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FCAAAL 2014: EU 013, l’ultima frontiera

di Alessio Genovese

L’ergastolo bianco

All’interno della 24ma edizione del FCAAL ieri sono iniziate le prime proiezioni legate alla competizione della sezione Extr’a dedicata ai film che affrontano il tema del confronto tra diverse culture e si confrontano con le tematiche dell’immigrazione. Tra i film della sezione è stato presentato Eu 013, l’ultima frontiera di Alessio Genovese. Il documentario, presentato alla 54ma edizione del Festival dei Popoli è stato selezionato anche all’interno della sezione Il razzismo è una brutta storia. Genovese è il primo regista che è entrato con la macchina da presa all’interno dei C.i.e. (Centri d’identificazione ed Espulsione) in Italia e il risultato del suo viaggio all’interno di queste realtà è il documentario Eu 013, l’ultima frontiera.

Eu 013, l’ultima frontiera inizia con l’arrivo di una nave proveniente dalla Grecia che attracca al porto di Ancona: le persone scendono e iniziano i controlli per verificare che non ci siano clandestini a bordo. Poi ci si sposta all’aeroporto internazionale di Fiumicino dove si tiene una lezione agli addetti al controllo dei passaporti e all’ingresso nell’area Shengen. L’idea è quella di “proteggere” l’Europa dall’ingresso nell’area di immigrati clandestini, quello che devono imparare ad inquadrare è una tipologia di persona, devono guardare l’insieme degli elementi che hanno per valutare. Basta chiedere “da dove vieni? In quale hotel alloggerai?” e se non rispondono i passeggeri possono essere trattenuti. L’idea di definire i nuovi confini dell’Europa e separare tutto quello che non è Europa. Le telecamere si spostano poi in tre C.i.e.: Ponte Galeria (Roma), quello di Bari e quello di Milo (Trapani). All’interno di queste prigioni non definite tali gli “ospiti” vivono in un limbo dal quale non sembra esserci via d’uscita.

Le macchina da presa di Genovese si muove con discrezione, a volte sembra a disposizione di chi, tra gli “ospiti” dei centri abbia voglia di sfogarsi e raccontarsi. Dai racconti emerge che molti non sono in Italia da tempo, c’è chi ha tutta la famiglia in Italia, e praticamente ci è nato, per poi essere espulso e ritornare con un barcone perché nel suo paese non conosceva nessuno, non aveva radici. Molti di loro non hanno commesso reati, se non quello di non avere documenti in regola, la permanenza in queste prigioni bianche è insopportabile, un limbo dal quale il più delle volte rilasciati con un foglio per l’espatrio in 7 giorni, e se non espatriano e vengono presi e nuovamente rinchiusi. Molti di loro non possono tornare perché non il Consolato non li riconosce e viene loro negata il diritto all’esistenza. Nel passaggio tra un C.i.e. e l’altro si percepisce questo piano europeo, infatti molti di loro sono stati anche nelle stesse strutture in Svizzera, dove il cineasta Fernand Melgar, si è immerso per 9 mesi nel centro di detenzione amministrativa di Frambois, a Ginevra per poi realizzare Vol Spécial, un documentario ma anche, e soprattutto, un progetto in fieri. Molti degli “ospiti” davanti alle telecamere continuano a fare un parallelismo tra i C.i.e. e i campi di concentramento o i manicomi, ma, come ricorda uno di loro, “la storia è fatta per essere ricordata e non per essere rivissuta”. Il tempo non scorre, c’è chi vuole solo dormire e non stare sveglio e chiede sonniferi, molti “ospiti” sono soggetti ad attacchi di panico, e molti di loro, si lasciano andare, forse anche in modo a volte eccessivo e innaturale, davanti alla macchina da presa. La vita non scorre nei C.i.e. mentre dagli altoparlanti incessantemente una voce segnala movimenti irregolari in uno o nell’altro settore. “Eu 013, l’ultima frontiera”, è un documentario che racconta dall’interno quello che accade nelle prigioni/non-prigioni all’interno delle quali, per non vedere e non contaminare, si rinchiudono privandoli della libertà migliaia di migranti che vengono in paesi democratici sperando in una vita migliore. Ma la Democrazia, come ricorda uno degli “ospiti” non è “prendere il caffè da una buca”.

Alice Casalini | 24. Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina

Cast & CreditsEU 013, l’ultima frontiera
Regia: Alessio Genovese; sceneggiatura: Raffaella Cosentino, Alessio Genovese; fotografia: Bruno Fundarò; suono: Andrea Colaiacomo; montaggio: Dario Indelicato; musiche originali: Alessandro Librio ; origine: Italia, 2013; formato: HD; durata: ‘62; produzione: Zabbara, realizzato con il supporto di Open Society Foundations; distribuzione: Zabbara; sito ufficiale: http://www.zabbara.org/eu-013-lultima-frontiera/

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