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20 MedFilm Festival. Le Challat de Tunis

di Kaouther Ben Hania

Leggende metropolitane

Tra gli ospiti dell’ultima edizione dell’ultima edizione del MedFilmFestival c’è stata Kaouther Ben Hania. La regista tunisina ha presentato il suo film Le Challat de Tunis (2013), un’indagine tra fiction e realtà, della nuova Tunisia e del ruolo della donna. Ben Hania si è formatasi in Tunisia presso l’EDAC (Ecole des Arts et du Cinéma de Tunis) e a Parigi preso la Fémis e la Sorbonne: Le Challat de Tunis è il suo primo lungometraggio, scritto e diretto, dopo aver girato diversi cortometraggi, il primo, Moi, ma sœur et la chose, nel 2006, e un documentario, Les Imams vont à l’école, nel 2010. Il film, presentato in anteprima mondiale al Dubai Film Festival nel 2013, è un interessante viaggio nella società tunisina dopo la caduta di Ben Ali.

Tunisia 2003, il presidente Zine al-Abidine Ben Ali in un discorso promette di lavorare affinché venga ristabilita la sicurezza pubblica. Proprio in quell’anno 11 donne sono state sfregiate sul fondo schiena con un coltello da un uomo misterioso che passava in motorino. L’uomo, le challat (lo sfregiatore) non è mai stato trovato. Dieci anni dopo la regista Kaouther Ben Hania decide di realizzare un’inchiesta su questo caso: inizia a cercare l’uomo misterioso e ad intervistare le sue vittime. Le challat non si trova, e la regista decide di fare un casting per trovarlo. Nel teatro dove si svolgono i provini, si presenta Jallel Dridi che dice di essere lui il ragazzo che ha sfregiato le 11 donne. La regista inizia un nuovo percorso alla scoperta di Jallel, della sua famiglia, dei suoi amici, del suo rapporto con le ragazze; contestualmente, cerca di avere notizie su di lui tramite gli atti del processo. Quello che scoprirà alla fine non ha importanza, la sua storia, tra realtà e leggenda, è un esempio utile per comprendere la società tunisina nelle sue contraddizioni che nascono dalla difficile fusione di tradizione e modernità.

La scelta di realizzare un docu-film per raccontare una storia che in effetti è diventata una leggenda metropolitana è una scelta interessante soprattutto se lo sguardo attento e studiato di Ben Hania riesce ad avere un approccio che evita atteggiamenti di condanna. Anche se a volte alcuni interventi del montaggio sembrano un po’ forzati e sottolineano alcune scelte troppo studiate e condizionate nelle riprese, smorzando l’efficacia della scelta del finto documentario, l’ironia che riesce a sprigionare è uno strumento fondamentale per il racconto.

Ne Le Challat de Tunis si alternano le interviste alle vittime, o presunte tali: una di loro, una giovane donna dall’alta borghesia, ad esempio dichiara di essersi “tagliata” da sola e dopo essersi inflitta questa cicatrice, ha ottenuto dal marito il permesso per potersi tatuare. Solo alla fine, in alcune interviste, le donne che hanno subito veramente l’aggressione dichiarano di non essere in grado con certezza di poter riconoscere l’uomo che le ha sfregiate. Ci sono poi interviste in strada e nei locali pubblici: ogni volta che la regista chiede informazioni per trovare elementi utili alla sua inchiesta si aprono dibattiti nei quali ognuno si sente portato a dichiarare la sua opinione su quanto avvenuto e sulle motivazioni, giuste o meno, del challat.

Infine ci sono Jallel che mostra armi, che ha un rapporto morboso con la madre e un suo amico che ha ideato un videogioco ispirato alla leggenda del challat: nel video un uomo deve colpire le donne che non sono vestite in modo decoroso e aiutare quelle che invece lo sono. Nel suo viaggio nella leggenda del challat, la regista incontra anche una donna che ha inventato uno strumento che tramite l’urina verifica la verginità di una ragazza, il verginometro: ci si trova di fronte a una donna che parla con la massima serietà di questo strumento costruito secondo studi giapponesi e realizzato con tecnologia statunitensi, lamentandosi del fatto che lo stato tunisino non le concede il brevetto e il commercio legale.

Alice Casalini | 20. MedFilm Festival

Cast & CreditsLe Challat de Tunis (Challat Tunes)
Regia: Kaouther Ben Hania; sceneggiatura: Kaouther Ben Hania; fotografia: Sofiane El Fani; suono: Moez Cheikh, Margot Testemale, Mélissa Petitjean; montaggio: Nadia Ben Rachid; interpreti: Jallel Dridi, Mohamed Slim Bouchiha, Narimène Saidane, Moufida Dridi, Abdelaziz Mzoughi, Taoufik Arfaouii, Maya Touati, Nahed Hamdi, Amani Adili, Nour El Houda Lakehal Kanouni; origine: Tunisia/Francia/Canada/ Emirati Arabi 2013; formato: 16:9 HD, colore; durata: 89’; produzione: Cinétéléfilms, Sister Productions, Six Island Productions, Dubai Media and Entertainment Organization; distribuzione internazionale: Cinétéléfilms; facebook: https://www.facebook.com/pages/Le-Challat-de-Tunis-شلاط-تونس/482564365175238?sk=info

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