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Cannes 65. La Pirogue

di Moussa Touré

Un'odissea africana

Sono giovani e forti, praticando wrestling, il calcio o la musica. E accarezzano il sogno di fare il loro lavoro. Ma in questo villaggio di pescatori alla periferia di Dakar, la promessa di tempi migliori sta diminuendo insieme alle risorse della pesca dell’Oceano Atlantico. Quando non ci sono più pesci, non c’è più speranza. Così Abu, Lansana, Baka e venti altri uomini decidono di fare il grande passo: imbarcarsi su una piroga a motore per raggiungere l’Europa.

Il protagonista è il capitano dell’imbarcazione Baye Laye (Souleymane Ndiaye Seye), costretto dalle precarie condizioni economiche ad intraprendere suo malgrado l’odissea sull’oceano, lasciando a casa moglie e figlio. Deve affrontare un viaggio di circa 1500 km fino alle isole spagnole su una piccola imbarcazione da pesca in legno, appunto la Piroga, con a bordo 30 disperati, con storie e lingue diverse fra loro, che non hanno mai visto il mare e non sanno cosa precisamente aspetta loro all’approdo.

E’ il diario di un crudele viaggio, con splendide scene sulla barca (ottima la fotografia). La navigazione si adatta alle mutevoli condizioni meteorologiche, alternando momenti di gioia e speranza a situazioni tremende e drammatiche, tutto con il forte supporto dell’incisiva e coinvolgente colonna sonora curata da Prince Ibrahima Nour.

Alla proiezione del film, in una sala Debussy gremitissima, la presenza del Presidente della giuria Un Certain Regard Tim Roth e di Youssou N’Dour, il famoso cantante senegalese che da aprile è anche Ministro della Cultura e del Turismo nel governo senegalese.
Sul palco il regista Moussa Touré, abituato alla Croisette, ma per la prima volta a Cannes come autore di una selezione di film, si è definito "Un piccolo africano che passerà alla storia", ripetendo la frase che pronuncia uno dei passeggeri della barca. Il voluto riferimento è indirizzato al discorso dell’ormai ex President Nicolas Sarkozy a Dakar nel 2008.

In un’intervista Moussa Touré dichiara a proposito di Youssou N’Dour: “Sono passati 10 anni da quando ho incontrato un ministro della cultura. Prima di lui, un ministro non è mai venuto a trovarmi nei festival. Lui viene a farmi visita a Cannes perché è un uomo di cultura. In 12 anni, abbiamo avuto circa 15 ministri della cultura. L’ultimo, è stato ministro della spazzatura prima di arrivare alla Cultura. Un tipo come Youssou, va dritto al punto. Abbiamo parlato del film e abbiamo subito capito. Faremo cinema all’aperto in tutto il paese. In Africa, non è molto: è necessario mettere panchine, utilizzando digitale e mostrare i nostri film. In genere per realizzare un film bisogna avere il denaro. La Francophonie ha creato un Fondo Panafricano per il Cinema e l’Audiovisivo che sto sponsorizzando. Proviamo a fare in Africa tanti cortometraggi e documentari. Produrre cose che non ci costeranno caro, ma che ci possono fare riflettere su noi stessi. In Senegal, uno stato pioniere in questo campo, si è scoperto che la gente ha perso interesse per il cinema. Tutte le sale di cinema a Dakar sono state vendute per installare negozi, supermercati. Così ho realizzato documentari. L’Africa è molto documentario. E’ vero. Se si vuole fare un film sulla carestia, non c’è bisogno di fare fiction. Basta cercare. Volete fare un film sui bambini di strada o giovani che emigrano in barca? Ti metti in spiaggia, vai verso l’aeroporto, e li troverete. L’Africa è così reale...".

Girato in soli due mesi in Senegal, nelle città di Dakar e Palmarin, La Pirogue è sovvenzionato da una produzione franco-senegalese, con i finanziamenti del Centre National du Cinéma et de l’Image Animée.

Durante la prima metà degli anni 2000, centinaia di migliaia di africani hanno cercato fortuna emigrando via mare dai sobborghi di Dakar. Circa 5.000 di loro hanno perso la vita. E’ a queste vittime di illusioni occidentali che Moussa Touré dedica il suo film, presentato domenica mattina nella piovosa Cannes alla sezione Un Certain Regard.

Giorgio Sgarbi | 65. Festival de Cannes

Cast & CreditsLa Pirogue
Regia: Moussa Touré; sceneggiatura: Eric Névé, David Bouchet; fotografia: Thomas Letellier; musiche: Prince Ibrahima Nour; montaggio: Josie Miljevic; costumi: Fatou Cisse; interpreti: Souleymane Seye Ndiaye, Laity Fall, Malamine Dramé, Balla Diarra, Salif Diallo, Saikou Lo, Ngalgou Diop, Limamou Ndiaye, Diodio Ndiaye, Mohamed Fall, Bachirou Diakhate, Moctar Diop, Alioune Ndyane; origine: Francia, Senegal, 2012; formato: 35 mm, 2.39, colore; durata: 87’; produzione: Les Chauves-Souris, Astou Films, Arte France Cinema; distribuzione: Memento Films International

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