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Venezia 70. Lenny Cooke

di Benny Safdie, Josh Safdie

Quello che rimane di una promessa

C’è stata curiosità, nel corso della 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, intorno alla collaborazione che si è creata tra lr Giornate degli Autori e il Tribeca Film Festival di Robert de Niro, uno dei festival di cinema indipendente più importanti degli Stati Uniti. Tra le tante iniziative promosse spicca la selezione di alcuni film, tra i quali Lenny Cooke, documentario opera di Benny e Josh Safdie, due giovani registi newyorchesi già affacciatisi talora al Lido negli anni passati e approdati ora con questo film che racconta, attraverso materiale originale e d’archivio, gli ultimi dodici anni della vita di Lenny Cooke.

La storia di questo personaggio inizia nel 2001, quando Lenny ha 19 anni. Originario di un quartiere popolare di Brooklyn, Lenny era in quegli anni uno dei personaggi più in vista d’America. Giovane promessa dell’Old Tappan High School del New Jersey, una squadra di basket che milita nel campionato nazionale dei College, da sempre uno dei bacini al quale le grandi società dell’NBA attingono i loro giovani talenti, con i suoi quasi due metri di altezza per più di novanta chili di peso, Lenny è sulla bocca di tutti e tutti si aspettano che sia il suo nome a uscire tra quelli dei giocatori che dai campionati dei college sono approdati alla NBA. In quegli anni escono tutti, da LeBron James a Carmelo Anthony a Amar’e Stoudmire, nomi che spesso hanno un posto d’onore nella storia recente della NBA, ma Lenny rimane sempre a guardare, nel salotto di casa sua a Brooklyn con i suoi amici di sempre, e assiste all’incoronazione dei suoi giovani colleghi.

Attraverso un’accurata selezione di immagini di repertorio, che ritraggono un giovanissimo Lenny agli ultimi anni del Liceo, incontriamo tutti i personaggi della sua vita, i suoi amici, alcuni personaggi-chiave come, ad esempio, una donna bianca, adulta, che lavora come segretaria nel college dove Lenny milita e che poi, negli anni immediatamente successivi, sarebbe diventata la sua “manager”. Attraverso un affresco molto ben costruito intorno a queste immagini di repertorio, i Safdie ci restituiscono immagini rubate all’immaginario, con forti tinte “black”, dei sobborghi newyorchesi di fine anni ’90 che così tanto spazio occupano nell’immaginario collettivo occidentale, e ci facciamo un’idea del personaggio di Lenny. Un gigante buono, ingenuo, una persona autentica e “pulita” ma talora, in virtù di questa sua ingenuità, anche pigra e recalcitrante a farsi carico delle responsabilità legate alle opportunità che la vita gli offre su un piatto d’argento. Emblematiche le immagini di Lenny al summer camp a cui partecipò insieme a tante altre giovani promesse del basket collegiale, gli allenamenti durante i quali l’atteggiamento di Lenny sembra quanto mai lontano da quello di un professionista determinato a sfondare. Il film ci restituisce, nel bene e nel male, tutta l’umanità di questo personaggio, e questo ritratto dettagliato di Lenny fa da sfondo e da leitmotiv all’inesorabile scorrere della sua vita.

Gli anni passano, il suo nome non si fa più, Lenny inizia a militare in campionati minori. Alla lunga parte dedicata alla fase cruciale della sua carriera, quei 19-20 anni in cui tutti gli passano davanti, segue una parte finale del film, che racconta l’incontro dei Safdie con il Lenny Cooke di oggi. Felicemente sposato, decisamente sovrappeso, una bambina grande (che Lenny ha avuto molto giovane e che avevamo già conosciuto nella prima metà del film) e una bimba piccola. Una casa modesta, una vita un po’ precaria e un immutata mitezza di carattere. La coppia di registi incontra Lenny il giorno del suo trentesimo compleanno, lontano dalla sua New York, nei luoghi dove oggi lui vive vicino a sua madre. Assistiamo, così, allo svolgersi di una delle tantissime storie di grandi esclusi, che per un attimo della loro vita hanno sperato di poter diventare qualcuno nella NBA, si sono illusi, hanno dovuto riporre i loro sogni e farsene una ragione.

Simone Moraldi | 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Cast & Credits Lenny Cooke
Regia: Benny Safdie, Josh Safdie; fotografia: Josh Safdie; montaggio: Benny Safdie; con: Lenny Cooke, LeBron James, Carmelo Anthony; origine: USA, 2013; formato: HD, colore; durata: 90’; produzione: Adam Shopkorn per Shopkorn Productions; sito ufficiale: lennycookemovie.com

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