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L'Absence

di Mama Keïta

Parigi-Dakar, solo ritorno

Lo scorso 15 dicembre l’Écran, un piccolo cinema militante della banlieue nord di Parigi, ha proiettato in anteprima francese L’Absence, del regista guineano Mamadou Keïta. Nonostante sia stato ultimato nel 2009, il film ha finalmente raggiunto le sale francesi solo ieri, 22 gennaio 2014. Un’uscita tardiva che arriva al termine di una estenuante fase di produzione in fatale mancanza di fondi e una lunga e paziente ricerca di temerari distributori francesi.

Seguendo una pista narrativa estremamente prolifica nel cinema franco-africano contemporaneo, L’Absence narra la storia di un ritorno al paese natale. Dopo aver superato brillantemente i suoi studi in Francia, Adama (William Nadylam) è ormai un ingegnere affermato. In Senegal restano solo una nonna materna (Mame Ndoumbé Diop) e Aïcha (Jacky Tavernier), una sorella sordomuta che è costretta a prostituirsi. Dopo aver ricevuto una lettera allarmante sullo stato di salute di sua nonna, Adama si precipita a Dakar con il proposito di provvedere alle sue esequie. Rientrato nella casa della sua infanzia scopre che la lettera era stata scritta da Aïcha nella speranza di vederlo tornare. Ma il rientro di Adama si rivela tutt’altro che felice e nostalgico. I fantasmi del passato riaffiorano e ravvivano rancori sepolti verso Aïcha, mentre tutta la comunità lo rimprovera per la lunga assenza.

Sul piano temporale l’insieme degli eventi presentati nell’intreccio tracciano l’arco delle 48 ore che seguono il ritorno di Adama a Dakar. La Dakar di Keïta è una città degradata e infestata dalla miseria. Buona parte del film è girato in esterni e le poche strade che mostrano un certo decoro sono associate alla ricchezza dei funzionari corrotti. Il film non indugia pertanto in facili vittimismi. I personaggi ci guidano in un universo dove l’omertà, la connivenza al crimine, l’impunità, la speculazione sembrano vizi radicati nella società senegalese. Pochi sono i personaggi che controbilanciano il deprimente quadro complessivo, due tra tutti la nonna e il vecchio professore di Adama. Due figure moralizzatrici che annaspano impotenti e tentano invano di aprire gli occhi al protagonista.

Il film propone una moltitudine di conflitti, ma non tutti risultano sviluppati con la stessa cura e gradualità. In alcuni momenti si avverte una certa fatica nel tentativo di ricucire tutti i fili narrativi che corrono paralleli. Il montaggio e i tempi drammaturgici procedono serrati verso alcuni momenti di climax con scene di violenza che scaricano la tensione e permettono di ricaricare la molla emotiva. Per tenere insieme questa quantità di elementi Keïta rielabora in modo abbastanza riuscito i codici classici dei thriller metropolitani, ibridandoli con momenti che si apparentano piuttosto al dramma d’autore. Particolarmente efficaci sono le scene in cui Adama visita i luoghi della sua infanzia e i ricordi riappaiono davanti a lui come fantasmi da un passato ancora vivido.

Nel dibattito che ha seguito la proiezione, il regista ha raccontato delle condizioni di produzione particolarmente dure che hanno addirittura minacciato la riuscita delle riprese. Tanto per cominciare l’attrice protagonista Jacky Tavernier è stata ingaggiata solo dopo l’inizio delle riprese perché la madre dell’attrice scelta inizialmente si è opposta al ruolo di prostituta. Ma soprattutto il budget finale del film è di 300.000 euro, che il regista non esita a definire un no-budget considerando che un piccolo film indipendente in Francia costa non meno di 1,5 milioni di euro. Keïta confessa di non aver abbandonato le riprese solo grazie al sostegno dell’amico e regista Moussa Touré e dei tecnici che hanno deciso spontaneamente di lavorare in condizioni limite, con giornate di lavoro che sono durate in media 15-18 ore per quattro settimane. In sostanza questo film è da considerarsi un piccolo miracolo produttivo che dopo cinque anni d’incubazione diviene finalmente visibile in alcune sale francesi.

Riccardo Centola

Cast & Credits
L’Absence
Regia: Mama Keïta; fotografia: Rémi Mazet; sonoro: Bertrand Faure; musiche: Mathieu Normant, Roger Ongolo, Youssou Ndour, El hadj Ndiaye, Labah Sosseh, Aster Aweke; montaggio: Miriame Chamekh; missaggio: Didier Cattin; interpreti: William Nadylam, Ibrahima Mbaye, Mame Ndoumbé Diop, Mouss Diouf, Jacky Tavernier, Omar Seck, Ismaël Thiam; origine: Francia, 2009; formato: HD, colore; produzione: Kinterfin (Paris); facebook: https://www.facebook.com/pages/LAbsence/612235578842126?fref=ts

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