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Apache

di Thierry de Peretti

Questa terra è nostra

In sordina e nel pieno del torrido agosto è uscito nelle sale Apache (2013), primo lungometraggio del regista Thierry de Peretti, presentato in anteprima mondiale alla Quinzaine des Réalisateurs durante la 66. edizione del Festival di Cannes. Il regista corso, per la scrittura di Apache, ha preso ispirazione da un fatto di cronaca realmente avvenuto alcuni anni fa nella città di Porto Vecchio in Corsica, quando, nel pieno dell’estate, dei ragazzi fecero una bravata in una villa di ricchi francesi. Il fatto si trasformò in breve in una tragedia che sfociò nell’omicidio di un membro del gruppo.
Il tema del gruppo di adolescenti allo sbando è un topos cinematografico; ci sono tuttavia diversi elementi che rendono Apache un film interessante e non scontato: ad esempio l’ambientazione insolita che mostra un volto diverso della Corsica, isola nota quasi esclusivamente per il suo mare e la sua natura selvaggia.

Apache mostra la vita di quattro adolescenti, Aziz, Hamza, François-Joseph e Jo, che trascorrono annoiati le loro giornate, tra lavori precari e sogni, mentre a Porto Vecchio e dintorni, migliaia di turisti affollano le spiagge e si divertono durante le loro vacanze. Una sera Aziz decide di portare i suoi amici in una casa dove suo padre fa il custode e segue la manutenzione in assenza dei proprietari. Da un bagno in piscina la situazione degenera e i ragazzi rubano alcuni oggetti di poco valore fatta eccezione per un fucile da collezione. Quando la proprietaria della casa arriva per trascorrere le vacanze, scopre il furto e non si rivolge alla polizia ma a un boss locale che decide di risolvere la questione a modo suo. Tutto questo scatena una serie di reazioni inaspettate che stravolgono le dinamiche all’interno del gruppo di amici.

Due dei protagonisti del film sono ragazzi corsi appartenenti alla comunità maghrebina che vive in zone ristrette e delimitate nell’isola: una separazione che è ancora un retaggio dell’immigrazione degli anni ’60-‘70, quando ai pied noirs vennero assegnate le terre più fertili e per lavorare questi terreni i francesi d’Algeria fecero arrivare molti braccianti a basso costo soprattutto dal Marocco. Ad oggi queste divisioni si sentono ancora molto in Corsica dove i ricchi francesi non sono visti bene, ma come dei colonizzatori che sfruttano la terra corsa e vivono in un mondo separato. Questa è la Corsica che viene raccontata da Thierry de Peretti che dirige i quattro ragazzi, attori non professionisti, mantenendo la giusta distanza senza forzarli e riuscendo così a mostrare con una brutale naturalezza la degenerazione a cui arrivano i ragazzi a causa della paura, dell’ignoranza, e di un contesto sociale che li ha già abbandonati ai loro destini.
Anche il titolo del film, Apache, ha un significato doppio: da un lato è un esplicito richiamo ai film western, (L’Ultimo Apache di Robert Aldrich, per citare solo un esempio), nei quali il tema del contendere era appunto il territorio, da un altro invece è riferito al termine con cui il prefetto di Parigi usava chiamare i piccoli delinquenti di Belleville. Un doppio significato che Thierry mescola nel suo film: da un lato il piccolo furto dei ragazzi, fatto per noia, per rabbia, per incoscienza, ma senza pensare alle possibili conseguenze, dall’altro il loro sentimento di disprezzo per i francesi invasori, i turisti che affollano la loro isola senza neppure accorgersi della loro presenza.

La tragedia dei quattro amici si consuma nel silenzio più assoluto, nell’indifferenza imbarazzante di chi il giorno seguente si è dimenticato tutto e continua a fare la bella vita, tra mare, piscine, musica e feste, cieco e sordo nei confronti del resto del mondo. Thierry accusa e nel finale chiede esplicitamente agli spettatori di non restare indifferenti, chiamando in causa tutti per riflettere e non dimenticare.

Alice Casalini

Cast & Credits Apache (Les Apaches)
Regia: Thierry de Peretti; sceneggiatura: Thierry de Peretti, B. Baroche; fotografia: Hélène Louvart; suono: M. Perrot, V. Pateau e A. Mahé; montaggio: Pauline Dairou; scenografia: David Bersanetti; costumi: Mati Diop; interpreti: François-Joseph Culioli, Aziz El Haddachi, Hamza Meziani, Joseph Ebrarb, Maryne Cayon, Andréa Brusque, Henry-Noël Tabary, Danielle Arbid, Michel Ferracci; origine: Francia 2013; formato: 1.33:1; durata: ‘82; produzione: Ferris & Brockman; distribuzione: Pyramide Films (Francia), Kitchenfilm (Italia); sito ufficiale: http://distrib.pyramidefilms.com/content/les-apaches; sito italiano: kitchenfilm.eu/apache/apache/cast.html

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