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FCAAAL 2014: La Voie de l'ennemi (Two Men in Town)

di Rachid Bouchareb

Confini invalicabili

La 24ma edizione del Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina è stata inaugurata ufficialmente nella cornice dell’Auditorium San Fedele con la proiezione, in anteprima italiana, dell’ultimo film di Rachid Bouchareb, Two Men in Town (La Voie de l’ennemi), presentato in Concorso all’ultimo Festival di Berlino.

Bouchareb, francese di seconda generazione e origini algerine, è stato più volte ospite del Festival, uno di quei registi che il Festival “ha visto crescere” come hanno ricordato le due direttrici artistiche, Annamaria Gallone e Alessandra Speciale. Nel 2001 fu proprio Little Senegal di Bouchareb a vincere il Festival del Cinema Africano di Milano.

Little Senegal segue il viaggio di Alloune che dal Senegal si reca negli Stati Uniti per rintracciare i suoi antenati deportati nel Nuovo Mondo e rimettere insieme la famiglia: un viaggio che si scontra con l’impossibilità di comprendersi tra la comunità afroamericana e i nuovi immigrati.
Bouchareb tiene sempre il filo rosso con il tema dell’immigrazione, infatti anche in Two Men in Town, seppur come uno dei vari temi trattati che completano la storia del protagonista, troviamo il dramma dei migranti messicani che continuano a morire sul confine Messico-Stati Uniti nel tentativo disperato di entrare clandestinamente attraversando il deserto.

Two Men in Town racconta la storia di William Garnett che dopo 18 anni di prigione ottiene di scontare gli ultimi 3 in libertà vigilata: la sua colpa è di aver ucciso un uomo, assistente dello sceriffo Bill Agati. In carcere William si è convertito ed è diventato musulmano ed esce deciso a sfruttare la seconda possibilità che gli viene offerta. Nel suo intento lo aiuta Emily Smith, appena arrivata nella città del New Mexico dove Bouchareb ha deciso di ambientare il film. Emily è un’assistente sociale che lavora per lo Stato e segue il reinserimento degli ex detenuti nella società. Contro William rema contro lo sceriffo Agati, accecato dell’odio e dalla sete di vendetta, e i vecchi compagni di Garnett che tornano a cercarlo per riportarlo sulla vecchia strada. William sembra dunque non riuscire a cancellare il suo passato che torna prepotentemente a bussare alla sua porta.

Two Men in Town si muove a partire dalla sceneggiatura di un film del 1973 diretto da José Giovanni, Due contro la città (Deux hommes dans la ville), un poliziesco interpretato da Jean Gabin e Alain Delon. Del film di Giovanni, Bouchareb tiene le linee guida del poliziesco, dell’uomo che cerca la redenzione, delle forze dell’ordine che non sempre si comportano secondo le regole dettate dalla legge.
Il regista franco-algerino decide di ambientare la storia di William Garnett in New Mexico, nei luoghi sacri dei film western che omaggia e cita apertamente: su tutte basta segnalare la celebre inquadratura di Sentieri selvaggi che vede al posto di Ethan Edwards, Brenda Blethyn nei panni di Emily Smith sulla soglia di casa.

Il regista si circonda di un gruppo di attori d’eccezione, da Forest Whitaker nei panni di William Garnett fino a un Harvey Keitel, evidentemente sottotono, nei panni dello Sceriffo Agati, passando per una composta e incisiva Brenda Blethyn, già protagonista di London River di Bouchareb.
La forza degli attori non basta però a sostenere una sceneggiatura che mette insieme molti temi e molti elementi che da un lato sono utili a comprendere a fondo il personaggio di Garnett, ma dall’altro sono spesso trattati in modo troppo frettoloso e poco approfondito. La storia d’amore di William con la donna che incontra, Teresa, ad esempio è uno di questi elementi dei quali si ha una percezione di superficialità.

William Garnett cerca disperatamente la redenzione, vuole cominciare una nuova vita, ma il passato lo schiaccia: il passato segna tutti, è un confine che sembra impossibile da oltrepassare, anche per lo sceriffo che non vuole dimenticare e per il trafficante di migranti Terence, Luis Guzmán, che non vuole lasciar andare Willie. Garnett è un altro dei personaggi deboli, fragili, che la società cerca di emarginare e dimenticare ai quali invece Bouchareb cerca di comprendere e non etichettare con troppa facilità. In questo senso continua un percorso iniziato con Baton Rouge, ma che ha portato sempre avanti fino ai film più recenti quali London River o Just Like a Woman.

Con Two Men in Town Buochareb continua il suo viaggio negli Stati Uniti, sulle lunghe strade, ma l’America non è più un mito come lo era per i tre protagonisti di Baton Rouge, Karim, Abdenour e Mozart: il tempio della musica blues, della modernità, della libertà; ora gli Stati Uniti sono un miraggio di salvezza per i migranti Messicani che rischiano la vita, che vengono uccisi, che sono sottoposti a un commercio illegale di bambini, nell’indifferenza del mondo intero che non vuole vedere.
Tutto questo si consuma mentre si festeggiano gli “eroi” che tornano dell’Afganistan, nel paese, come lo sceriffo stesso ricorda, della libertà e del diritto alla ricerca della felicità.

Alice Casalini | 24. Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina

Cast & CreditsTwo Men in Town (La voie de l’ennemi)
Regia: Rachid Bouchareb; sceneggiatura: Olivier Lorelle, Rachid Bouchareb, Yasmina Khadra; fotografia: Yves Cape; musiche: Éric Neveux; montaggio: Yannick Kergoat; scenografia: Yan Arlaud; interpreti: Brenda Blethyn, Chris Ranney, Dolores Héredia, Ellen Burstyn, Forest Whitaker, Harvey Keitel, Luis Guzmán, Matthew Page, Sarah Minnich, Stan Carp, Tim Guinee; origine: Usa, 2014; formato: 35 mm, 2.35 : 1; durata: 120’; produzione: Agence Algérienne pour le Rayonnement Culturel (AARC), Artists & Co, Pathé, Tessalit Productions; distribuzione: Pathé, Front Row Filmed Entertainment; sito: http://www.pathefilms.com/film/lavoiedelennemi.

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