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Allo scoperto: un nuovo canale Youtube dedicato alle migrazioni e alla cittadinanza

di Maria Coletti

La voce di chi non ha voce

Un format televisivo realizzato da due creativi senegalesi per raccontare l’Italia che cambia: Allo scoperto , questo è il nome del format, nasce dalla collaborazione di Alioune Diallo, videomaker, e Aliou Diop, musicista rap e giornalista.

Il format (per ora visibile sul canale Youtube dvisionmilano, sulla pagina Facebook creata da Aliou Diop e sul sito www.dvisionpro.it) tratta tematiche inerenti l’immigrazione, la cultura, lo spettacolo, l’interscambio e la conoscenza reciproca tra culture diverse. In «Italia la multietnicità non è solo una parola ma una realtà tangibile ovunque ci si trova», spiegano i due ideatori. «Nelle scuole, nei posti di lavori, sui mezzi pubblici, etc. Nonostante ciò, il mondo dell’informazione non tiene conto della realtà in cui siamo, di conseguenza non offre servizi adeguati per includere una minoranza di immigrati che vivono e fanno nascere i propri figli in questo paese. Molto spesso sembra che ci sia una politica di contrasto, si parla dell’immigrazione quando succedono tragedie come quella di Firenze: per quell’occasione, si fanno trasmissioni televisive con ospiti che vengono assunti come rappresentanti di una comunità e quindi in dovere di parlare per questa, ma spesso dietro tutto questo c’è della strumentalizzazione. In Italia la presenza di molti stranieri, provenienti da Paesi diversi, dovrebbe essere un espediente per conoscere meglio culture diverse. Ma così non è».

Qui di seguito, potete vedere l’ultima puntata di Allo scoperto, dedicata alle cosiddette G2, seconde generazioni.

Nella puntata, presentata come sempre da Aliou Diop, attraverso alcune interviste a giovani italiane di origine straniera, vengono fuori delle riflessioni molto interessanti sull’argomento. Ad esempio l’uso ricorrente di alcune parole che diventano stereotipi e spesso sono prive di senso: "extracomunitario", "clandestino", "immigrati di seconda generazione". Come le intervistate sottolineano, lo stesso termine G2 o seconde generazioni ( e la stessa associazione è nata nel 2005, quando questi giovani erano veramente invisibili), dovrebbe essere ormai inteso come un "nome ponte", che è stato utile in una certa fase della società italiana, ma che ora è opportuno superare per parlare di cittadini italiani. L’identità è in fondo un’onda, sottolinea una ragazza, per spiegare come ci siano dei "picchi minimi o massimi in cui ci si sente più o meno italiani", nell’arco della propria vita. Chi nasce o cresce in Italia ha il diritto di essere riconosciuto come cittadino italiano: questo è l’obiettivo primario. Dopo di che, la strada è lunga: come molte delle intervistate sottolineano, una volta superata questa prima e indispensabile tappa, il passo sucecssivo e ugualmente necessario sarà quello di lavorare di più sulla cultura e sull’identità, in un processo continuo che riguarda tutti i cittadini italiani.

Allo scoperto, per ora ha prodotto cinque puntate, dedicate a diverse tematiche, fra Africa e Italia: la strage di Firenze (prima puntata), i Talibe ovvero i bambini di strada in Senegal (seconda puntata), il punto di vista dei migranti in Italia sulle elezioni e sulla politica italiana (terza puntata) e la guerra in Mali (quarta puntata).

Vi invitiamo ad andare a vedere questi servizi e a farli circolare, perché abbiamo bisogno urgente di informazione diversa, di un panorama audiovisivo e più in generale mediatico libero dagli stereotipi e aperto sul mondo.

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