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FESPACO 2013: cinema e politiche pubbliche in Africa

Ouagadougou, 23 febbraio - 2 marzo 2013

E’ iniziata ieri, con la cerimonia di apertura allo Stadio 4 Agosto di Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso - il "paese degli uomini integri", come è stato ribattezzato l’ex Alto Volta dal presidente Thomas Sankara, il 4 agosto del 1984, unendo le lingue dei Mossi e dei Dioula - la 23. edizione del Festival Panafricain du Cinéma de Ouagadougou (FESPACO), che si svolgerà fino al 2 marzo. Un’edizione sembrerebbe, a giudicare dalla presentazione e dai commenti stampa post inaugurazione, improntata alla sobrietà e più centrata sul cinema, ma anche sulle politiche pubbliche dei paesi africani, che è il tema centrale di questa edizione.

Sui 755 film candidati all’edizione 2013 di questo evento biennale che è anche il più grande e il più antico festival panafricano, 101 sono stati i titoli selezionati dalla direzione artistica, provenienti da 35 differenti paesi, "per un viaggio interiore attraverso l’Africa e tutte le sue contraddizioni".

I film in concorso nella sezione lungometraggi di finzione, che si contendono il prestigioso Etalon d’Or de Yenennga, sono 20:

Always brando di Ridha Behi (Tunisia)

Androman (De sang et de charbon) di Alaoui Lamharzi (Marocco)

Children’s Republic di Flora Gomes (Guinea Bissau)

El taaib (Le repenti) di Merzak Allouache (Algeria)

How to steal 2 million di Charlie Vundla (Sudafrica)

La Pirogue di Moussa Touré (Senegal)

Le Collier du Makoko di Henri Joseph Koumba (Gabon)

Les Chevaux de Dieu di Nabil Ayouch (Marocco)

Les Enfants de Troumaron di Harrikrisna & Shar van Anenden (Isole Mauritius)

Love in the Medina di Abdelhaï Laraki (Marocco)

Moi Zaphira di Apolline Traoré (Burkina Faso)

Nishan di Shumete Yidnekacchew (Etiopia)

O grande kilapy di Zézé Gamboa (Angola)

One Man’s Show di Newton Aduaka (Nigeria)

Por aqui tudo bem Pocas Pascoal (Angola)

Tey (Aujourd’hui) di Alain Gomis (Senegal)

Toiles d’araignées di Ibrahim Touré (Mali)

Virgin Margarida di Licínio Azevedo (Mozambico)

Yema di Djamila Sahraoui (Algeria)

Zabana! di Saïd Ould-Khelifa (Algeria)

Per il Burkina Faso è dunque in lizza solo la regista Apolline Traoré, che ha montato il film all’Institut Imagine di Gaston Kaboré, uno dei maestri del cinema burkinabè (Etalon de Yennenga con il film Buud Yam), che si è dedicato negli ultimi tempi alla formazione della nuove leve del cinema del suo paese proprio grazie all’Institut Imagine, anche se non esclude di tornare dietro la macchina da presa.

Le altre sezioni ufficiali in concorso sono riservate ai video di finzione, ai cortometraggi di finzione, ai documentari, ai film della diaspora, alle serie televisive e alle scuole di cinema africane. Mentre il paese ospite d’onore di questa edizione è il Gabon, di cui sono stati selezionati 5 titoli, tra cui uno nel concorso principale.

Nella serata di apertura e nella giornata di domenica è stato reso omaggio al Ciné Burkina e sulla Place des Cinéastes ai cineasti africani scomparsi dopo l’edizione 2011 del Fespaco: Dieudonné Kabongo Bashila (Repubblica Democratica del Congo), Charles Mensah (Gabon), Kitia Touré (Costa d’Avorio), Boureima Nikièma e Kouka Aimé Zongo (Burkina Faso), Thierno N’Diaye Doss e Massar Dieng (Senegal), Zozimo Bulbul (Brasile).

Per quanto riguarda l’indirizzo generale della selezione, se inevitabilmente alcuni dei titoli in competizione sono passati attraverso i più grandi festival internazionali - Cannes, Berlino, Venezia, Toronto - bisogna comunque sottolineare il ritorno di alcuni registi lusofoni come Licinio Azevedo, Zézé Gamboa e Flora Gomes e, soprattutto, la presenza di due registi emergenti di paesi poco prolifici dal punto di vista cinematografico: l’Etiopia e le Isole Mauritius. Novità che saranno sicuramente assicurate anche nella sezione digitale, dove compaiono per la prima volta paesi come la Namibia, il Togo (che ha anche aperto una scuola di cinema) e la Repubblica Centrafricana.

Per quanto riguarda i premi, la direzione artistica del Fespaco ha deciso di affidare la presidenza delle giurie delle principali sezioni competitive a donne: Euzhan Palcy (Martinica) per il concorso lungometraggi di finzione; Jacky Motsepe (Sudafrica) per la competizione video e tv; Wanjiru Kinyanjui (Kenya) per il concorso cortometraggi e film delle scuole di cinema; Osvalde Lewat (Cameroun) per la sezione competitiva documentari e Beti Ellerson per il concorso film della diaspora.

E la stessa Euzhan Palcy - prima presidente donna del concorso ufficiale - compare nel clip di presentazione del festival, in cui si spiega la decisione di affidare alle donne le giurie delle sezioni in concorso anche attraverso la storia della principessa guerriera Yennenga, che ha dato origine al popolo Mossi:

Per il programma integrale e altre informazioni sul festival, rimandiamo al sito del Fespaco.

Maria Coletti

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