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Venezia 70. La prima neve

di Andrea Segre

Sospesi nell'attesa

Andrea Segre continua il suo percorso all’interno del mondo dei migranti e presenta il suo ultimo film, La prima neve, nella sezione Orizzonti dell’ultima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Dopo Mare chiuso, un documentario che s’incentrava sulla memoria e sul racconto dell’esperienza del viaggio dei migranti, il regista veneto si concentra sulla vita in Italia dei rifugiati, di coloro che aspettano per anni un permesso di soggiorno in un limbo protetto ma schiacciato tra il passato ingombrante e un futuro difficile da immaginare.
A due anni dalla presentazione alle Giornate degli Autori di Venezia 68 dell’apprezzato Io sono Li, Segre torna a Venezia con un altro film che unisce vita reale, documentario e finzione.

La prima neve racconta la vita di Dani, giovane originario del Togo, arrivato in Italia per sfuggire alla guerra in Libia. Come lui, nel 2011 sono sbarcati in migliaia sulle coste del sud e poi sono stati accolti in diverse parti d’Italia in attesa di sapere se la loro domanda per un permesso di soggiorno sarebbe stata accettata o respinta. Dani è ospite di una casa d’accoglienza a Pergine, un paesino nelle montagne del Trentino, ai piedi della Val dei Mocheni. Dani ha una figlia, Fatou, di un anno, che però non riesce ad accudire. Qualcosa di profondo e doloroso lo blocca. Dani inizia a lavorare con Pietro, un anziano falegname e apicoltore. Pietro ha un nipote di 10 anni, Michele, che ha perso il padre da poco. Questa perdita mette in crisi il rapporto tra il ragazzo e la giovane madre, Elisa, e lo porta a cercare conforto nel rapporto con lo zio Fabio. Le vite di Dani e di Michele s’incontrano mentre l’inverno, ormai alle porta sta per arrivare insieme alla neve che Dani non ha mai visto.

La prima neve inizia mostrando il non rapporto tra Fatou e il padre visto dagli occhi della bambina, il punto di vista dal quale s’inizia a conoscere Dani è quello ingenuo e ancora non corrotto della figlia. In un secondo momento è lo stesso Dani che lascia entrare nel suo mondo: tramite una voce off viene esplicitato man mano il tormento che dilania Dani. Segre presenta Dani e il suo mondo interiore, nel quale emerge la verità del dolore del giovane; allo stesso tempo Dani si trova a vivere diversi rapporti con persone appartenenti ad un mondo a lui estraneo che lo portano a rielaborare ogni sera le sue paure, le sue insicurezze, ciò che è stato e quello che potrebbe accadere.
Anche Michele sembra vivere in due mondi paralleli che lo portano ad elaborare il lutto della perdita del padre isolandosi e infrangendo le regole da un lato, mentre dall’altro, con il resto del mondo il ragazzo cerca di mostrarsi forte e indipendente. Michele trova in Dani qualcuno che sembra capirlo e non giudicarlo. La prima neve che Michele attende con ansia non tarderà ad arrivare e i due raccolgono legna nei boschi per il nonno. Tra il silenzio, inquietante e rassicurante allo stesso tempo, dei boschi, si sviluppa un rapporto unico e in qualche modo eccezionale tra Dani e Michele.

Come i due protagonisti, tutti i personaggi de La prima neve vivono nel conflitto tra il loro mondo interiore e loro stessi calati nella realtà quotidiana: Segre alterna i diversi piani del racconto facendo incontrare in una valle del Trentino le vite di personaggi che sembrano chiusi nelle loro palle di vetro apparentemente indistruttibili.
Il regista rimane aderente alla realtà e alla vita dei suoi personaggi pur lasciandosi andare a momenti surreali. Segre lavora con un gruppo di attori misti, giovani non protagonisti e professionisti, Giuseppe Battiston, Anita Caprioli, e in particolare il franco-togolese Jean Christophe Folly (nella foto), nei panni di Dani, che si trova ad interpretare il suo primo ruolo in Italia, dopo una formazione accademica e diversi secondi ruoli di rilievo sotto la direzione di autori come Claire Denis (35 Rhums), Costa Gavras (Verso l’Eden) e Alain Resnais (Vous n’avez encore rien vu). La commistione tra i diversi attori sembra funzionare cosi’ come la scelta, onesta e aderente alla realtà, di non violare la varietà linguistica propria dei personaggi de La prima neve: si passa dal dialetto della valle al francese, dall’italiano al togolese.

Tante lingue per mondi vicini ma che faticano a comprendersi: La prima neve parla di padri, madri, figli, di rapporti complessi nei quali galleggiano esseri umani in attesa di capire il passato per arrivare a pensare ad un futuro possibile. Segre con La prima neve firma il suo secondo lungometraggio di finzione senza tradire la sua poetica e la sua idea di cinema.

Alice Casalini | 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Cast & Credits La prima neve
Regia: Andrea Segre; sceneggiatura: Andrea Segre, Marco Pettenello; fotografia: Luca Bigazzi; suono: Alessandro Zanon; montaggio: Sara Zavarise; scenografia: Leonardo Scarpa; costumi: Silvia Nebiolo; musiche originali: Piccola Bottega Baltazar; interpreti: Giuseppe Battiston, Anita Caprioli, Roberto Citran, Jean Christophe Folly, Matteo Marchel, Peter Mitterrutzner, Leonardo Paoli, Lorenzo Pintarell, Paolo Pierobon; origine: Italia, 2013; formato: colore; durata: ‘105; produzione: Jolefilm, Tasci, Trentino Film Commission; distribuzione: Parthénos Distribuzione; sito ufficiale: http://www.laprimaneve.com/

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