title_magazine

Merqana

di Matteo Keffer, Davide Mornadini e David Chierchini

L’arbusto magico di Harar

La strada del documentario in Italia è insidiosa e sempre in salita, ma negli ultimi anni sembra che qualcosa stia cambiando: il documentario sembra riesca ad imporsi nelle sue varie forme ed si sono moltiplicate esperienze di vario tipo che hanno sdoganto l’idea spesso sbagliata sul documentario del pubblico italiano. Un interesse crescente verso il documentario è dimostrato dalle esperienze, molto diverse tra loro, di registi come Michelangelo Frammartino (Le quattro volte) o Andrea Segre (Mare Chiuso, A sud di Lampedusa, Come un uomo sulla terra), solo per citare alcuni esempi.
In questo panorama s’inserisce Merqana, secondo documentario realizzato da Matteo Keffer, Davide Morandini e David Chierchini, tre giovani ragazzi romani che hanno unito le loro forze e le loro diverse esperienze per affrontare una realtà scomoda e complessa quale la produzione e il commercio del Qat in Etiopia. Il Qat è una pianta narcotica che nel 1980 l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha inserito il Qat tra le droghe. Le foglie del Qat sono masticate da milioni di persone in tutto il Corno d’Africa: per secoli il loro utilizzo è rimasto legato alla religione poiché i musulmani mistici usavano il Qat come mezzo per comunicare con il divino: oggi questo arbusto è una preziosa merce di scambio con l’Europa e gli Stati Uniti per gli abitanti del Corno d’Africa.

Diversi sono gli aspetti da analizzare in un progetto come Merqana, si può iniziare chiedendosi come mai i tre autori del documentario abbiano deciso di avvicinarsi ad un tema come quello della produzione e del commercio di questa droga. Sicuramente un motivo è l’interesse per il mondo mediorientale: Merqana è il secondo progetto di questo gruppo che sembra affiatato. I tre ragazzi si sono ritrovati insieme per la prima volta in Egitto durante la primavera araba per girare il loro primo documentario, Bulaq. La compattezza stilistica di Merqana forse pecca di un eccessivo richiamo ai documentari di Herzog e Reggio, ma è il segno di una consapevolezza e di un rigore necessari per intraprendere un lavoro sempre a limite tra inchiesta giornalistica e ricerca antropologica in un territorio pericoloso e su un tema scomodo e non a caso poco analizzato.
Merqana inizia e finisce di notte e si divide in tre parti: la prima parte è girata ad Awoday, il più grande e importante mercato del Qat del mondo. Qui di notte avviene il commercio delirante del Qat. Un’alba limpida introduce lo spettatore ad Harar, cuore della cultura del Qat, e di conseguenza anche alla seconda parte del documentario: Harar è stata per secoli il punto cardine delle rotte commerciali tra Africa e Medio Oriente, negli anni il suo declino economico non ha offuscato il ruolo centrale di Harar come centro della cultura mistica legata al consumo del Qat. Il documentario, dopo un racconto che introduce al significato religioso dell’arbusto locale, prosegue mostrando un incontro religioso notturno con un capo spirituale locale.
Gli autori del documentario hanno scelto di raccontare la realtà legata al Qat senza invaderla, rispettando tempi, persone e luoghi: non ci sono luci artificiali, i suoni naturali delle foglie, dei passi, della strada sono a tratti assordanti, ma allo stesso tempo i lunghi primi piani e le immagini rubate sono incisivi e restituiscono il caos dei mercati e delle trattative per la vendita del Qat.

Un documentario low budget che ha avuto comunque necessità di un lungo tempo di realizzazione: gli autori di Merqana hanno prodotto il filme, e lo promuovono tuttora, tramite il crowdfunding, forma di finanziamento collettivo che trova spazio sulla piattaforma web. Il sistema sembra funzionare e Matteo Keffer, Davide Morandini e David Chierchini stanno lavorando al loro terzo documentario con lo stesso gruppo di lavoro: Leaves of The Horne – L’oro vedre del Corno d’Africa, un ideale sequel di Merqana nel quale però gli autori indagano sul commercio del Qat e sui risvolti sociali, politici ed economici attraverso una serie d’interviste che stanno realizzando in Europa, Stati Uniti e Cina.

Alice Casalini

Cast & CreditsMerqana
Regia: Matteo Keffer, Davide Morandini; sceneggiatura: David Chierchini, Davide Morandini; fotografia: Matteo Keffer; montaggio: Sergio Lolini, Guido M. Coscino; suono: Gianmarco de Candia; origine: Italia/Etiopia, 2012; formato: video; durata: ‘46; produzione: 101 Film, in collaborazione con Zerosix Productions Fuorisync, Rossellini Film; sito ufficiale: www.facebook.com/Merqana

Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
lunedì 21 maggio 2018

Cannes 71: premiato Spike Lee

Spike Lee, lanciato nel 1986 proprio dal Festival di Cannes con Lola Darling, si è aggiudicato (...)

mercoledì 18 aprile 2018

Cannes 71: DuVernay e Nin in giuria

Annunciata anche la Giuria ufficiale del prossimo Festival di Cannes (8-19 maggio), presieduta (...)

martedì 17 aprile 2018

Cannes 71: Mohamed Ben Attia alla Quinzaine

Il film tunisino Weldi (Mon cher enfant) di Mohamed Ben Attia sarà presentato in prima mondiale (...)

venerdì 13 aprile 2018

Cannes 71: per i 100 anni di Nelson Mandela

Nelson Mandela avrebbe compiuto 100 anni nel 2018. Tra le anticipazioni del programma del (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha