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Oldboy

di Spike Lee

La vendetta non ha fine

A poco più di trent’anni dal suo primo medio metraggio d’esordio, Joe’s Bed-Stuy Barbershop: We Cut Heads (1982), Spike Lee affronta il suo primo remake e dirige la versione made in USA del film di Park Chan-wook vincitore del Grand Prix a Cannes 2004, Old Boy. Il prolifico e vulcanico Lee si muove senza sosta tra più progetti contemporaneamente, passa dal documentario alla finzione, all’insegnamento alla produzione con la sua società: di poco tempo fa la notizia della richiesta di fondi tramite crowdfunding per il suo prossimo film definito come “una storia di esseri umani che si nutrono di sangue senza essere vampiri”. Con Oldboy Lee torna al thriller dopo il successo di Inside Man (2006), ma questa volta deve rimanipolare del materiale già esistente, sia il manga scritto da Garon Tsuchiya, sia naturalmente il film del regista coreano Park Chan-Wook. Lee si è mosso avendo alle spalle due modelli ingombranti dai quali emanciparsi, cosa che in parte è riuscito a fare, grazie anche alla sceneggiatura di Mark Protosevich (The Cell - La cellula, e Io sono leggenda).

Jeo Ducett è un alcolizzato, divorziato in cattivi rapporti con la moglie e un dirigente pubblicitario in difficoltà. Una sera Joe viene rapito senza un apparente motivo e rinchiuso in una stanza-cella dove rimane isolato e abbandonato per venti anni. In questo lunghissimo lasso di tempo l’unica apparente finestra sul mondo esterno è un video sul quale si vedono news e un programma che tenta di risolvere misteriosi omicidi, tra i quali quello della ex-moglie di Joe, stuprata e uccisa. Per questo omicidio gli inquirenti incolpano Joe. L’uomo trova la forza di reagire solo per cercare la figlia e dirle la verità. Dopo venti anni di prigionia, Joe riesce a liberarsi: da questo momento inizia una pericolosa caccia al tesoro guidata dall’uomo misterioso che ha organizzato il sequestro e la prigionia. In questa ricerca Jeo è aiutato da un suo amico e da una giovane assistente sociale, Marie.

Il soggetto alla base di Oldboy si presta effettivamente, come ha sottolineato lo stesso Lee, a una serie di possibili risvolti e riflessioni sul tema della violenza e della vendetta. Lee e Protosevich trasportano la storia in un’indefinita città degli Stati Uniti, ridimensionano la parte legata al mondo delle arti marziali (fatte alcune eccezioni come la famosa sequenza del martello, evidente omaggio all’originale del regista coreano), e lasciano più spazio allo sviluppo dei protagonisti, in particolare, di Joe, interpretato da Josh Brolin, e di Marie, ruolo affidato ad Elizabeth Olsen. Lee si distingue ancora una volta proprio per la direzione degli attori, in particolare per quella di un Brolin dal fisico imponente che riesce a convincere del suo stravolgimento interiore e della sua lotta per trovare la pace mettendo a posto i “conti in sospeso” con il passato. L’odissea umana di Joe alla fine s’incontra con quella dell’uomo che l’ha perseguitato e diventa la sua nemesi, Adrian Pryce, interpretato dall’attore sudafricano Sharlto Copley. Un thriller perfetto per chi non ha mai visto l’originale, una storia che tiene con il fiato sospeso perché gli elementi ci sono tutti: l’isolamento forzato, il mistero, i tormenti interiori, perversioni e menti malate. Mettendo da parte il gioco delle differenze e delle somiglianze, Oldboy ha elementi che ci riconducono all’universo cinematografico di Lee dalla musica hip hop, ad alcuni personaggi come il carceriere interpretato da Samuel L. Jackson.

Nonostante Lee e Protosevich abbiano cercato e dichiarato di non voler realizzare un remake, è difficile non vedere Oldboy come tale, a partire dalla copertina scelta per questa versione, almeno in Italia, nella quale è riprodotta la famosa scena della liberazione di Joe che esce da un baule abbandonato in mezzo ad un prato.

Alice Casalini

Cast & CreditsOldboy (id.)
Regia: Spike Lee; soggetto: Garon Tsuchiya, Nobuaki Minegishi sceneggiatura: Mark Protosevich; fotografia: Sean Bobbitt; montaggio: Barry Alexander Brown; scenografia: Sharon Seymour; costumi: Ruth E. Carter; interpreti: Josh Brolin, Elizabeth Olsen, James Ransone, Linda Emond, Max Casella, Michael Imperioli, Pom Klementieff, Samuel L. Jackson, Sharlto Copley; origine: USA, 2013; formato: 35 mm, 2.35:1, Dolby digital; durata: 104’; produzione: 40 Acres & A Mule Filmworks, Good Universe, Vertigo Entertainment; distribuzione: Universal Pictures; sito ufficiale: oldboyfilm.tumblr.com; sito italiano: oldboy-ilfilm.it

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