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Mandela: Long Walk to Freedom

di Justin Chadwick

Un uomo libero

Il 28 novembre del 2013 è uscito nelle sale sudafricane Mandela: Long Walk to Freedom di Justin Chadwick. Il 5 dicembre 2013, pochi giorni dopo, Madiba è morto. Il film, basato sull’omonima autobiografia scritta da Mandela nel 1995, è stato presentato in anteprima mondiale durante l’ultima edizione del Toronto International Film Festival. Per il regista inglese Mandela: Long Walk to Freedom è il terzo lungometraggio: una prova evidentemente non facile portare sullo schermo la vita dell’uomo che ha guidato il movimento anti-apartheid, leader dell’African National Congress (ANC), primo presidente eletto dopo la fine dell’apartheid e premio Nobel per la Pace nel 1993. Un compito complesso per Chadwick quello di affrontare la vita di un leader politico che ha segnato la storia di un Paese ed è stato il simbolo della lotta per la libertà in tutto il mondo. Non sembra dunque un caso che lo sceneggiatore William Nicholson abbia lavorato quindici anni alla stesura di Mandela: Long Walk to Freedom e il risultato è quello di un classico e solido biopic che rende omaggio ad un uomo che ha segnato una pagina della storia del Novecento.

La voce fuori campo di Nelson Rolihlahla Mandela descrive la sua infanzia e la sua adolescenza, il passaggio all’età adulta: mentre la voce racconta, le immagini mostrano un villaggio e il piccolo Madiba. “Volevo che i miei genitori fossero fieri di me”: poco dopo aver pronunciato queste parole si vede il giovane avvocato Mandela che difende gratuitamente i neri che altrimenti non potrebbero permettersi di pagare un legale. Il film mostra le tappe dell’avvicinamento alla politica di Mandela, al suo diretto coinvolgimento nella mobilitazione contro l’apartheid prima come membro e poi come presidente dell’ANC, fino al suo arresto e al processo che si conclude con la condanna all’ergastolo e il trasferimento a Robben Island dove rimane per venti anni prima di essere trasferito. Alla vita politica s’intreccia la travagliata vita privata: la conoscenza, il matrimonio e il divorzio della prima moglie, Evelyn Ntoko Mase, e il suo secondo matrimonio con Winnie Madikizela, la donna che l’ha sostenuto durante la sua prigionia e che ha continuato la battaglia per la libertà, provando a sua volta il carcere e passando sedici mesi in isolamento. Durante gli anni di prigionia nel mondo si moltiplicano le manifestazioni per la liberazione di Mandela che avviene l’11 febbraio del 1990. In seguito il leader dell’ANC continua la strada per un processo di riconciliazione e di pacificazione, rifiutando la lotta armata. Nel maggio del 1994 Nelson Mandela diventa Presidente del Sudafrica dopo la fine dell’apartheid e in seguito al risultato delle prime elezioni libere.

Negli ultimi anni due film hanno portato sullo schermo la figura di Mandela: Invictus di Clint Eastwood (2009) e Il colore della libertà - Goodbye Bafana (2007) di Billie August che racconta del rapporto tra Nelson Mandela e il secondino che ne ha seguito le vicende per lunghi anni. A differenza di questi film Mandela: Long Walk to Freedom si trova davanti la difficile sfida di non concentrarsi su un periodo o un aspetto della vita di Madiba, ma di doverla raccontare nel suo complesso, almeno fino alla sua elezione come Presidente del Sudafrica. La prima parte di Mandela: Long Walk to Freedom, nella quale si affronta la giovinezza di Mandela, i suoi primi passi come avvocato, la passione, il momento delle decisioni e della formazione della sua coscienza politica è sicuramente la parte più avvincente del film che poi, inevitabilmente rallenta nella seconda parte dove deve riportare i lunghi anni di prigionia di Mandela.

L’arduo compito d’interpretare il ruolo di Madiba è stato affidato all’attore inglese Idris Elba che ha svolto egregiamente il suo compito e si è imposto con la sua presenza statuaria e granitica. Al fianco di Elba l’attrice inglese Naomie Harris ha interpretato il ruolo della seconda moglie, Winnie. Uno degli aspetti più interessanti del film che però è toccato solo in modo parziale e secondario è la divergenza che cresce durante gli anni tra Mandela e Winnie sulla necessità o meno dell’uso della violenza per ottenere la libertà. Un capitolo complesso che probabilmente meriterebbe un film a parte ma che è un tassello importante tra i molti elementi che servono a centrare quello che sembra l’obiettivo del film: raccontare la vita di un uomo che è passato alla storia e la sua avventura politica e personale in anni di trasformazione che per la maggior parte trascorre in carcere. La forza di Mandela è tale da restare comunque il simbolo di una lotta. Due momenti in particolare sottolineano questo aspetto: uno è la visita della figlia di Mandela a Robben Island, durante la quale la ragazza mostra al padre una spilla con lo slogan per la sua liberazione e gli annuncia la mobilitazione di tutto il mondo, quando un giovane attivista, un altro è l’arrivo di un giovane attivista, Patrick Lekota (Zenzo Ngqobe), a Robben Island; la prima cosa che fa il ragazzo è individuare Mandela per vedere chi sia il celebre Madiba, capo del movimento e dell’ANC.

Mandela: Long Walk to Freedom è un tradizionale, classico e solido biopic che racconta la storia di un personaggio rivoluzionario, un documento importante, un film che porta sullo schermo una pagina di storia contemporanea fondante che speriamo di poter vedere presto anche sugli schermi italiani.

Alice Casalini

Cast & CreditsMandela: Long Walk to Freedom
Regia: Justin Chadwick; sceneggiatura: William Nicholson; fotografia: Lol Crawley; musiche: Alex Heffes, U2; montaggio: Rick Russell; scenografia: Johnny Breedt; costumi: Dianna Cilliers, Ruy Filipe; interpreti: Idris Elba, Naomie Harris, Tony Kgoroge, Riaad Moosa, Zolani Mkiva, Simo Mogwaza, Fana Mokoena, Thapelo Mokoena, Jamie Bartlett, Deon Lotz, Terry Pheto; origine: Gran Bretagna, Sud Africa 2013; formato: 2.35:1, Dolby Digital; durata: ‘146; produzione: Videovision Entertainment, Distant Horizon, Film Afrika Worldwide, Origin Pictures (in associazione con), Pathé; distribuzione internazionale: Pathé; sito ufficiale: http://www.mandelamovie.co.za/;

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