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Call Me Kuchu

di Katherine Fairfax Wright e Malika Zouhali-Worrall

Nel nome di David Kato

Il 24 febbraio 2014 il Presidente dell’Uganda, Yoweri Museveni, ha firmato il testo di legge approvato lo scorso dicembre dal Parlamento del suo paese: una legge che prevede l’ergastolo per gli omosessuali e l’obbligo di denunciare le persone omosessuali. Il 22 febbraio, due giorni prima della firma del Presidente Museveni, Call Me Kuchu, diretto da Katherine Fairfax Wright, Malika Zouhali-Worrall, ha vinto la seconda edizione de Il Mese del Documentario a Roma. Call Me Kuchu, già vincitore di molti premi in festival internazionali, tra cui il Teddy Award della Sezione Panorama alla Berlinale nel 2012, è un documentario di denuncia delle discriminazioni e delle violenze subite dalla piccola comunità LGBT in Uganda, seguendo in particolare la vita di David Kato, attivista trovato morto nella sua casa il 26 gennaio 2011.

David Kato è stato il primo a dichiararsi omosessuale in Uganda. Da anni dedica la sua vita alla lotta per i diritti della comunità LGBT. Call Me Kuchu segue David nell’ultimo anno della sua vita, tra i suoi amici, il suo lavoro con le ambasciate e le associazioni, per lottare contro le discriminazioni e contro lo spettro di una legge che vorrebbe il carcere per gli omosessuali prevedendo anche la pena di morte. David lotta senza sosta e con il sorriso; una delle sue battaglie è contro un giornale, Rolling Stone, che ha denunciato un gruppo di kuchus (termine spregiativo per indicare gli omosessuali), pubblicandone foto, nomi, cognomi e indirizzi. Il 3 gennaio del 2011 la Corte Suprema condanna il giornale al risarcimento di David Kato e delle altre vittime del sopruso. Pochi giorni dopo il corpo di Kato viene trovato senza vita nella sua abitazione.

Call Me Kuchu inizia con una festa, in un giardino, una situazione apparentemente normale dalla quale inizia il racconto di un mondo di paura, di violenza, di privazione dei diritti. Katherine Fairfax Wright e Malika Zouhali-Worrall seguono David nelle sue attività, nelle sue battaglie e nella sua vita privata. Attraverso Kato si scopre man mano un mondo nel quale vive la piccola comunità LGBT ugandese: dalla miglior amica di David, Naome, avvocato coraggioso che difende i diritti degli omosessuali, fino alla straziante storia di Stosh che ha subito quello che in Uganda definiscono uno “stupro correttivo”. La lotta di David s’intreccia anche con quella dell’ottantenne Vescovo Senyonjo, scomunicato dalla Chiesa Anglicana in Uganda perché difende, anche su un piano puramente teologico, l’omosessualità e offe un riparo sicuro per i membri della comunità LGBT che si trovano in pericolo e sotto minaccia.

Un lungo lavoro quello delle due registe. Per più di un anno hanno lavorato ad un progetto che ha permesso loro di penetrare in una realtà tutt’altro che facile da restituire sul grande schermo: con una dose di distacco, come si vede nelle interviste al giornalista di Rolling Stone, con un forte coinvolgimento nel restituire alcune storie, come quella di Stosh, e anche con una equilibrata distensione nei momenti di divertimento e festa ai quali hanno avuto accesso. Fairfax Wright e Zouhali-Worrall sono riuscite a rendere la quotidianità di una realtà di violenza, terrore, e lotta per il diritto ad esistere e a vivere, nonostante l’imprevista morte di David Kato.

I membri della comunità LGBT vivono spesso nascosti nelle case, con il terrore di parlare, uscire, essere individuati e Call Me Kuchu restituisce appieno le loro paure, il loro isolamento, la realtà clandestina che vivono nella speranza un giorno di poter uscire alla luce del sole. Certo la firma, condannata dalla comunità internazionale di una legge che di fatto rende illegale l’omosessualità perché considerata un comportamento importato dal mondo occidentale. Dopo la firma del 24 febbraio 2014 la realtà che emerge da Call Me Kuchu denuncia la necessità di un intervento sempre più urgente.

Alice Casalini

Cast & CreditsCall Me Kuchu
Regia: Katherine Fairfax Wright, Malika Zouhali-Worrall; sceneggiatura: Katherine Fairfax Wright; fotografia: Katherine Fairfax Wright; suono: Katherine Fairfax Wright, Malika Zouhali-Worrall; montaggio: Katherine Fairfax Wright; interpreti: David Kato, Christopher Senyonjo, Naome, Stosh, Lonjones; origine: USA, 2012; formato: colore; durata: 87’; produzione: Malika Zouhali-Worrall; sito ufficiale: callmekuchu.com

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