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Lincoln

di Steven Spielberg

Quattro mesi per fare la storia

150 minuti per raccontare gli ultimi mesi del 16° presidente degli Stati Uniti d’America, Abraham Lincoln (primo Presidente ad appartenere al partito Repubblicano), ricordato come uno dei più popolari ed importanti, Lincoln è un lungo progetto partito nel 2005, quando Steven Spielberg legge in anteprima il romanzo Team of Rivals: The Political Genius of Abraham Lincoln di Doris Kearns Goodwin e dal quale decide di fare un film biografico. Concentrandosi sugli ultimi quattro mesi di vita del presidente, tutto gira attorno alla difficile raccolta dei voti mancanti per l’approvazione del 13° emendamento, fondamentale per l’abolizione della schiavitù del popolo afroamericano. Unire la nazione con la fine della Guerra Civile tra Stati Uniti e Stati Confederati e proclamare l’uguaglianza tra i popoli è il suo principale scopo. Non importa come e in che modo raggiungere questo obiettivo. Si inizia con toni pacati, fino ad arrivare a loschi giochi di potere, con compromessi e compravendita di voti, avvenuti grazie al voto di scambio di alcuni membri. Spielberg ci svela tutti i retroscena che hanno fatto passare alla storia l’amato presidente che ha dovuto lottare interiormente con la sua moralità per il bene di un popolo e della sua nazione.

Interpretato dall’attore irlandese Daniel Day-Lewis, già due volte premio Oscar e doppiato nella versione italiana da Pier Francesco Favino, il film non ha solo un risvolto socio-politico, ma mette in risalto anche un privato doloroso. La perdita del figlio William, ed un contrastato rapporto con la moglie Mary (Sally Field), lacerata dalla stessa sofferenza e incompresa dal presidente che ha reagito al dolore, non lasciandosi sopraffare da esso. Un padre protettivo nei confronti del primogenito Robert (Joseph Gordon-Levitt), che vuole lasciare gli studi per arruolarsi nell’esercito e combattere dall’interno quella guerra che il padre vuole sconfiggere. Una completa dedizione verso Tad (Gulliver McGrath), il figlio più piccolo al quale non nega mai il proprio tempo, mettendo da parte anche l’impegno politico. Persino nel giorno più importante della sua vita, il 31 gennaio 1865, quando tutti sono riuniti alla Camera per il voto, il presidente si dedica quasi completamente al suo ultimogenito. Dopo circa due ore di film, all’interno della camera del popolo, dove sono presenti al voto anche rappresentanti del popolo nero, con 8 assenti, 56 voti contrari e 119 favorevoli si è scritto un passo fondamentale della storia americana ed umana.

Le immagini di guerra sono affidate solo a due momenti del film. All’inizio, dove una breve ma atroce battaglia viene contrastata da una figura umana, inquadrata di spalle, che con voce paterna ed amichevole, parla a due soldati afroamericani dalle divise blu. La seconda è alla fine, dove il 14 aprile del 1865 (dopo 4 anni di guerra), il presidente visita un campo cosparso di soldati che avevano trovato la morte. Ora la sua voce appare stanca, affaticata, ed il volto è invecchiato, come fa notare il generale Grant (Jared Harris), con il quale nell’ultimo incontro discute sulla ricostruzione del Paese. Nella stessa sera il presidente viene assassinato al Ford’s Theatre di Washington e alle 7:22 del 15 aprile del 1865 viene dichiarata la sua morte.

Il protagonista è spesso inquadrato di spalle ed in penombra, quasi a voler simboleggiare il peso, la sofferenza e la stanchezza per il raggiungimento di un grande sogno. Soltanto poche volte alza i toni, mantenendo perlopiù una voce pacata e flebile. Anche i momenti che sembrano configurare un atteggiamento autoritario, sono realizzati con naturalezza e calma, così da giustificarli, dimenticando azioni che sfiorano l’illegalità.

Costato 50 milioni di dollari, con un cast stellare, diretto con eleganza e maestria da uno dei più grandi registi contemporanei, Lincoln è costruito e curato a perfezione, a partire dalla sceneggiatura scritta dal premio Pulitzer Tony Kushner. Girato quasi completamente in interni, hanno avuto ruoli fondamentali la magnifica scenografia di Rick Carter e la splendida fotografia di Janusz Kaminski, che con un gioco di ombre penombre e contrasti ha donato al film una particolare luce naturale. Uscito negli Stati Uniti il 9 novembre del 2012, sbarcato in Europa agli inizi del 2013 ed in uscita nelle sale italiane il 24 gennaio con una distribuzione di circa 400 copie, il film è già candidato a 12 Oscar e vanta numerosi riconoscimenti: vincitore Daniel Day-Lewis al 70° Golden Globe come miglior attore in un film drammatico (2013); premio come migliori dieci film a Steven Spielberg e Kathleen Kennedy al National Board of Review Awards (2012); al Boston Society of Film Critics Awards (2012), migliore attore (Daniel Day-Lewis), migliore attrice non protagonista (Sally Field), migliore sceneggiatura (Tony Kushner); al Satellite Awards (2012), migliore scenografia (Rick Carter, Curt Beech, David Crank e Leslie McDonald).

Lincoln non è solo un film storico e politico, ma un film che ci mostra l’intimo e il privato dell’uomo più potente al mondo, rendendolo più umano. Anche se storicamente ci appartiene poco, per 2 ore e mezza ci fa immergere in ambientazioni passate, proiettandoci completamente all’interno di esse.

Francesca Iannantuoni

Cast & CreditsLincoln
Regia: Steven Spielberg; soggetto: Doris Kearns Goodwin; sceneggiatura: Tony Kushner; fotografia: Janusz Kaminski; montaggio: Michael Kahn; musiche: John Williams; scenografia: Rick Carter; costumi: Joanna Johnston; interpreti: Daniel Day-Lewis, Sally Field, David Strathairn, Tommy Lee Jones, Joseph Gordon-Levitt, Hal Holbrook, Lee Pace; origine: USA, 2012; formato: 35 mm, 1:2.35; durata: 150’; produzione: Steven Spielberg, Kathleen Kennedy per Amblin Entertainment/Kennedy/Marshall Company; distribuzione: 20th Century Fox; sito ufficiale: thelincolnmovie.com; sito italiano: lincolnilfilm.it

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