title_magazine

Comincia l’Ottobre Africano

di Riccardo Centola

Nel suo Africa - Tradizione e Modernità, Bernardo Bernardi ricorda che “per gli antichi Egiziani, per i Greci, per i Romani e per gli stessi europei fino alla fine del secolo XIX, le sorgenti del Nilo sono rimaste un mistero: ecco perché Lorenzo Bernini copre d’un velo il capo della statua del Nilo nella fontana dei Quattro Fiumi di piazza Navona, a Roma”. Oggi per scoprire le sorgenti del Nilo basta andare su google maps e risalirlo fino al lago Vittoria, ma l’Africa tutta continua a rimanere un mistero. In Italia le occasioni che permettono di affacciarsi su questo continente restano troppo brevi, frammentarie, raramente mediatizzate, invisibili ad un pubblico vasto. A causa di questa negligenza il nostro immaginario affoga in un mare inquinato da immagini ad effetto - sbarchi a Lampedusa, vittime dell’ebola, bambini poveri - che accumulandosi hanno determinato un’idea d’Africa sommaria, aberrante e distorta.

In questo deserto mentale il Festival Ottobre Africano, giunto alla dodicesima edizione, porta una sana pioggia fertilizzante a base di immagini, suoni, parole e incontri. Il Festival nasce a Parma undici anni fa su iniziativa dell’associazione di promozione sociale Le Réseau, nata per favorire la reciproca conoscenza e collaborazione fra immigrati e italiani e favorire una convivenza fondata sul rispetto, la comunicazione, lo scambio culturale. Per il suo carattere multidisciplinare il festival costituisce oggi un’occasione preziosa per ripensare e completare la nostra idea di Africa ed entrare in contatto con una parte del suo sterminato patrimonio culturale. Questa edizione, intitolata "Italia, intercultura e futuro", si propone di creare spazi di confronto della diversità culturale, di riflessione sugli scenari che una realtà multietnica e multiculturale sta aprendo nel nostro paese.

Quale futuro possiamo immaginare per l’Italia prossima ventura, quella che vede protagoniste le seconde generazioni afrodiscendenti? Questo è l’interrogativo che nell’edizione 2014 farà da traino ad una ricca offerta di eventi, proiezioni, conferenze, cene, mostre; un programma interamente ideato e promosso da persone di origini e cultura non italiane ma residenti stabilmente in Italia. A detta degli organizzatori "nel 2014 il nostro obiettivo è riflettere sulla cultura o le culture che conoscerà l’Italia del domani, sui cambiamenti futuri del paese, sulle possibili chiavi di lettura che contribuiranno alla creazione di un’Italia che appartenga a tutti coloro che la vivono e che ci vivono: l’Italia degli italiani, dei nuovi italiani e delle seconde generazioni".

Nel corso degli anni il festival, inizialmente confinato a Parma, ha continuato ad espandersi, guadagnando visibilità e partners organizzativi in tutta Italia. L’edizione che sta per aprirsi si svolgerà in cinque località: Reggio Emilia, Varese, Milano, Parma e soprattutto a Roma. Dal 27 settembre l’Institut Français Saint-Louis di Roma inaugura il festival con la mostra fotografica "Le voleur d’ombre" di Saïdou Dicko. Dicko è originario del Burkina Faso e ha vissuto per anni vicino alla sua famiglia, facendo il pastore nella zona del Sahel. Nel 2005 decide di trasferirsi a Dakar per dedicarsi alla pittura e alla fotografia. La mostra offre una carrellata di soggetti, umani e animali, ritratti sempre come ombre proiettate dal sole su superfici irregolari.

L’offerta di Ottobre Africano colpisce per la sua apertura multidisciplinare: calcio, cucina, teatro, danza, cinema, letteratura, pedagogia, fotografia, pittura, che diventano altrettante occasioni di incontro e condivisione di un’idea inclusiva di convivenza e conoscenza reciproca. Questa apertura è stata ribadita durante la conferenza stampa da Paola Menetti, presidente di legacoopsociali: “Quello che sta succedendo intorno al Mediterraneo è terribile. Sempre più spesso si parla di morte quando si racconta il rapporto fra Paesi diversi, e tutto ciò è inaccettabile. Per questo abbiamo deciso di impegnarci in questa bella iniziativa, perché crediamo fortemente che non si possa costruire un futuro migliore attraverso la chiusura, bensì attraverso l’apertura verso la vita, la diversità, le altre culture.”

Non resta che fare un grande in bocca al lupo a questo giovane festival che parte con un duplice auspicio: far cadere il velo d’ignoranza che ci separa dai nostri vicini africani e mostrare elementi di preziosa diversità nella nostra penisola, un’invito a ripensare l’Europa stessa non più come culla della civiltà ma provincia del mondo.

Per tutte le info e i programmi nella varie città, si rimanda al sito ufficiale del festival:
http://www.ottobreafricano.org/

Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
martedì 9 aprile 2019

Minervini in sala a maggio

CHE FARE QUANDO IL MONDO È IN FIAMME? (What You Gonna Do When the World’s on Fire?) il film (...)

lunedì 1 aprile 2019

Il Rwanda alla Casa delle Donne

RWANDA, IL PAESE DELLE DONNE è il documentario di Sabrina Varani che sarà proiettato lunedì 8 (...)

venerdì 29 marzo 2019

FESCAAAL 2019: Tezeta Abraham madrina

Il prossimo sabato 30 marzo alle ore 10.00 presso l’Auditorium San Fedele di Milano si terrà la (...)

mercoledì 27 marzo 2019

Fescaaal 2019: il premio Mutti-AMM2019

Viene presentato oggi al FESCAAAL di Milano - mercoledì 27 marzo, ore 19.00 - il Premio (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha