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20 MedFilm Festival. Factory Girl

di Mohamed Khan

Donne, rivoluzione e amore

La serata inaugurale della 20ma edizione del MedFilmFestival è stata segnata dalla presenza di Mohamed Khan. Il regista egiziano, tra i protagonisti del nuovo cinema egiziano degli anni ’80, ha presentato, in anteprima europea, il suo ultimo lavoro, Factory Girl (Fatat el Masnaa). Dopo la calda accoglienza al DIFF (Dubai International Film Festival), e all’apprezzamento da parte del pubblico egiziano, come ha ricordato Kahn durante l’incontro in seguito alla proiezione, Factory Girl è arrivato anche in Europa. Il prolifico regista egiziano, ha girato più di 24 lungometraggi dal suo esordio nel 1978 con Derbet shems (Colpo di sole), ha diretto questo film scritto da sua moglie, Wessam Soliman, dopo due anni di preparazione e di ricerca e studio per la stesura della sceneggiatura. Soliman infatti ha lavorato per alcuni mesi in una fabbrica tessile per comprendere la quotidianità delle donne che lavorano in contesti come quello scelto per raccontare la storia della giovane protagonista di Factory Girl.

Factory Girl racconta la storia di Hiyam, giovane operaia che vive, come le sue colleghe, in un quartiere popolare del Cairo. Hiyam, sua sorella e le sue colleghe lavorano in una fabbrica tessile. La storia inizia quando arriva un nuovo supervisore giovane e bello, Salah, che attira l’attenzione di tutte le ragazze e in particolare di Hiyam. La passione della ragazza è alimentata dagli sguardi che Salah le manda ogni giorno. Un’appendicite e un ricovero in ospedale sono l’occasione per Hiyam di avvicinarsi al suo amato, sognando di riuscire a superare le barriere imposte dalle differenze sociali. Ma la vita di Hiyam si complica, quando in fabbrica viene trovato un test di gravidanza positivo e la giovane e bella ragazza viene accusata subito di essere lei la “peccatrice”. Hiyam non si difende, e i giorni passano mentre i suoi sogni vanno in frantumi e paga un prezzo alto per la sua fermezza e coerenza, ma allo stesso tempo la ragazza ne esce più forte e consapevole.

Khan per presentare Factory Girl ha detto solo che spera che il film possa essere un “inno alla liberazione delle donne”. Hiyam subisce ogni genere di violenza per la presunta colpa di essere rimasta incinta. Hiyam decide di non difendersi, persa nel dolore dalla delusione dell’amore; non parla, non si ribella quando la società vuole annientarla: la sua forza è nel silenzio e la sua libertà nel ballo finale tramite il quale Hiyam mostra la fierezza, la bellezza, la gioia di vivere e la libertà. Nel 1988 Khan aveva già raccontato una storia tutta la femminile con Ahlam Hind wa Kamilya (I sogni di Hind e Camilia), protagoniste due donne, una vedova e una divorziata che lavorano come domestiche mentre il mondo attorno a loro le sfrutta e le umilia. Nonostante le molte differenze tra i due film, compreso lo sfondo della rivoluzione che accompagna il dramma di Hiyam, dopo 25 anni sembra che l’emancipazione della donna, la sua libertà di scelta di vita, sia ancora lontana e proprio le donne sembrano creare e alimentare molto questa gabbia.

Khan per costruire il mondo dei sogni di Hiyam si richiama e rielabora la tradizione del musical e del melodramma egiziano: la protagonista sogna vedendo vecchi film con romantiche storie d’amore alla televisione e alcune dinamiche dell’evoluzione del rapporto tra Hiyam e Salah si richiamano a certo cinema della tradizione egiziana. Factory Girl è un film ancorato alla città del Cairo ai tempi della rivoluzione araba, dei telefoni cellulari, e vuole raccontare una storia reale. Il tentativo di Khan di rimanere fortemente aderente alla contemporaneità è evidente ed è reso ancor più interessante nell’esplicito gioco con la tradizione cinematografica del suo paese.

Alice Casalini | 20. MedFilm Festival

Cast & CreditsFactory Girl (Fatat el Masnaa)
Regia: Mohamed Khan; sceneggiatura: Wessam Soliman; fotografia: Mahmoud Lotfi; suono: Raafat Samir; montaggio: Dina Farouk; scenografia: Ahmed Abbas; costumi: Nayira Al-Dahshoury; interpreti: Yasmin Raeis, Hany Adel, Salwa Khattab, Salwa Mohamed Ali, Ibtihal El Serety, Hanan Adel, Ibrahim Salah, Salma Dahab, Lana Mushtak, Magda Munir, Yussria Al-Maghribia, Noorhan Emad Edin, Rizk Ramadan, Menna Al-Lithi, Solafa Ghanim, Batul El-Haddad, Reham Dissouki, Raghda Said, Maha Abdallah, Mariam Mehallawi, Soad Al-Kadi, Waffa Al-Sharqawi; origine: Egitto/Emirati Arabi, 2013; formato: 35 mm, colore; durata: 90’; produzione: DayDream Art Production, Dubai Media and Entertainment Organisation in associazione con Dubai Film Market (Enjaaz); distribuzione internazionale: MAD Solutions; sito ufficiale: factorygirl-movie.com

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