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Carta bianca

di Andrés Arce Maldonado

L’indifferenza

La notte tra il 14 e il 15 febbraio 2010, Sahid Belamel, migrante, irregolare, muore ai bordi di una strada a Ferrara nell’indifferenza generale, senza che nessuno abbia provato a soccorrerlo. Questo inquietante fatto di cronaca ha colpito e ispirato il regista colombiano Andrés Arce Maldonado e al giovane Sahid Belamel è ispirato il suo ultimo lungometraggio, Carta bianca, da oggi in sala grazie a Distribuzione Indipendente. Il regista ha quasi interamente prodotto il suo film, risultato di uno sforzo collettivo e di un’esigenza di espressione che ha coinvolto e reso partecipi tutti gli attori, lo sceneggiatore, il montatore e il direttore della fotografia. Solo in questo modo, al momento, per Maldonado che da anni lavora in Italia, è stato possibile realizzare Carta bianca. Nonostante l’interesse suscitato dal suo lungometraggio precedente, Falene (2011), non è riuscito a trovare produttori interessati a Carta bianca.

Carta bianca è il racconto di tre storie, di tre persone le cui vite s’intrecciano in un giorno d’inverno a cavallo tra il 14 e il 15 di Febbraio, San Valentino. Kamal è giovane pusher marocchino, un immigrato senza permesso di soggiorno che ama leggere e non a caso spaccia all’interno di una biblioteca. I suoi amici sono un’infermiera sudamericana tossicodipendente e un musicista senegalese. Kamal viene buttato fuori di casa senza preavviso e senza motivo. Trova fuori tutte le sue cose ma mancano cinquemila euro che gli servono per comprarsi un contratto necessario per il suo permesso di soggiorno. Kamel ogni giorno fotografa una ragazza bionda moldava, Vania, che fa da badante ad un anziano signore, ed è perseguitata da un passato tormentato e violento. Infine c’è Lucrezia, un’ imprenditrice forte, orgogliosa e sola, il cui affetto è rivolto esclusivamente al proprio cane. Finita nei guai per amore, Lucrezia è sotto ricatto di un usuraio.

Tre vite, tre esistenze che si consumano in una notte nell’insegna dell’indifferenza del mondo e di una città, Roma, che il regista mostra in un modo diverso dal solito. La città eterna non è quella del centro, dei palazzi, dei ricchi appartamenti, ma è quella delle periferie, buie, tristi, isolate, grigie: palazzi fatiscenti e capannoni industriali. Ogni storia, anche se legata in qualche modo con le altre è un racconto a sé stante, pensato e scritto slegato dagli altri, come ha spiegato lo stesso sceneggiatore. Una scrittura complessa è alla base di Carta bianca che mostra in modo duro e scabroso la realtà di chi vive nell’ombra, di vite comuni che avanzano nell’indifferenza generale. I toni noir che assumono le tre storie di Carta bianca sono sottolineati dalla fotografia cruda e realistica di Maura Morales Bergmann.

In Carta bianca, come si evince, la sceneggiatura è studiata e strutturata, ed è in apparente contrasto con le modalità di ripresa: le condizioni produttive hanno costretto infatti il cast a girare nell’immediatezza, in velocità, in condizioni estreme e senza permessi. Al gruppo di attori reclutato dal regista va in parte il merito di aver portato a casa un film forte, deciso, scarno e incisivo. Tra gli attori di Carta bianca ci sono Mohamed Zouaoui, nel ruolo di Kamal, e Djibril Kébé che interpreta l’amico senegalese di Kamal. Due attori che hanno iniziato la loro carriera proprio in Italia: Zouaoui nel 2004 ha ottenuto il suo primo ruolo in una serie tv e ha proseguito la propria carriera fino ad arrivare nel 2010 al suo primo ruolo da protagonista ne I fiori di Kirkuk, di Fariborz Kamkari, Kébé nel 2003 è stato scelto per il ruolo del protagonista di Lettere dal Sahara, di Vittorio De Seta, e da quel momento ha continuato la sua strada nel cinema italiano.

Il regista ha dichiarato che avrebbe voluto dare ruoli di stranieri ad attori italiani e viceversa. Purtroppo non è stato possibile, sarebbe stato un esperimento interessante. Maldonado ha lasciato comunque i ruoli delle ragazze dell’est a due attrici italiane, Tania Angelosanto (Vania) e Valentina Carnelutti (amica di Vania). Zouaoui e Kébé interpretano invece il ruolo di due “clandestini”, a ricordarci in qualche modo che, per essere considerati attori in quanto tali, a prescindere della provenienza, gli interpreti di origine migrante nel nostro cinema hanno ancora un lungo e faticoso percorso davanti a loro.

I tre protagonisti di Carta bianca hanno tutti un sogno raggiungere o da ricordare, e le loro vite sono tutte legate a pezzi di carta che possono dare loro la libertà, ma l’indifferenza che li circonda rende i loro percorsi complicati, violenti, crudeli, a volte surreali, e purtroppo non tutti potranno ottenere la libertà desiderata.

Alice Casalini

Cast & CreditsCarta bianca
Regia: Andrés Arce Maldonado; sceneggiatura: Andrea Zauli; fotografia: Maura Morales Bergmann; suono: Marco De Carolis, Lavinia Burcheri, Luca Cafarelli; musiche: Max Trani; montaggio: Jennie Vazquez Alarcón; interpreti: Mohamed Zouaoui, Tania Angelosanto, Patrizia Berardini, Valentina Carnelutti, Dijbril Kebe, Bruno Valente, Daniele Miglio, Luigi Toto, Carolina Patiño, Paola Migneco, Raffaele Castria, Elisabetta Fusari, Francesco Primavera, Ermanno G. M. De Biagi, Fabiano Lioi, Gamey Malatesta Guilategui; origine: Italia, 2013; formato: HD; durata: 90’; produzione: Giovanni Sinopoli per La Siliàn; distribuzione: Distribuzione Indipendente; sito ufficiale: cartabiancafilm.com

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