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Roma 9. Trash

di Stephen Daldry

Una favela a lieto fine

A Rio, a fianco delle favelas c’è un’enorme discarica. E’ qui che lavora Raphael, un bambino di 14 anni, che un giorno trova tra una montagna di spazzatura un portafogli con soldi, foto ed una serie di numeri.
Così inizia Trash, presentato al Festival del Cinema di Roma nella sezione Gala. E’ l’adattamento cinematografico del romanzo omonimo di Andy Mulligan, qui abilmente sceneggiato da Richard Curtis (Quattro matrimoni e un funerale) e diretto da Stephen Daldry (Billy Elliot).

Dopo il ritrovamento, Raphael decide di non restituire il portafogli, bensì di intraprendere, insieme con gli amici Gardo e Rato, una cruenta caccia al tesoro tra cumuli di rifiuti, carceri e cimiteri. Un percorso che alla fine cambia definitivamente la loro vita.
E’ un accavallarsi frenetico di corse e rincorse tra le favelas di Rio, con la polizia brasiliana intenta a recuperare i soldi e i documenti sottratti al politico di turno. A sovraintendere tutto c’è il cattivissimo Frederico, un poliziotto corrotto che non esita a malmenare ed uccidere chiunque gli ostacoli la strada, sia che si tratti di uomini che di poveri bambini. Ma i ragazzi della spazzatura sono testardi e determinati a portare a termine la loro “missione”.

Le scene di inseguimenti tra stazioni metro e cavalcavia autostradali sono accompagnate dalla magistrale colonna sonora del brasiliano Antonio Pinto, che riesce a modificare l’atmosfera semplicemente passando da intense ballate ad un frenetico ed allegro samba: sono bambini, semplicemente bambini, e anche durante una fuga precipitosa non mancano di fermarsi a schernire gli inseguitori con balletti improvvisati… C’è un richiamo alle scene di danza (Billy Elliot) e la sceneggiatura fa l’occhiolino alle corse di Quattro matrimoni e un funerale.

Intense le interpretazioni del brasiliano Wagner Moura, visto precedentemente a fianco di Sonia Braga in Elysium, qui nei panni di Josè Angelo (colui che all’inizio getta il portafogli sul cassone di camion porta rifiuti e quindi dà il via alla storia) e anche quella di un ingrassato ed invecchiato Martin Sheen, il compassato Padre Julliard, un sacerdote che vive nei poverissimi quartieri di Rio e cerca di dare aiuto e conforto alla sua comunità.
Ma i veri protagonisti rimangono i tre bambini, scelti non casualmente come rappresentanti di tutto il genere umano: Raphael di carnagione olivastra e capelli neri, Rato, con capelli biondi, e Gardo, di chiare origini afroamericane. Il regista inglese non fa altro in conferenza stampa che lodare la loro bravura, la loro disponibilità e soprattutto il loro ottimismo. “Hanno moralità, determinazione e fede, e hanno bene in mente l’idea futura del Brasile, è qualcosa che mi sorprende, forse perché provengo da un paese cinico e depresso come l’Inghilterra”.

Forse è semplicemente una storia d’avventura, una favola a lieto fine, ma tra tanta spazzatura che gira nelle sale cinematografiche, ci piace lodare una spazzatura “ottimista e divertente”.

Giorgio Sgarbi | 9. Festival del Cinema di Roma

Cast & CreditsTrash
Regia: Stephen Daldry; sceneggiatura: Richard Curtis; fotografia: Adriano Goldman; musiche: Antonio Pinto; montaggio: Elliot Graham; interpreti: Rooney Mara, Martin Sheen, Rickson Tevez, Luis Eduardo, Gabriel Weinstein, Wagner Moura; origine: Gran Bretagna 2014; formato: 35 mm, colore; durata: 112’; produzione: O2 Filmes, PeaPie Films, Working Title Films; distribuzione: Universal Pictures.

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