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Roma 9. Itar el-layl/The Narrow Frame of Midnight

di Tala Hadid

Un incontro tra solitudini in viaggio

Fotografa e regista londinese, Tala Hadid, di madre marocchina e di padre iracheno, esordisce come regista con un documentario su Pier Paolo Pasolini, Sacred Poet. Apprezzata come artista in tutto il mondo, i suoi lavori sono stati esposti in musei prestigiosi: al MoMa di New York, al Los Angeles County Museum, all’Institut du Monde Arabe di Parigi e alla Photographers’ Gallery di Londra.
Presentato in anteprima mondiale al Festival di Toronto e riproposto alla nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, nella sezione Cinema d’oggi, The Narrow Frame of Midnight è un film che racconta di un lungo viaggio, dal Marocco, alla Turchia, fino ad arrivare in Iraq.

Aicha e Zacaria persi per motivi diversi, si incontrano in questo lungo cammino alla ricerca infinita e disperata di persone che non troveranno mai e di una pace interiore lacerata dal passato e segnata da un sempre più duro presente.
Aicha è una bambina marocchina, sola al mondo, che è disgraziatamente capitata tra due criminali, Abbas e Nadia, i quali vogliono venderla in Europa per fare fortuna. Incontra per puro caso Zacaria, uno scrittore, delle stesse origini della regista, che rinuncia alla sua vita per dedicarsi alla ricerca infinita di suo fratello che ha lasciato moglie e figli, scomparendo sicuramente per fanatismi politico-religiosi che potrebbero averlo condotto fino a violente torture.

L’uomo diventa il suo salvatore, quello che per un breve viaggio la porterà con sé per metterla al sicuro nella casa di Judith, un’insegnante francese, sua vecchia compagna. Aicha e Zacaria non si incontreranno mai più all’interno del film, ma il fantasma dell’uomo continua ad essere presente nei pensieri e nei sogni di Judith; come dei flashback di ciò che è accaduto tra loro, altra vita segnata da dolori e disperazione forse per un figlio che non c’è più.

Sono due ricerche infinite quelle dei due protagonisti, mentre Aicha s’incammina verso una vita migliore di quella che ha trascorso, Zacaria, invece intraprende un percorso sempre più duro, verso quello che è un destino senza speranza e senza futuro, dove trova solo morte e disperazione. La forza e la determinazione della bambina, sono contrapposte alla debolezza e alla disperazione degli adulti che la circondano.

La regista mette in scena tutta la sua arte visiva, costruendo inquadrature perfette e spesso statiche come foto, dosando con moderazione la luce e sottolineando i momenti più significativi con il colore. Il grigio e la polvere della terra arida di posti massacrati dalle loro identità; il verde inteso ed acceso della foresta marocchina e delle distese dei campi che incorniciano i momenti di speranza e di riflessione; il rosso sangue dei mattatoi a cielo aperto e delle barbarie; il nero delle tuniche dense di dolore e di pesantezza che affliggono cuori privi di speranza.

La fotografia - ne è autore Alexander Burov, abituale collaboratore di Sokurov - è il punto di forza di questo lungometraggio che sottolinea quello che è il panorama circostante, la scarsità di dialoghi e la musica quasi inesistente amplificano le grida di dolore dei continui massacri di una popolazione.
A chiusura del film arriva l’inquadratura più bella, la fotografia più dura e veritiera che ti lascia impresso nella mente il significato della vita e della cultura di un paese arabo.

Francesca Iannantuoni | 9. Festival Internazionale del Film di Roma

Cast & CreditsItar el-layl / The Narrow Frame of Midnight
Regia: Tala Hadid; sceneggiatura: Tala Hadid; fotografia: Alexander Burov; montaggio: Joëlle Hache; scenografie: Delphine De Casanove; costumi: Myriam Laraki; effetti speciali: El Hassan Tib; interpreti: Khalid Abdalla, Marie-Josée Croze, Fadwa Boujouane, Hocine Choutri, Majdouline Idrissi, Hindi Zahara; produzione: Khadija Alami, Joslyn Barnes e Cat Villiers per Autonomous, Louverture Films, K Films e Asap Films origine: Marocco, Francia, Gran Bretagna, 2014; formato: DCP/HD, colore; durata: 93’, distribuzione internazionale: Wide.

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