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Jimi. All Is By My Side

di John Ridley

Quando Jimi James divenne Jimi Hendrix

Dopo un anno dalla prima proiezione al Toronto International Film Festival nella sezione “Proiezioni Speciali”, è uscito il 18 settembre nelle sale italiane Jimi: All Is By My Side, l’atteso biopic su Jimi Hendrix diretto dallo scrittore e regista afroamericano John Ridley, premio Oscar per la migliore sceneggiatura non originale per il film di Steve Mc Queen 12 anni schiavo. Ridley, da sempre attento alle microstorie di “ordinario” razzismo (è, ad esempio, in fase di post-produzione l’episodio-pilota, scritto diretto e prodotto da Ridley, “American Crime”, racconto di un omicidio e successivo processo segnati dal razzismo) ha impiegato cinque anni per realizzare il film biografico sul leggendario chitarrista.

Jimi è il racconto cinematografico di un momento di transizione, l’anno, tra il 1966 e il 1967, in cui Jimi James diviene Jimi Hendrix. Durante un’esibizione al Cheetah Club di New York, la fidanzata di Keith Richards, Linda Keith (Imogen Poots) ne coglie immediatamente il talento e presenta Jimi al produttore Chas Chandler, all’epoca ancora bassista degli Animals. Inizia così la trasferta londinese di Hendrix che porterà alla formazione della Jimi Hendrix Experience. Ad accompagnarlo alcune delle donne che hanno punteggiato la sua vita, Kathy (Hayley Atwell) e Ida (Ruth Negga), la quale, incarnando l’attivismo politico black degli anni Sessanta, spinge Jimi verso una maggiore consapevolezza razziale.

Ritratto attraverso piani stretti (Ridley predilige i primi piani e i dettagli), Jimi Hendrix rivive grazie all’eccezionale interpretazione di André Benjamin (anche co-produttore del film). Questi è André 3000, cantante degli OutKast, duo di Atlanta e primo gruppo importante del Southern Rap. La musica degli OutKast spazia fino ad abbracciare il funk e il pop, prosecuzione di uno spirito musicale che travalica i confini del genere per divenire musica tout court, disimpegnata e universale, come, al di là delle evidenti distanze, il rock psichedelico di Hendrix. Il progetto di Jimi si basava, infatti, sulla creazione di sonorità nuove che "colorassero" le strade, senza distinzioni razziali. Rilevante, a questo proposito, è la sequenza dell’incontro di Jimi con l’esponente del Black Power londinese Michael X. Jimi, fedele all’utopia hippy degli anni Sessanta, risponde a Michael X, il quale lo esorta a lottare per la "sua" gente e a svincolarsi dalle mani di coloro che lo dipingono come una "curiosità", che solo "quando il potere dell’amore supererà l’amore per il potere allora le cose cambieranno". Bisognerà aspettare il 1969 per la svolta "black" dell’ultima formazione di Hendrix, la Band of Gypsys.

Sviluppo di una fascinazione personale (l’ossessione di Ridley per il brano inedito "Send my love to Linda", e la curiosità di scoprire chi fosse questa donna e quanto avesse contribuito al successo di Hendrix), Jimi: All Is By My Side è una sorta di "prequel", di antefatto di una storia troppo conosciuta per essere raccontata. Restano fuori campo le droghe, la chitarra data alle fiamme o l’inno americano distorto, per lasciare spazio alle debolezze, le contraddizioni e le illusioni dell’uomo Jimi. Forse proprio la scelta di un racconto ridotto, limitato a un breve periodo conduce Ridley a uno sviluppo narrativo lineare, cronologico; a differenza, ad esempio, del visionario biopic I’m not there (2007) di Todd Haynes, dove, insieme all’intreccio, la stessa persona di Dylan veniva frantumata e manipolata. Unico espediente narrativo è l’inserimento di materiali di repertorio, introdotti nel racconto velocemente, per ricordarci il contesto in cui si svolgono le azioni. Notevole invece il lavoro sul suono operato dal sound designer Glenn Freemantle (vincitore del Premio Oscar per Gravity) che, utilizzando un montaggio sonoro discontinuo, favorisce uno sfasamento tra il suono e l’immagine, chiaro richiamo all’avanguardia cinematografica degli anni Sessanta.
John Ridley ci consegna un racconto attendibile, sobrio e appassionato, a scapito però di emozioni propriamente cinematografiche.

Valentina Lupi

Cast & CreditsJimi: All Is By My Side Regia: John Ridley; sceneggiatura: John Ridley; fotografia: Tim Fleming; suono: Glenn Freemantle; montaggio: Hank Corwin; interpreti: André Benjamin, Hayley Atwell, Imogen Poots, Ruth Negga, Andrew Buckley, Oliver Bennett, Tom Dunlea; origine: Regno Unito, Irlanda, Stati Uniti d’America, 2013; formato: HD, colore; durata: 118’; produzione: Darko Entertainment, Freeman Film, Matador Pictures, Subotica; distribuzione italiana: I Wonder Pictures

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