatto tipico del nord africa, una nota autobiografica tenera e delicata che si distanzia dai toni più duri del film.

Polisse è un film intenso e crudo che lascia un senso d’impotenza anche se non riesce a mantenere sempre con costanza ed equilibrio e la stessa tensione legata alla feroce realtà che vivono molti bambini, molti più di quanti non saremmo portati ad immaginare, e che anche è la chiave della forza del film.

Alice Casalini

Cast & CreditsPolisse
Regia: Maïwenn Le Besco; sceneggiatura: Maïwenn Le Besco; fotografia: Pierre Aim; suono: Emmanuel Croset, Nicolas Provost; montaggio: Laure Gardette; scenografia: Nicolas de Bouscuillé; costumi: Marité Coutard; interpreti: Maïwenn Le Besco, Joey Starr, Karin Viard, Marina Foïs, Nicolas Duvauchelle, Karole Rocher, Emmanuelle Bercot, Frédéric Pierrot, Arnaud Henriet, Naidra Ayadi, Riccardo Scamarcio; origine: Francia, 2011; formato: digital, colore, dolby digital; durata: 127’; produzione: Les Productions du Trésor, arte France Cinéma, Mars Film, Chaocorp, Shortcom; distribuzione: Lucky Red; sito ufficiale: polisse-lefilm.com; sito italiano: luckyred.it/polisse

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