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Berlinale 2015: talenti africani del presente

di Maria Coletti

Festival Internazionale del Film di Berlino, 5-15 febbraio 2015

Inizia oggi la 65ma edizione del Festival di Berlino, uno dei festival cinematografici internazionali dall’aria più cosmopolita e in grado di attrarre e valorizzare i talenti cinematografici provenienti da ogni angolo di mondo e sempre più attento anche alle cinematografie africane o diasporiche.
Anche quest’anno dunque il festival si annuncia interessante per chi, come noi di Cinemafrica, segue il destino e l’evoluzione del cinema degli autori contemporanei africani.

Innanzitutto salutiamo con gioia e curiosità il ritorno del sudafricano Mark Dornford-May, Orso d’Oro a Berlino nel 2005 per il suo U-Carmen eKhayelitsha, brillante adattamento della Carmen di Bizet: ci riprova con l’Opera, stavolta con Puccini, presentando in proiezione speciale, in compagnia della moglie Pauline Malefane (la protagonista di U-Carmen), il film Breathe Umphefumlo (La Bohème). Girato in lingua xhosa, il film segue il destino maledetto dei due amanti interpretati da Busisiwe Ngejane e Mhlekazi Mosiea.

Due film da tenere d’occhio anche nella sezione Panorama.
Sempre dal Sudafrica, il regista Sibs Shongwe-La Mer, scoperto nell’atelier di post produzione del progetto Final Cut di Venezia 2013 e poi nel programma Open Doors di Locarno 2014, che sarà in concorso con la sua opera prima Necktie Youth, sul malessere della gioventù sudafricana post apartheid.
Sempre in Panorama, un altro grande ritorno: il regista marocchino Hicham Lasri, che si è imposto internazionalmente con lo sguardo sovversivo sulla società marocchina dimostrato nei primi due film (The End e C’est eux les chiens), presenta a Berlino il suo terzo lungometraggio. Anche con Al Bahr Min Ouaraikoum (The Sea Is Behind) a quanto pare il regista non ha paura di far saltare tutti i codici (cinematografici e non) e racconta il percorso struggente di un uomo, spezzato dalla vita, che si guadagna da vivere travestito da donna.

Selezionato in Panorama, ma in lizza anche per il Teddy Award – il più importante riconoscimento internazionale attribuito a un film sui diritti LGBT – da non perdere il film del keniota Jim Chuchu, del collettivo The Nest: Stories of Our Lives sulla vita di omosessuali e lesbiche in Kenya è stato acclamato a Toronto nel settembre 2014, ma ha causato l’arresto del produttore George Gachara e la messa a bando del film dalle autorità keniote.

Ancora un regista sudafricano presente in cartellone, nella sezione Generation 14plus: parliamo di Teboho Edkins con il suo Coming of Age, che racconta la vita di un gruppo di adolescenti in un villaggio isolato del Lesotho e che era stato premiato nel programma Open Doors del Festival di Locarno 2014.

Infine, troviamo diversi titoli interessanti di autori africani nella sezione Forum Expanded.
Iniziamo con il camerunese Jean Pierre-Bekolo, tra i più visionari e combattivi della sua generazione, che presenta Les Choses et les mots de Mudimbe, sul filosofo congolese Valentin-Yves Mudimbe.
Dall’Egitto arrivano invece tre produzioni di giovani cineasti: Barra Fel Share’ (Out on the Street) di Jasmina Metwaly e Philip Rizk; Acapella di Islam Safiyyudin Mohamed; Wa Ala Saeeden Akhar (And on a Different Note) di Mohammad Shawky Hassan.

Sempre in Forum Expanded, troviamo infine tre titoli da Burkina Faso, Uganda e Sudafrica.
Il regista burkinabè Michel K. Zongo (La sirène de Faso Fani) analizza e spiega il declino della lavorazione del cotone nel suo paese, che era stato invece uno dei perni della rivoluzione di Thomas Sankara.
Il collettivo ugandese Yes ! That’s Us si interessa alla condizione dei moto-taxi di Kampala (chiamati “Boda Boda”), nel film The Boda Boda Thieves [nella foto], un dichiarato omaggio al neorealista Ladri di biciclette.
Il sudafricano Mpumelelo Mcata presenta invece con il suo Black President, una riflessione sul rapporto fra gli artisti africani e il mondo globalizzato attraverso il ritratto dell’artista del Zimbabwe Kudzanai Chiurai.

Per informazioni più dettagliate sui film e sul programma, rimandiamo al sito ufficiale del festival :
https://www.berlinale.de/en/HomePage.html

Per chi legge il francese, rimandiamo anche all’approfondita presentazione di Claire Diao su Le Monde:
http://www.lemonde.fr/afrique/article/2015/01/30/berlinale-2015-afrique-nouvelle-generation_4567104_3212.html

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