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Roma 9. Black and White

di Mike Binder

Il destino di una bambina

In una Sala Sinopoli stipata in ogni ordine di posto l’ancora affascinante Kevin Costner presenta al Festival del Cinema di Roma Black and White, film che lo vede come protagonista e produttore.
Le aspettative del’attore premio Oscar (Balla coi Lupi) sono chiarissime: “L’argomento del film è talmente delicato che non pretendo di avere risposte, comunque per me le differenze rappresentano la bellezza del mondo. Purtroppo il razzismo è ancora un grosso problema in America:io non credo di poterlo risolvere, ma ho provato a fare un film autentico, non sulla schiavitù, ma su cosa sta succedendo oggi”.
E proprio di fronte all’argomento razzismo che gli Studios si sono tirati indietro, costringendo Costner ad investire i propri soldi.

La vicenda, ispirata ad una storia vera, inizia all’interno di una clinica di Los Angeles: il ricco avvocato Elliott Anderson (Kevin Costner) è sconvolto per la morte della moglie causata da un incidente stradale. Poco dopo apprendiamo che anche la figlia è morta anni prima per complicanze nel parto. Al mesto rientro nella grande villa con piscina appare una bambina nera con un cespuglio di capelli afro… È sua nipote, la piccola Eloise.

Mentre il nonno Elliott affoga il suo dolore nell’alcool, la nonna paterna Rowena Wee Wee (Octavia Spencer, premio oscar come miglior attrice non protagonista in The Help, 2012), chiede l’affidamento della bambina al padre Reggie (André Holland), un drogato che ha abbandonato la figlia. Tutta la storia di Black and White è incentrata su Eloise, ben interpretata dall’esordiente Jillian Estell; la bimba diventa suo malgrado oggetto di contesa tra Elliott e nonna Wee Wee.

Ci sono due veri e propri mondi molto diversi e lontani fra loro: il mondo dei bianchi: ville corredate di tutti i confort, scuole di lusso, auto esagerate e sempre lucide; dall’altra parte c’è il quartiere più modesto, confinato in periferia, case nettamente più piccole ma dense di famiglie numerose. Forse non è un caso da parte del regista canadese la riflessione contro la tv a tutti i costi: con Duvan (Mpho Koaho), il precettore assunto da Elliott per dare ripetizioni alla figlia, critico nel vedere Eloise sempre davanti allo schermo catodico, e al contrario i tanti plasma accesi in ogni stanza a casa di nonna Wee Wee; la netta sensazione è che non importa cosa trasmettano: partite di football, ricette di cucina, soap opera, l’importante è che la tv sia sempre accesa…

Il film, presentato nella sezione Gala, in collaborazione con l’autonoma e parallela Alice nella Città, è realizzato da Mike Binder, già abituato a dirigere attori importanti (Litigi d’amore con lo stesso Costner, Il diario di Jack con Ben Affleck, Reign Over Me con Adam Sandler). Il regista canadese, che ne cura anche la sceneggiatura, riesce a realizzare una buona pellicola su un tema attualissimo e scottante, con situazioni da commedia che stemperano un’atmosfera drammatica.
Come afferma Elliott nella sua arringa finale in tribunale, nella vita non ci sono black e white, ci sono soltanto buoni e cattivi, di qualsiasi colore.

Giorgio Sgarbi | 9. Festival Internazionale del Film di Roma

Cast & CreditsBlack and White (id.)
Regia: Mike Binder; sceneggiatura: Mike Binder; fotografia: Russ T. Alsobrook; musiche: Terence Blanchard; montaggio: Roger Nygard; interpreti: Kevin Costner, Octavia Spencer, Jillian Estell, Jennifer Ehle, Bill Burr, Mpho Koaho, Andrè Holland, Gillian Jacobs, Anthony Mackie, Paula Newsome; origine: Gran Bretagna, 2014; formato: DCP/HD, colore; durata: 121’; produzione: Sunlight Production, Treehouse Films; distribuzione: Good Films.

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