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Il ricco, il povero e il maggiordomo

di Aldo, Giovanni e Giacomo e Morgan Bertacca

Sulla pelle di qualcun altro

Dall’11 dicembre è in sala Il ricco, il povero e il maggiordomo, nona fatica del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, stavolta accompagnati in cabina di regia da Morgan Bertacca, già autore della versione per il grande schermo dell’ultimo spettacolo portato in tour dal trio, Ammutta muddica. Uscito in quasi 600 copie, il film deve confrontarsi con i record al box office stabiliti dalle opere precedenti: l’ultimo, La banda dei babbi Natale, uscito nel 2010, ha totalizzato poco meno 25 milioni di euro.
Tutto questo, tuttavia, interessa relativamente poco, almeno a noi. Se stiamo dedicando spazio a questo film su Cinemafrica è perché siamo stati richiamati in sala dal trailer, che dava massimo rilievo a una sequenza con Aldo venditore ambulante in blackface.

Nel film, Aldo interpreta appunto un ambulante, che vive a Milano con la madre vedova e insegue il sogno di una bancarella tutta sua ma nell’attesa di realizzarlo si arrangia a vendere merce, truccato da nero insieme a due africani doc. Un giorno la sua vita cambia. Inseguito dai vigili, viene investito da Giovanni, maggiordomo del rampante broker Giacomo, e subito portato nella sua ricca villa fuori città. Aldo accetta mille euro di risarcimento per l’incidente ma viene rimandato all’indomani per l’incasso, prendendosi i soliti insulti dalla madre, che lo considera un inetto e minaccia quotidianamente di suicidarsi. Lo stesso giorno, Giovanni si trova messo alle strette dalla cameriera Dolores, determinata a farsi impalmare dal maggiordomo, dopo due anni di attesa.

Se non che l’indomani, a causa di un colpo di stato in un remoto paese africano, sui cui fondi sovrani aveva investito tutti i suoi soldi (e quelli, pochi, di Giovanni), Giacomo si ritrova di colpo sull’orlo del fallimento. Ex-ricco ed ex-maggiordomo sono costretti a trasferirsi a casa del povero, assediato dalle donne ma bloccato dallo shock dell’abbandono da parte della fidanzata sull’altare, e legato a una squadretta sfigata di calcio di ragazzini dell’oratorio. Riusciranno i nostri (nostri? diciamo loro) eroi a rialzare le proprie fortune economiche e sentimentali, rimettendosi dal dissesto (Giacomo), recuperando l’amore di Dolores (Giovanni) e risolvendo i problemi con le donne (Aldo)? La soluzione sta nelle mani di quest’ultimo, chiamato a sedurre, nei panni di un improbabile petroliere azero, la banchiera Francesca Neri.

Intendiamoci, Aldo in blackface è questione che il film liquida in cinque minuti, vale a dire la sequenza d’apertura, in cui Baglio spaccia per vitiligine la sua bianchezza delle mani con due mature avventrici e scambia una battuta con i due compari neri di bancarella, per essere poi messo in fuga dai vigili e finire sotto la macchina che sappiamo. Chissà perché nei credits compare solo un nome africano, Abdoulaye Ndiaye, nel ruolo di un fantomatico personaggio dal nome Babatunde. Fatto sta che entrambi i neri altro non sono che figuranti, ma li ritroviamo, singolarmente, nella sequenza finale della cerimonia in cui tutti i nodi si sciolgono felicemente come da tradizione, accompagnati dalle rispettive consorti. Ci sono altre facce lontane dall’idealtipo italiota nella sequenza finale, in particolare alcuni bambini della squadretta allenata dal mister Aldo, tra cui un improponibile bomber chiamato Cina, un pickaninny chiamato simpaticamente Cioccoblocco, oltre naturalmente a Dolores, caliente latina spitfire, accompagnata da un coro mariachi che sembra uscito da uno spot d’antan di EstaThè.

Ridono e battono le mani, Babatunde (corpo senza personaggio), il suo compare di fenotipo (corpo senza nome) e tutti gli altri membri di questo scombiccherato team che riempie la sequenza di chiusura - United Colors of Minority. Felici e soddisfatti da questa rassegna di piccole e meschine facezie, che da una sovversione pigra e scontata del politicamente scorretto vira bruscamente nel finale a un ecumenismo clericale e doroteo da fiction Rai Uno prime time. Felici e soddisfatti, perché anche loro sono stati inclusi nel teatrino felice di questa Italietta del cinema che gioca a vivere la crisi nell’unico modo, imbarazzante, che conosce. Felici e soddisfatti, perché alla fine è vero o no che si divertono pure loro a vedersi simpaticamente alterizzati, minorizzati e sbeffeggiati da un riso che, fatta la tara dai riverberi di un illusorio carosello di segni, colpisce sempre gli stessi?

Perché stracciarsi le vesti davanti a un razzismo rappresentazionale percepito dai più come “a bassa intensità”? Forse qualche leader del Burgundi potrà risentirsi dall’essere accostato a un colpo di stato con successivo default finanziario? Che problema c’è a ridisseppellire un piccolo classico della canzone meneghina come I Wahha Put-Hanga di Walter Valdi («In d’ona foresta del Centro Katanga/ gh’era la tribù dei Vacaputanga./L’era ona tribù de negher del menga,/ grand e ciula e ballabiott», per citare il poeta)? Chi si risentirà mai dall’evocazione di una delle forme più originali del teatro statunitense, il minstrel show, che tanto ha allietato per decenni suprematisti, sostenitori del KKK e nostalgici del vecchio sud schiavista? Non lo ha fatto forse pure Luca Miniero, in un film uscito appena un mese fa?

Infatti i primi a ridere sono i negretti dell’iconografia blackface, che per definizione ridono sempre e battono le mani, felici e soddisfatti.

Leonardo De Franceschi

Cast & CreditsIl ricco, il povero e il maggiordomo
Regia: Aldo, Giovanni e Giacomo e Morgan Bertacca; sceneggiatura: Aldo, Giovanni e Giacomo, Valerio Bariletti, Morgan Bertacca, Pasquale Plastino; fotografia: Giovanni Fiore Coltellacci; scenografia: Eleonora Ponzoni; costumi: Patrizia Chericono; montaggio: Luigi Mearelli; musiche originali: Marco Sabiu, Charlie Rapino; suono in presa diretta: Tiziano Crotti; interpreti: Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Giuliana Lojodice, Guadalupe Lancho, Sara D’Amario, Massimo Popolizio, Rosalia Porcaro, Francesca Neri; origine: Italia, 2014; formato: HD DCP; durata: 102’; produzione: Paolo Guerra per Medusa Film - Agidi srl; distribuzione: Medusa Film; sito ufficiale: ilriccoilpoveroeilmaggiordomo.it

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