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Romacinemafest 8. Heart of a Lion

di Dome Karukoski

Per amore dell'altro

Alla chiusura della X edizione di Alice nella Città, la sezione parallela del Festival Internazionale del Film di Roma dedicata alle giovani generazioni, ha trionfato la Finlandia che ha ottenuto ben due premi: miglior film a The Disciple di Ulrika Bengts e menzione speciale della giuria a Heart of a Lion di Dome Karukoski, con la seguente motivazione: “Per la semplicità puntuale ed incisiva nel descrivere un tema importante e pericolosamente attuale, quello del neonazismo. Per la capacità del cast e la sceneggiatura efficace in grado di riportare senza filtri e con tagliente comicità una realtà crudele quanto folle”.

Dome Karukoski è uno dei registi finlandesi più conosciuti in patria ed i suoi lungometraggi sono diventati tutti dei successi al botteghino. Dopo Toronto e Montreal torna a Roma (era il 2008 con The Home of Dark Butterflies), sempre nella sezione Alice nella città. Le molte scene cruenti e violente presenti all’interno della storia hanno fatto sì che fosse l’unico film in concorso vietato ai minori di 14 anni.

In un’imprecisata cittadina finlandese troviamo il protagonista Teppo, (Peter Franzen) appena uscito di prigione ed in cerca di una sistemazione lavorativa. Il muscoloso giovane è a capo di un gruppo di coetanei che fanno parte di un’organizzazione aderente a Finlandia Bianca, gruppo neo-nazista.
I giovani trascorrono le giornate tra partite di pallone, agguati ed umiliazioni verso i vari immigrati che cercano di integrarsi con il lavoro. Dopo un colloquio di lavoro andato male, una sera incontra la bellissima Sari (Laura Birn), che lavora in un bar e tra una birra e l’altra lo invita a fine turno a casa sua. I due inevitabilmente finiscono a letto, ma la mattina successiva la bionda finnica ha una sgradevole sorpresa: alla luce del giorno si accorge dei tatuaggi di Teppo, tra cui spiccano il Leone di Finlandia (Il titolo Cuor di Leone è chiaramente un omaggio) ed una svastica! Lei cerca allora di respingerlo in ogni modo, consciente dei problemi che potrà suscitare suo figlio di colore, Rhamadhani (Yusufa Sidibeh), nato da una precedente relazione.

Teppo si trova così alle prese con un grande dilemma: lui vuole vivere questa meravigliosa storia d’amore, vuole accettare il figlio della compagna, costruire finalmente una famiglia, ma per realizzare ciò, deve dare un taglio netto al passato basato sulla discriminazione e sulla violenza, sull’odio e sul disprezzo. Deve prendere una decisione: scegliere tra odio e amore.
Comunque ormai si sente escluso dai suoi stessi connazionali, e l’uso delle maniere forti gli appare come l’estremo sistema per farsi ascoltare, sistema che con l’arrivo di Sari e di “Fagiolo” Rhami non tarda a cambiare.

Nella pellicola emerge il vero tessuto sociale della società fredda e distaccata dei paesi del nord Europa, dove molte volte la precisione e l’efficienza nascondono l’odio e l’intolleranza, ma Karukoski riesce con naturalezza a trattare le tematiche razziali, tramutando allo stesso tempo una struttura assolutamente drammatica in un’atmosfera con definizioni più leggere da commedia. Le circostanze cupe e violente vengono così attenuate da momenti più leggeri.

Heart of a Lion riesce ad affrontare con garbo, ma con estrema decisione una questione delicata: confrontare la propria identità e rinunciare alle proprie convinzioni per amore dell’altro.

Giorgio Sgarbi | 8. Festival Internazionale del Film di Roma

Cast & CreditsHeart of a Lion
Regia: Dome Karukoski; sceneggiatura: Aleksi Bardy; fotografia: Hena Blomberg; musiche: Jean Paul Wall; montaggio: Harri Ylönen; suono: Christian Holm, Niklas Skarp; interpreti: Peter Franzén, Laura Birn, Jasper Pääkkönen, Yusufa Sidibeh; origine: Finlandia, 2013; formato: 35 mm, colore; durata: 99’; produzione: Helsinki-filmi, Anagram; distribuzione: The Yellow Affair.

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