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Cannes 65. Rengaine

di Rachid Djaidani

Sabrina e i 40 fratelli

“Malik, Moussa, Naid, Zair, Youssef, Karim, Rachid…Tayeb, Euh, Yaze” “Sono 38”, “e con me fanno 40”, “No, Slimane, sono 39, perché ti ho contato all’inizio. Dunque 39, 39 fratelli, non 40. Ora vieni a tavola”… Comincia così, con primi piani più che riavvicinati ripresi da camera a mano il film Rengaine che il regista Rachid Djaidani presenta al Festival del Cinema di Cannes, nella sezione Quinzaine des Realisateurs.

Ambientato a Parigi, è la storia di due giovani che si amano e hanno intenzione di sposarsi. Sembra facile, ma Dorcy (Stéphane Soo Mongo) è nero e cristiano, mentre Sabrina (Sabrina Hamida) è bianca e araba… A tutto questo bisogna aggiungere la maggior parte dei tanti fratelli di Sabrina, che pur di obbedire al più grande, Slimane (Slimane Dazi), sono contrari a questo matrimonio “misto”.

Slimane, come “maggiore” di questa piccola comunità araba, si ritiene infatti responsabile della vita e della condotta morale dei suoi fratelli, in particolare di quella della “piccola” Sabrina e tenta di opporsi alla sua unione con ogni mezzo… Ma nonostante la sua rigidità ed il suo forte attaccamento alle tradizioni, anche lui, come un fratello omosessuale da tempo scartato dalla famiglia, nasconde uno scheletro nell’armadio: una forte relazione con Nina, una cantante di origine ebree.

Una commedia agrodolce, che scorre agevolmente per circa un’ora e mezza, alternando alla disputa religiosa tra cristiani e musulmani, neri e magrebini, le innumerevoli e divertenti zuffe, i reciproci e colorati insulti.

Tra un alterco e l’altro ecco i disperati e buffi tentativi di Dorcy che vuole diventare un attore, con il culmine di una bella scena a sorpresa che da sola vale tutto il film; il punto di vista della mamma parrucchiera di Dorcy, contraria al fatto che il figlio sposi una bianca perché lei i nipotini li desidera proprio “neri neri”; Dorcy e Sabrina che suonano insieme il piano con le mani che si sfiorano mentre pigiano i tasti in bianco e nero (viene in mente la canzone di Steve Wonder e Paul McCartney "Ebony and Ivory”, con la strofa “Living together in perfect armony” che si adatta perfettamente alla situazione dei due innamorati).

Ottimo quindi il lavoro del regista Rachid Djaïdani, di padre algerino e madre sudanese, che ha una vita oltremodo eclettica. Infatti prima di entrare nel mondo del cinema comincia come muratore, poi insieme al fratello fa la guardia del corpo, quindi prova con la boxe, fino a diventare Campione di Ile de France. A questo punto decide di diventare attore, con ruoli perlopiù televisivi. Nel frattempo inizia a scrivere. Nel 2010 il primo lavoro importante come regista, il documentario La Ligne brune presentato al Festival Internazionale di Dubai (2011) e l’anno successivo Une heure avant la datte incentrato sul Ramadan.

In un’intervista fa capire che avrebbe girato tutto il film con la Stylo-Camera, ma in sede di montaggio si è accorto che era tutto troppo «tremolante » e ha alternato così vari piani sequanza.
A noi è piaciuto e la sala del Marriott Hotel ha risposto con applausi a scena aperta.

Giorgio Sgarbi | 65 Festival de Cannes

Cast & CreditsRengaine
Regia: Rachid Djaidani; sceneggiatura: Rachid Djaidani; fotografia: Thomas Letellier; musiche: Steve Argűelles; montaggio: Rachid Djaidani, Svetlana Vaynblat, Julien Boeuf, Karim El Dib; interpreti: Sabrina Hamida, Slimane Dazi, Stéphane Soo Mongo; origine: Francia, 2012; formato: 35 mm, 2.39, colore; durata: 75’; produzione: Or Production; sito ufficiale: www.rengaine-lefilm.com

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