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Monsieur Lazhar

di Philippe Falardeau

Bachir e la classe: una favola

A poco più di un anno dalla presentazione al Festival di Locarno 2011 esce nelle sale italiane il film Monsieur Lazhar di Philippe Falardeau: un’uscita sacrificata perché in concomitanza con il vortice della Mostra del Cinema di Venezia e con le uscite imminenti dei film provenienti dal Lido. Tralasciando le considerazioni sulla data di uscita, grazie a Officine Ubu è ora possibile vedere Monsieur Lazhar, un film rispettoso e delicato ma anche estremo e diretto che ha vinto il premio del pubblico e il premio speciale della giuria della 64a edizione del Festival del Film di Locarno, dal quale ha preso il via per un lungo tour di festival internazionali, terminato nel 2012 con la presenza al Sundance Film Festival.

Falardeau a tre anni dal successo di C’est pas moi, je le jure! (2008) torna a lavorare con i ragazzi: ancora una volta i bambini e il loro universo fragile e in continua evoluzione sono la materia che il regista plasma con minuziosa attenzione e con doverosa delicatezza. Falardeau rimane legato al cinema sociale e si cimenta ancora una volta con l’adattamento di un testo: nel caso di C’est pas moi, je le jure! si trattava di un romanzo di Bruno Hébert, nel caso di Monsieur Lazhar invece si tratta di un testo teatrale di Evelyne de la Chenelière.

Monsieur Lazhar inizia e finisce in una scuola di Montréal, dove Bachir Lazhar, algerino immigrato in Canada, arriva in sostituzione di un’insegnate morta in circostanze tragiche e misteriose. Bachir si trova a confrontarsi con una classe traumatizzata da un evento inaspettato e violento che costringe i bambini a riflettere sul tema della morte. A sua volta, Bachir rischia costantemente di essere espulso dal Canada e lotta con il suo passato del quale nessuno sospetta all’interno della scuola. L’incontro tra Bachir e i ragazzi sarà un passaggio fondamentale sia per lui che per i suoi alunni.

Monsieur Lazhar si svolge quasi completamente all’interno della scuola: la regia di Falardeau è discreta ma incisiva, fatta di lunghe inquadrature che permettono di osservare le dinamiche nella classe sottolineando sguardi, parole e silenzi. Bachir e i suoi alunni sono uniti da un malessere che li avvicina, da un senso di colpa razionalmente inesistente e ingiustificato, ma dal quale non riescono a liberarsi. Monsieur Lazhar porta inevitabilmente a un collegamento con La classe ma a differenza del film di Cantet, Falardeau, facendo proprio il testo teatrale dal quale è tratto il film, non si concentra sul rapporto didattico maestro-alunni. Quello che lega Bachir e i ragazzi è la loro comune condizione di esseri umani fragili che vivono per motivi diversi il peso di vuoti difficili da colmare: Alice soffre per le frequenti assenze della madre, Simon si chiude con il suo terribile segreto e Bachir vive una vita nascosta e silenziosa distrutta dai sensi di colpa per gli eventi drammatici che ha vissuto in Algeria. La chiave di Monsieur Lazhar è proprio la figura di Bachir che mette in discussione l’atteggiamento degli occidentali verso di lui: dalle sedute in tribunale per la richiesta di asilo politico alla conversazione con la collega Claire che paragona l’esilio ad una bella occasione di viaggio e scoperta.

Bachir Lazhar è interpretato da un coinvolgente Mohamed Fellag, artista algerino che ha al suo attivo una lunga carriera teatrale e cinematografica tra Algeria, Francia e Canada. Fellag vive di persona la condizione d’esiliato da quando nel ’95 a Tunisi, in seguito ad una bomba esplosa durante la rappresentazione di un suo spettacolo teatrale, Delirium, ha deciso di trasferirsi definitivamente a Parigi. Un filo rosso unisce dunque il personaggio di Bachir a quello di Fellag che insieme ai volti espressivi dei ragazzi della classe, in particolare Sophie Nélisse (Alice) e Émilien Néron (Simon), danno vita ai loro personaggi con disarmante naturalezza ed espressività dimostrando ancora una volta l’abilità di Falardeau nel dirigere gli attori e in particolare i giovani ragazzi non professionisti. Una sceneggiatura asciutta e rispettosa, unita a una regia delicata e discreta e ai volti espressivi degli attori fanno di Monsieur Lazhar è una commovente favola moderna sulla solitudine, la paura, e l’amicizia.

Alice Casalini

Cast & CreditsMonsieur Lazhar
Regia: Philippe Falardeau; sceneggiatura: Philippe Falardeau; fotografia: Ronald Plante; musiche originali: Martin Léon; montaggio: Stéphane Lafleur; scenografia: Emmanuel Fréchette; costumi: Francesca Chamberland; interpreti: Mohamed Fellag, Sophie Nélisse, Émilien Néron, Marie-Ève Beauregard, Brigitte Poupart, Danielle Proulux; origine: Canada, 2011; formato: 2,35:1 Dolby Digital; durata: 94’; produzione: Micro_scope; distribuzione: Officine Ubu; sito ufficiale: monsieurlazhar.com

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