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FCAAAL 2012: Beur sur la ville

di Djamel Bensalah

Noi, poliziotti di periferia

A due anni di distanza dal grande successo di pubblico in Francia de Neully sa mère!, Djamel Bensalah torna con un’altra commedia, Beur sur la ville (2011): il titolo, intraducibile in italiano, gioca evidentemente sull’omofonia di beur (definizione gergale riferita a tutti i membri della seconda generazione, di origine maghrebina) e peur, cioè paura. Il regista franco-algerino, nato e cresciuto nella banlieue di Saint-Denis, dopo essere stato nominato nel 2010 Cavaliere dell’Ordine delle Arti e della Letteratura, ha ancora una volta, scritto, diretto e prodotto un suo lavoro, così come aveva già fatto per i precedenti lungometraggi. Beur sur la ville non sembra aver riscosso il successo della precedente commedia, né ha avuto un’accoglienza calorosa da parte della stampa francese, eppure non mancano spunti interessanti nel film che è stato presentato in anteprima italiana durante l’ultima edizione del Festival del cinema Africano, d’Asia e America Latina di Milano (sezione "E tutti ridono").

Beur sur la ville inizia durante un venerdì pomeriggio con l’omicidio di una giovane nei pressi della moschea di una banlieue: si tratta del terzo omicidio di un serial killer che mozza le teste alle sue vittime sempre nei pressi della moschea. Il comando centrale si trova in imbarazzo e crea un gruppo di lavoro nel quale deve inserire forzatamente elementi di diverse origini. Vengono selezionati tre elementi presi dal comando di polizia locale, tra cui Khalid Belkacem, di origini algerine, il vietnamita Tong e l’africano Mamadou. Khalid è un ventisettenne che ha fallito in tutto, persino nell’esame della patente di guida che si ritrova catapultato in questa indagine importante a fianco dell’avvenente commissario Diane. Le surreali e grottesche indagini si svolgono in una periferia abbandonata al degrado e alla violenza.

L’operazione messa in piedi da Bensalah è evidente: una critica all’ipocrisia e al razzismo che serpeggiano all’interno della struttura della polizia francese e della società francese che si piega troppo facilmente ad azioni “politicamente corrette” per la difesa apparente delle minoranze. Il primo attacco è rivolto al degrado delle periferie e l’elemento chiave per introdurlo è lo stato fatiscente del commissariato di zona, luogo che cade letteralmente a pezzi in attesa della possibilità di effettuare un restauro. Anche la scelta del caso sul quale indagano i poliziotti mette sul piatto della discussione un tema scomodo come quello del burqa e anche in questo caso Bensalah non gira attorno all’argomento ma va dritto al cuore senza mezzi termini: divertenti e incisive le due scene nelle quali i poliziotti mascherati con dei burqa s’introducono nella parte della moschea riservata alla preghiera delle donne e quella in una scuola dove si svolge una partita di calcio femminile e una delle due squadre è composta interamente da ragazze con il burqa.

Se gli intenti che sono alla base del soggetto di Beur sur la ville sono chiari, dichiarati e riescono ad emergere con evidenza in buona parte del film, non altrettanto ben riuscita è la struttura e la sceneggiatura che fa il verso a tanti film di genere ma senza trovare sempre un adeguato svolgimento e un’adeguata chiave comico-satirica. C’è uno spirito che attraversa tutto il film ma che non riesce ad emergere mai del tutto, rimane sempre l’idea che però non trova un’adeguata rappresentazione nella commedia. Se la sceneggiatura è debole e la parte comico-satirica non riesce ed emergere in modo efficace, non si può dire lo stesso per la coppia Khalide/Diana, interpretata da Booder e dall’affascinante Sandrine Kiberlain: i due attori regalano efficaci pillole comiche e a loro va sicuramente riconosciuta una delle note positive di Beur sur la ville.

Alice Casalini | 22. Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina

Cast & CreditsBeur sur la Ville
Regia: Djamel Bensalah; sceneggiatura: Djamel Bensalah; fotografia: Pascal Gennesseaux; suono: Benjamin Rosier, Sylvain Lasseur; montaggio: Jean-François Elie; scenografia: Tristan Girault; interpreti: Booder, Issa Doumbia, Steve Tran, Sandrine Kiberlain, Josiane Balasko, Gérard Jugnot, Roland Giraud, François-Xavier Demaison; origine: Francia, 2011; formato: colore, 2.35:1 ; durata: 99’; produzione: Miroir Magique Cinema, MM!, France 2 Cinema, Studio 37; distribuzione: Kinology; sito ufficiale: beursurlaville.fr.

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