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Romacinemafest 8. La Cour de Babel

di Julie Bertuccelli

A lezione di differenze

In vista dell’uscita nelle sale italiane dal 23 aprile per Kitchen Film, ripubblichiamo la recensione scritta da Francesca Iannantuoni in occasione della sua presentazione all’ottava edizione del Festival di Roma.

***
In collaborazione fra l’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma ed Alice nella città, troviamo il film documentario fuori concorso della regista francese Julie Bertuccelli, La Cour de Babel.

La documentarista e figlia del regista Jean Louis Bertuccelli, debutta al cinema a Cannes nel 2003 con il film vincitore della Semaine de la Critique, Da quando Otar è partito. Dopo sette anni la ritroviamo a dirigere L’Albero, ed ora questo delizioso documentario, nato da un incontro avvenuto con la stessa classe alla premiazione di un festival del cinema per ragazzi. La sua caratteristica è quella di raccontare in modo leggero argomenti non propriamente semplici.

Tunisia, Senegal, Irlanda, Brasile, Serbia, Cina, sono solo alcuni dei tanti paesi di provenienza dei protagonisti di questa pellicola. Sono tutti adolescenti dagli 11 ai 15 anni che si trovano a frequentare una classe di inserimento in una scuola media parigina. Impariamo a conoscere i personaggi e le loro storie tramite interviste dirette, colloqui con le famiglie e momenti di vita in classe. In 89 minuti vengono raccontate ed affrontate con semplicità e chiarezza una miriade di tematiche che possono essere racchiuse in un’unica parola: “differenze”.

Anche se diversi tra loro per esperienze e per storie di vita vissuta, ora si trovano tutti ad affrontare le stesse problematiche: la lingua, la cultura, la religione, l’integrazione e l’inserimento in un altro paese. Tra di loro non ci sono solo i rifugiati politici, i perseguitati dalla guerra e quelli sommersi della povertà, ma anche i sognatori, e quelli che hanno scelto la Francia per avere maggiori possibilità professionali, per seguire la loro passione ed il loro sogno.

Tutte le difficoltà vengono amplificate dalle complicate storie personali e familiari. Il dato che li accomuna tutti è spesso la mancanza di riferimenti. Molti vivono senza famiglia perché affidati a parenti o ad amici, altri vivono con un genitore perché divorziati o perché rimasti a vivere nel loro paese di origine. Alcuni si trovano comunque da soli a gestire la casa e loro stessi perché i genitori lavorano tutto il giorno per poter vivere. Sembra quasi l’unico posto dove si incontrano i sogni e le speranze di una vita futura migliore da quella vissuta fino ad ora. Un luogo in cui i sogni potrebbero diventare realtà. Ed è per questo che si creano inevitabili legami ed affezioni fra di loro e con la tutor che in molti momenti, oltre ad essere un’insegnante, diventa per ognuno un punto di riferimento.

Ogni blocco di interviste che si svolge all’interno della classe è intervallato da uno stacco all’esterno. I mutamenti dell’albero nel cortile della scuola evidenziano il trascorrere delle stagioni. Il documentario si apre con il primo giorno di scuola degli alunni, partendo da una parola semplice detta e scritta in tutte le loro diverse lingue “buongiorno”. Una parola semplice che dovrebbe mettere tutti d’accordo, invece è il primo momento di litigio, per la diversità di utilizzo e significato.

Drammatiche riflessioni travestite da esilaranti momenti ci portano a percorre un anno di vita scolastica di questi alunni tanto particolari, quanto speciali, ricchi di esperienze e storie tanto diverse, ma spesso molto simili. Tutto per un’inevitabile riflessione di quanto sia importante ed obbligato questo passaggio verso l’integrazione.

Un documentario molto bello, raccontato con una semplicità ed una leggerezza unica, per un argomento così complicato e difficile da gestire. Tutti dovrebbero prendere esempio dallo splendido lavoro di integrazione fatto da una nazione non molto lontana dalla nostra.

Francesca Iannantuoni | 8. Festival Internazionale del Film di Roma

Cast & CreditsLa Cour de Babel (School of Babel)
Regia: Julie Bertuccelli; fotografia: Julie Bertuccelli; musiche: Olivier Daviaud; montaggio: Josiane Zardoya; origine: Francia, 2013; formato: 35 mm, colore; durata: 89’; produzione: Les Films du Poisson & Sampek Production; distribuzione: Pyramide Films.

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