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FCAAAL 2014: Ouine Algeria?

di Lemnaouer Ahmine

Tra il passato e il futuro di una giovane nazione

Tra le anteprime europee della 24ma edizione del FCAAAL, all’interno del concorso Extr’a, è stato presentato l’ultimo documentario di Lemnaouer Ahmine, Ouine Algeria?. Il regista algerino di adozione italiana, nel nostro paese dal 1994, ha scritto e diretto molti documentari per la televisione dedicati sempre a tematiche sociali e in particolare a quelle legate all’immigrazione: tra questi vale la pena ricordare Gli harraga di Annaba del 2007, dedicato appunto ai giovani algerini, tra i 20 e 30 anni, che partono da Annaba con dei barconi per arrivare sulle coste della Sardegna.
Con Ouine Algeria? Ahmine affronta invece un tema che coinvolge direttamente il suo paese d’origine, la sua famiglia e la sua storia: pur continuando a indagare e riflettere sui temi che riguardano la società algerina, la guerra, l’immigrazione, il regista scava nella storia della sua famiglia, nel suo passato per comprendere cosa è successo e alla luce degli avvenimenti storici, capire, forse, anche cosa sta succedendo ora.

Il 5 luglio 1962 l’Algeria, dopo anni di lotte, guerra, morti e sofferenze, festeggia l’indipendenza dalla Francia: è un paese libero dopo secoli di occupazione, prima ottomana poi francese, ed inizia il suo cammino per la creazione di una nuova nazione indipendente. Qui inizia Ouine Algeria?, con immagini di repertorio che mostrano la festa nelle strade di Algeri nel 1962. In occasione dell’anniversario dei 50 anni dall’indipendenza, Ahmine torna in Algeria per festeggiare con la sua famiglia questa ricorrenza e fare un bilancio della sua vita e cercare di comprende quello che è successo in questi anni per avere una chiave di lettura sul presente e sul perché ad esempio, in Algeria, la primavera araba non ha trovato terreno fertile.

Il regista filma tutto del suo viaggio, dalla partenza all’arrivo all’aeroporto di Algeri; non sembra staccarsi mai dalla sua macchina da presa, quasi fosse un turista che riprende in modo, più o meno tortuoso, tutto quello che vede, quasi come avesse paura di trascurare o perdersi qualcosa che potrebbe essere importante.

Ouine Algeria? si divide idealmente in tre capitoli: il primo ad Algeri, dove incontra il primo parente, Amin Charif, professore universitario che nel 2012 partecipa ad un programma radio, Traguardi e Orizzonti; il secondo è l’incontro con uno dei fratelli nel paese in cui vive e lavora nel negozio di famiglia e con il quale si reca sulla tomba della madre; e poi c’è l’arrivo a Sétif, paese natale del padre, dove tutta la famiglia si ritrova per i festeggiamenti del 5 luglio 2012.
Ogni incontro è un modo per ricordare il passato, dalla rivoluzione del ’54, fino al terrorismo degli anni ’90, e per riflettere sul presente e il futuro: Ahmine fa lunghe interviste dalle quali emergono diversi punti di vista, e attraverso le quali prova a capire come mai i nuovi movimenti della cosiddetta Primavera Araba non si sono sviluppati in Algeria. Uno dei fratelli del regista dice che è un bene che non ci siano perché sono mossi da interessi neocolonialisti dietro ai quali ci sono anche i sultani del Golfo Persico, quelli che più di tutti, a suo avviso, devono rimanere lontani dall’Algeria. Infine c’è il padre di Ahmine, nato nel 1923, tra i pochi sopravvissuti a Sétif, memoria storica e che non ammette interferenze che destabilizzino il percorso del suo paese.

Da un lato, com’è stato notato durante l’incontro dopo la proiezione con il regista, l’Algeria è una nazione giovane soprattutto se rapportata all’Europa, e viene da secoli di occupazione e che è stato lasciato povero e svuotato con tutto da costruire, e dunque il percorso è ancora lungo. Certo è che vedere nel 2014 questo film, quando in Algeria è stato da poco rieletto da poco Abdelaziz Bouteflika, in carica dal 1999 e solo in base alle dichiarazioni del suo portavoce, lascia molti più interrogativi che risposte, ma d’altro canto, lo stesso Ahmine termina il suo lavoro affermando che non ha trovato delle risposte alla sue domande alla fine del viaggio.

Alice Casalini | 24. Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina

Cast & CreditsOuine Algeria? (Dove va l’Algeria?)
Regia: Lemnaouer Ahmine; sceneggiatura: Lemnaouer Ahmine, Luca Cusani; fotografia: Lemnaouer Ahmine; suono: Michele Azzimonti; montaggio: Lemnaouer Ahmine; origine: Italia/Algeria, 2014; formato: DV, colore; durata: 54’; produzione: Thassadit Production.

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