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Roma 7: Black Star. Nati sotto una stella nera

di Francesco Castellani

Miracolo a Pietralata

Quattro amici romani gestiscono una squadra di calcio di rifugiati politici e riescono ad ottenere la gestione di un campetto abbandonato nel cuore del quartiere Pietralata, ma si trovano a dover fronteggiare l’opposizione di alcuni abitanti che formano un comitato di quartiere contro la presenza degli stranieri, aizzati a loro insaputa da un palazzinaro che intende appropriarsi dello spazio per i propri loschi interessi. Ma nella notte di San Lorenzo qualsiasi cosa può accadere…

Black Star, presentato fuori concorso al Festival di Roma, è liberamente ispirato alla storia vera della squadra di calcio di rifugiati “Liberi Nantes Football Club”, nata nel 2007 a Pietralata, sulla quale lo stesso regista ha realizzato un bel documentario presentato al Festival di Roma del 2010. Passando dalla realtà alla finzione, Castellani ha cercato di ampliare lo sguardo, in una storia corale di romani de Roma, romani venuti da altre regioni italiane e rifugiati: tutti accomunati dall’incertezza e dalla precarietà del vivere, dalla quale ci si può salvare solo insieme, andando alla scoperta dell’altro e abbandonando ogni pericoloso invito a una “guerra tra poveri”.

Il regista per parlare di migrazioni e di rapporto con l’altro usa i toni classici della commedia italiana: a cominciare dalla voce narrante - anche se da un punto di vista singolare - per dare unità poetica al film, passando per il microcosmo di tanti piccoli personaggi delineati per grandi linee che non perdono però credibilità e spessore, grazie a una gustosa e solida sceneggiatura, per arrivare a una serie di colpi di scena e a un magico momento catalizzatore, che ricorda tanto il neorealismo zavattiniano di film come Miracolo a Milano.

Quasi come una moderna tragedia greca o un western tra la polvere dei terreni incolti di periferia, il film si svolge quasi interamente nello spazio del campetto abbandonato, con i protagonisti a contendersi il possesso di quel terreno che sembra essere divenuto per gli uni (a ragione) e per gli altri (per provocazione) il motivo stesso della propria sopravvivenza. Ma lo sguardo del regista è leggero e partecipe, ad altezza di bambino, come il piccolo Pietro che non capisce gli scontri degli adulti e vuole solo giocare, condividere, andare alla scoperta degli altri e del mondo.

Ma il mondo non si divide in buoni e cattivi: piuttosto tra coloro che hanno la possibilità di scegliere e manipolare le scelte degli altri e coloro che invece non hanno scelta. In fin dei conti è sempre una questione di classe e di opportunità. E così, dopo quattro giorni di scontro frontale, basta la voce dei senza voce a cambiare le regole del gioco: Samuel nonostante la giovane età ha già conosciuto l’orrore, ma finalmente riesce a raccontare la propria storia e a trasmettere l’importanza del gioco di squadra come momento di solidarietà, condivisione e di crescita per tutti. Migranti e non.

Uno degli aspetti più riusciti del film è quello di aver costruito una commedia che sa parlarci al cuore e di aver costruito dei personaggi di rifugiati e di migranti africani né con pietismo né con sarcasmo politicamente scorretto. Castellani affronta in maniera lieve, poetica e sognante uno dei nodi cruciali della nostra epoca. Ci apre gli occhi di fronte alle scelte che ogni giorno siamo chiamati a compiere.
Il migrante non è un “problema”, ma fa semplicemente parte della nostra vita. E farà parte del vero campo di calcio “XXV Aprile” di Pietralata, sede dei Liberi Nantes Football Club, il “Monumento al Migrante Ignoto” costruito per Black Star: un’eredità che il film e gli artisti lasciano alla squadra, al campo e al quartiere.

Maria Coletti | 7. Roma International Film Festival

Cast & CreditsBlack Star. Nati sotto una stella nera
Regia: Francesco Castellani; soggetto e sceneggiatura: Francesco Castellani e David Turchi; fotografia: Eric Biglietto; montaggio: Francesco Bianchini; suono in presa diretta: Alessio Costantino;scenografia: Paki Meduri; costumi: Fiorenza Cipollone; musiche: Massimiliano Ionta, con frammenti musicali originali di Lucia Ronchetti; interpreti: Luca Di Prospero, Alessandro Procoli, Gabriele Geri, Vincenzo Zampa, Paolo Giovannucci, Pierpaolo De Mejo, Alfredo Angelici, Tony Fornari, Martin Chishimba e per la prima volta sullo schermo Frederick Turchi, Giuseppe Takyi; voce narrante: Marco Marzocca; origine: Italia, 2012; produzione: Point Films, Rai Cinema, con il patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati - UNHCR; durata: 100’.
La scultura "Monumento al migrante ignoto" è stata realizzata da Gruppo Sprout: Denis Imberti e Stefano Tasca.
Sito internet: http://www.kinoweb.it/cinema/black_star/black_star.html

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