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Limbo

di Matteo Calore, Gustav Hofer

L'attesa

In questi mesi i media fagocitano e strumentalizzano i centinaia di migranti che continuano a morire durante i viaggi della speranza nel Mare Nostrum: si continua a parlare di emergenza e con questa a giustificare in parte la vergognosa attività dei CIE (Centri d’identificazione ed Espulsione) dove continuano le proteste, inascoltate degli ospiti detenuti. Molti documentari hanno affrontato il mondo dei CIE negli ultimi anni, da Vol Spécial di Fernand Melgar a To Whom It May Concern di Zakaria Mohamed Ali. Molti lavori dedicati ai CIE e alle vite negate che ruotano attorno a questi non-luoghi sono opera del lavoro di ZaLab che produce video partecipati e documentari lavorando sui temi dell’intercultura e mostrando situazioni di marginalità sociale. Tra questi documentari c’è Limbo diretto da Matteo Calore e Gustav Hofer andato in onda in anteprima su Rai3 – Doc 3 mercoledì 27 agosto.

Limbo racconta quattro storie di quattro famiglie che da un giorno all’altro si sono trovate divise. Quattro uomini migranti che vivono in Italia da anni dove vogliono costruirsi una vita e dove hanno una famiglia, sono fermati dalla polizia, trovati senza documenti e portati nei CIE a migliaia di chilometri dalle loro famiglie. Il documentario mostra cosa succede quando una famiglia viene divisa, segue i mesi di attesa che passano senza notizie su un futuro incerto: il racconto avviene attraverso le storie di Susanna Spano e del compagno Buochaib Ouahbi, di Cinthya Okolo e del marito Peter Muofnuanya, di Federica Santarpia e del compagno Abd El KarimIslam e di Josè Alejandro Romero e della sua famiglia al completo che vive in Italia. I quattro uomini sono portati nei centri di Roma, Trapani e Torino, in due casi le distanze sono enormi dal Nord all’estremo sud d’Italia, rendendo quasi impossibile anche le visite.

Limbo è indubbiamente il termine più adatto a descrivere la vita delle persone rinchiuse nei CIE: le giornate passano lente, senza libri, senza penne per scrivere, senza nulla da fare, c’è chi ricorda che almeno in carcere ci sono delle attività da svolgere, nei CIE c’è solo il nulla e l’attesa. Calore e Hofer hanno scelto di mostrare un lato dei CIE che non coinvolge solo chi finisce in questa trappola, ma anche chi resta fuori e aspetta con pazienza e paura quello che accadrà. L’elemento d’interesse di Limbo è il continuo parallelismo tra il mondo dentro e il mondo fuori i CIE raccontato da persone che hanno provato sulla loro pelle cosa vuol dire essere privato dei diritti, essere privato degli affetti, della famiglia, della propria vita, senza nessun motivo se non quello di non riuscire a rinnovare un permesso di soggiorno perché non si è trovato un lavoro.

Il racconto di Calore e Hofer è cronologico e si potrebbe dividere in quattro capitoli: introduzione, il distacco, l’attesa e il ricongiungimento. In ognuno di questi capitoli emergono tutte le contraddizioni che si trovano nell’essenza stessa dei CIE. Le modalità con cui si viene fermati e poi trasferiti: i racconti dei familiari che contattano le autorità per avere notizie e vengono rassicurati su un immediato ritorno, salvo poi scoprire che invece i propri cari sono stati portati a migliaia di chilometri di distanza in un CIE. L’attesa e le diverse reazioni di chi si trova dentro e di chi aspetta, le telefonate in cui si dichiara la volontà di tentare il suicidio nel caso in cui decidano per l’espulsione. Il momento della gioia in seguito alla notizia della libertà, lo spaesamento per ritrovarsi fuori dal CIE, nel mezzo del nulla, senza soldi, né modo di rientrare se non aspettando l’aiuto della famiglia e poi finalmente ritrovarsi.
Limbo è tutto questo, il racconto di un mondo che coinvolge migranti e non solo, un mondo ai margini che non si conosce e non è mai ascoltato.

Alice Casalini

Cast & Credits
Limbo
Regia: Matteo Calore, Gustav Hofer; sceneggiatura: Matteo Calore, Gustav Hofer, Andrea Segre; fotografia: Matteo Calore, Gustav Hofer; suono: Alberto Cagol; montaggio: Sara Zavarise; interpreti: Josè Alejandro Romero, Federica Santarpia, Abd El KarimIslam, Susanna Spano, Bouchaib Ouahbi, Cinthya Okolo, Peter Muofnuanya; origine: Italia, 2014; formato: HD; durata: ‘56; produzione: ZaLab, HIQ Productions; distribuzione: ZaLab; sito ufficiale: http://www.zalab.org/progetti-it/100/#.VALJ_hxgqyM;

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