title_magazine

Bon séjour

di Maria Silvia Bazzoli e Christian Lelong

Indietro non si torna

Il Piccolo Apollo di Roma ha ospitato la prima nazionale dell’ultimo film di Maria Silvia Bazzoli e Christian Lelong, Bon séjour (2010). Il documentario è stato presentato dalla regista accompagnata dalla scrittrice, e conduttrice televisiva, Taiye Selasi. Maria Silvia Bazzoli e Christian Lelong hanno lavorato insieme in diversi progetti, Moustapha Alassane, cinéaste du possible, Floby, une étoile au Pays des hommes integre e Amour, sexe et mobylette. Proprio girando questo ultimo film, ha raccontato la Bazzoli, è nata l’idea di realizzare Bon séjour. I due registi continuano a muoversi e indagare in un territorio che conoscono bene, quello del Burkina Faso: Amour, sexe et mobylette era un’inchiesta antropologica sui rapporti d’amore in un piccolo villaggio, mentre Bon séjour prende il nome dal piccolo hotel a luci rosse che si trova a Koupela, città crocevia di una migrazione interna all’Africa della quale spesso dall’esterno non si tiene conto a causa del nostro ristretto modo di pensare all’Africa come un’unica entità. Al contrario, come ha sottolineato la Selasi, l’Africa non esiste se non nelle sue singole culture e identità. Durante le riprese di Amour, sexe et mobylette la Bazzoli ha raccontato di aver fatto delle interviste ad alcune ragazze che si prostituivano al Bon Séjour e di aver compreso che il soggetto meritava un racconto a parte.


Bon Séjour di cinedocfilms

Il film è stato caricato dalla distribuzione Cinedoc films su questo portale in versione originale francese.

Bon séjour è un piccolo hotel dove soggiornano alcune giovanissime ragazze che nell’attesa dell’arrivo dei clienti ai quali vendere il loro corpo, sognano una vita migliore, nella triste consapevolezza di essersi lasciate alle spalle tutto quello che faceva parte della loro vita prima di arrivare al Bon séjour. L’hotel è come un porto, le ragazze vi arrivano e appena possono se ne vanno, di loro spesso si perdono le tracce, come nel caso di Mariam, oppure altre continuano con lo stesso lavoro ma in posti di “maggior richiamo”, come Mimi e Mariam, o altre ancora provano a costruirsi una nuova vita fuori dal giro della prostituzione. In una città piccola, tutti sanno chi sono e la vita per loro non è facile, le loro giornate scorrono simili, tranquille, noiose e malinconiche nelle loro camere che cercano di abbellire e colorare come possono per affrontare lo squallore della loro vita.

Una giovane ragazza, Mariam, racconta la sua storia in un’intervista in bianco e nero: com’è arrivata al Bon Séjour, cosa si aspetta dal futuro, consapevole delle difficoltà della scelta che ha fatto. Mariam forte e decisa dichiara con sguardo fiero “Io non ho paura”. Così inizia Bon séjour, con Mariam che in qualche modo sarà il filo rosso del documentario perché alle ragazze intervistate dalla Bazzoli e da Lelong vengono mostrate le foto delle giovani prostitute passate al Bon séjour, tra queste foto c’è anche quella di Mariam, ma nessuna ragazza ha più informazioni, ormai si sono perse le sue tracce.
L’hotel è un palcoscenico: la camera fissa mostra la sua apertura al mattino e pian piano si entra in un luogo che apparentemente sembra un bar qualsiasi, incontriamo la donna che gestisce l’hotel e le ragazze e iniziamo a conoscere alcune delle protagoniste di questo documentario.

Bon séjour alterna le interviste, lente e calme con lunghi silenzi che trasmettono l’attesa, la speranza e la frustrazione di queste giovani ragazze, alle immagini che mostrano la loro vita fuori le mura dell’hotel, al mercato o dal parrucchiere. Non è facile raccontarsi e non a caso una ragazza dopo un’intervista e un lungo silenzio chiede imbarazzata se i due registi abbiano finito. I racconti delle ragazze si alternano e intanto le giornate passano, l’hotel è in piena attività di giorno e poi tutto si ferma e chiude. La vita delle ragazze è scandita da quella dell’hotel, lenta e sempre uguale.
Eppure le ragazze sognano, vedendo la televisione, credono nel “vero amore”, o almeno provano a crederci, ma non s’illudono sulla vita difficile che le aspetta e c’è chi dichiara “Se rinascessi vorrei essere un uomo”.
Bon séjour entra in un mondo intimo e delicato, racconta le difficoltà della vita di queste donne in un contesto particolare e definito ma che appartiene, come è emerso durante la presentazione del film, a molti paesi poveri, come il Burkina Faso, dove si creano le condizioni perché ci siano situazioni come questa a causa della povertà, di una cultura paternalista e dell’assenza di scelte.

Bon séjour riesce a trasmettere il disincanto di queste ragazze e allo stesso tempo la loro voglia di resistere e di vivere: lontane dagli affetti, dalla protezione della famiglia, quando ne hanno una, possono aiutarsi e comprendersi tra loro. I volti di queste giovanissime ragazze rimangono impressi, come le loro stanze e una paziente attesa che sembra non finire mai.

Alice Casalini

Cast & CreditsBon séjour
Regia: Maria Silvia Bazzoli e Christian Lelong; sceneggiatura: Maria Silvia Bazzoli e Christian Lelong; fotografia: Christian Lelong; suono: Maria Silvia Bazzoli; montaggio: François Sculier; origine: Francia, 2010; formato: 35 mm, 1.85, Dolby Srd; durata: 82’; produzione: Cinédoc Films, con il sostegno di CNC, Région Rhône Alpes, PROCIREP, ANGOA; una co-produzione: TV Lyon, TV8 Mt Blanc; distribuzione internazionale: Cinédoc Films.

Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
lunedì 21 maggio 2018

Cannes 71: premiato Spike Lee

Spike Lee, lanciato nel 1986 proprio dal Festival di Cannes con Lola Darling, si è aggiudicato (...)

mercoledì 18 aprile 2018

Cannes 71: DuVernay e Nin in giuria

Annunciata anche la Giuria ufficiale del prossimo Festival di Cannes (8-19 maggio), presieduta (...)

martedì 17 aprile 2018

Cannes 71: Mohamed Ben Attia alla Quinzaine

Il film tunisino Weldi (Mon cher enfant) di Mohamed Ben Attia sarà presentato in prima mondiale (...)

venerdì 13 aprile 2018

Cannes 71: per i 100 anni di Nelson Mandela

Nelson Mandela avrebbe compiuto 100 anni nel 2018. Tra le anticipazioni del programma del (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha