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Free Angela and All Political Prisoners

di Shola Lynch

La rivoluzione di Angela

La storia degli Stati Uniti a cavallo degli anni’60-’70 è segnata dai movimenti per i diritti degli afroamericani, dal movimento femminista, dal movimento pacifista contro la guerra in Vietnam, dalle tensioni con la Russia, dalle proteste studentesche. Un quadro complesso e intricato che rende ancora oggi quella pagina di storia degli Stati Uniti particolarmente affascinante da un punto di vista sia storico, sia sociologico. Il cinema ha raccontato, e continua a raccontare, questa pagina della storia americana. In questo contesto s’inserisce il lavoro d’indagine e di rappresentazione di quegli anni di Shola Lynch che nel 2004 ha esordito come regista e sceneggiatrice con Chisholm ’72: Unbought & Unbossed, un documentario nel quale ricostruisce la lotta per la presidenza degli USA di Shirley Chisholm, prima donna afroamericana eletta al Congresso.

Nella primavera del 2013 è uscito negli Stati Uniti e in Francia il secondo documentario della Lynch, Free Angela and All Political Prisoners, attraverso il quale la regista continua ad analizzare questo periodo storico mettendo al centro un’altra importante figura femminile, quella di Angela Davis, membro del partito comunista americano, simpatizzante delle Black Panthers, professoressa di filosofia alla UCLA, imprigionata perché accusata di cospirazione.

Il 7 agosto 1970 un gruppo di attivisti delle Black Panthers tenta di liberare il detenuto George Jackson in un’aula di tribunale. L’azione fallisce e finisce in tragedia: ci sono quattro vittime, tra le quali il giudice Harold Haley. Angela Davis, giovane attivista afroamericana, insegnante di filosofia, figura di riferimento per il movimento femminista, membro del Partito Comunista Americano, viene coinvolta e accusata di cospirazione, rapimento e omicidio a causa del ritrovamento di una pistola intestata a suo nome e apparentemente utilizzata durante l’azione delle Black Panthers del 7 luglio 1970.

Free Angela and All Political Prisoners parte da questa data per raccontare la storia di Angela Davis, nata in Alabama nel 1944, studente brillante in un prestigioso college di New York, trasferitasi in Europa per proseguire gli studi di filosofia tra Francia e Germania. Nel 1967 inizia a seguire il movimento delle Black Panthers e gli sconvolgimenti che stanno attraversando gli Stati Uniti e decide di tornare nel suo paese dove sarà allieva di Marcuse. La Davis diventa insegnate alla UCLA ma è un personaggio scomodo perché partecipa al movimento delle Black Panthers: nel 1970 è espulsa dall’università perché si esprime in difesa dei Soledad Brothers, tre detenuti neri accusati di aver ucciso una guardia, tra cui c’è George Jackson, suo unico amore.

La Davis viene arrestata nell’ottobre del ’70 dopo un periodo di latitanza, rischia la pena di morte. Contestualmente inizia un movimento per la sua liberazione che si espande in tutto il mondo: in Francia una manifestazione con 100.000 persone chiede la sua liberazione che avviene nel marzo del 1972. A giugno dello stesso anno un verdetto della giuria la scagionerà da ogni accusa.

Free Angela and All Political Prisoners ricostruisce la vita dell’attivista americana concentrandosi nel periodo 1967-1972. La Lynch divide il film in diversi momenti: il periodo fino al 7 agosto 1970, i mesi della latitanza, gli anni in carcere dopo l’arresto, la nascita e l’espansione del movimento a sostegno della sua liberazione, e infine il processo fino al verdetto che la scagiona. Una lunga intervista ad Angela Davis ricostruisce, a quarant’anni di distanza, quegli anni ed è il filo conduttore del documentario nel quale la regista alterna interviste a giornalisti, fotografi, parenti ed amici della Davis ad un repertorio ricco e dettagliato: foto delle manifestazioni, video degli interventi pubblici della Davis, interviste a Ronald Regan sul caso dell’espulsione dell’attivista dall’università e un fuori onda di Nixon che commenta il verdetto del 4 giugno del 1972.

La Lynch mescola linguaggi e inserisce anche dell’animazione per raccontare il processo e riesce a restituire un’immagine forte e coinvolgente di quegli anni e del clima sociale nel quale Angela Davis è cresciuta e si è formata.
Perché una donna nera, una filosofa, femminista e comunista è diventata oggetto di una congiura politico-giudiziaria? Questa è la domanda che la Lynch si pone e alla quale raccontando la storia di Angela Davis prova a rispondere. Free Angela and All Political Prisoners non si limita a tracciare il ritratto di una donna che ancora oggi è un simbolo ma, attraverso la vicenda di una attivista, femminista e comunista come la Davis, disegna un ritratto di un’epoca, di un clima politico e di una generazione.

Alice Casalini

Cast & CreditsFree Angela and All Political Prisoners
Regia: Shola Lynch; sceneggiatura: Shola Lynch; fotografia: Sandi Sissel, Bradford Young; musiche originali: Vernon Reid; montaggio: Lewis Erskine, Marion Monnier; interpreti: Angela Davis, Eisa Davis; origine: Usa/Francia, 2013; formato: colore; durata: 105’; produzione: De Films En Aiguille, Overbrook Entertainment, Realside Productions, Roc Nation; distribuzione: Codeblack Entertainment (USA), Jour2Fête (Francia), Lionsgate (Internazionale); sito ufficiale: https://www.facebook.com/freeangelafilm

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