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Supercondriaco. Ridere fa bene alla salute

di Dany Boon

Un malato immaginario tra i bobo

Daniel Hamidou, in arte Dany Boon, a tre anni da Niente da dichiarare, torna dietro la macchina da presa e dirige il suo quarto lungometraggio, Supercondriaque (Supercondriaco. Ridere fa bene alla salute). Il regista, sceneggiatore e attore che nel 2008 è diventato famoso in tutto il mondo grazie a Giù al nord, nel suo ultimo lavoro prosegue il suo percorso nel mondo della commedia: in questo caso, ancor più che negli altri, soprattutto nella prima parte del film, tutto sembra ruotare attorno alle sue doti di attore comico. Per Supercondriaco. Ridere fa bene alla salute che mette sul piatto molti, forse troppi, temi, Boon ritrova la spalla comica dell’attore di origini algerine, Kad Merad, con il quale ha condiviso il successo di Giù al Nord.

Romain Faubert (Dany Boon) è un uomo di quarant’anni, single, senza figli, lavora come fotografo per un dizionario medico online. Un uomo apparentemente normale se non per una forma acuta d’ipocondria che condiziona la sua vita da sempre. Non a caso forse, oltre al suo collega, Romain considera suo miglior amico il suo medico curante, il Dott. Dimitri Zvenka (Kad Merad). Nonostante le ostilità da parte della moglie, il Dott. Zvenka si prende a cuore il caso di Romain e cerca di aiutarlo a trovare una compagna e a superare la sua più grande malattia, l’ipocondria.
Purtroppo non si rivela un’impresa facile trovare una donna che possa andar bene per Romain. Dimitri allora pensa a una cura d’urto per il suo paziente malato immaginario: lo porta con lui ad assistere i profughi in arrivo dal Tcherkistan, un immaginario paese, dal quale proviene la famiglia del Dott. Zvenka. Tra le tende per il primo soccorso il capo dei rivoltosi del Tcherkistan, Anton Miroslav, si fa passare per Romain per entrare senza problemi in Francia, mentre il malato immaginario e ipocondriaco, lascia che Anna, sorella di Dimitri, lo scambi per Miroslav. Romain entra in un gioco più grande di lui che lo cambierà per sempre.

Supercondriaco. Ridere fa bene alla salute si apre con il soccorso di un uomo la sera di un Capodanno: una sequenza durante la quale, in pochi minuti, emergono tutte le follie che attanagliano la vita di Romain a causa della sua ipocondria. Il film si divide nettamente in due parti: una prima, tutta francese, si concentra sulla critica alla borghesia parigina di sinistra (bobo), e sul personaggio di Romain che cerca di sopravvivere alla sporca giungla metropolitana coinvolgendo gioco forza il suo amico/dottore Dimitri. In questa parte Boon sembra concentrarsi sulle sue doti di attore comico in scene stile slapstik comedy, come quella nella quale prende la metropolitana e cerca di restare in piedi, senza toccare nulla, per non venire contaminato da niente e nessuno.

In breve il film sembrerebbe esaurire quasi tutti gli argomenti ma Boon inserisce un altro filone che va a creare quasi un altro film: lo scambio di persona tra Romain e il capo dei rivoltosi Miroslav. Questa trovata della sceneggiatura introduce ovviamente tutti gli aspetti della commedia legati allo scambio di persona. A questo si aggiunge un ulteriore tema con il quale Boon ama giocare, quello dell’incomprensione linguistica: Romain deve fingere di parlare poco il francese e di conoscere una lingua, quella del Tcherkistan, che non ha mai sentito, ma che deve tentare d’improvvisare per conquistare Anna. Il gioco linguistico in questo caso è meno efficace rispetto a Giù al Nord o Niente da dichiarare, probabilmente perché privo di un forte legame con delle realtà conosciute.

Quello che forse riesce meglio nella seconda parte del film è invece la critica all’ipocrisia dei bobo, ma nonostante questo Supercondriaco. Ridere fa bene alla salute, sembra mettere molta carne al fuoco senza però riuscire ad ottenere una coesione tra le varie parti, i diversi personaggi e i due paesi: si arriva addirittura a girare nel fantomatico Tcherkistan dove Romain finisce a causa dello scambio di persona. Sembra, in effetti, che nella sceneggiatura regni in parte un certo caos. Se Boon sceneggiatore è stato meno efficace in questo ultimo lavoro, il Boon regista dimostra invece di avere intuizione e padronanza del mezzo, sia nella scene comiche che in quelle d’azione.
Supercondriaco. Ridere fa bene alla salute si presenta dunque come una commedia divertente, a tratti caotica, presentata però in una confezione elegante.

Alice Casalini

Cast & CreditsSupercondriaque (Supercondriaco. Ridere fa bene alla salute)
Regia: Dany Boon; sceneggiatura: Dany Boon; fotografia: Romain Winding; musiche: Klaus Badelt; montaggio: Monica Coleman; interpreti: Dany Boon, Kad Merad, Alice Pol, Jean-Yves Berteloot, Judith El Zein, Marthe Villalonga, Valérie Bonneton, Bruno Lochet; origine: Francia, 2014; formato: colore 1.85; durata: 107’; produzione: Artemis Productions, Les Productions du Ch’Timi, Pathe Productions, TF1 Films Production; distribuzione: Eagle Pictures; sito ufficiale: http://www.pathefilms.com/film/supercondriaque; sito italiano: http://www.eaglepictures.com/scheda-cinema/supercondriaco-ridere-fa-bene-alla-salute

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