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Cannes 68. AfroCannes: la nostra selezione

di Maria Coletti

Festival de Cannes, 13-24 maggio 2015

Sta per aprire i battenti la 68ma edizione del Festival di Cannes e, come di consueto, vi presentiamo il programma in cartellone, proponendo la nostra selezione di film di registi africani, afrodiscendenti o che affrontino tematiche legate all’Africa e alle sue diaspore e contaminazioni.
Per la verità, almeno nelle varie sezioni ufficiali, non si tratta di un programma ricchissimo, ma quanto meno la Croisette conferma di avere un certo interesse per i film che arrivano dal continente africano o da afrodiscendenti, e sicuramente nello spazio del Village International, negli stand dei paesi africani e non solo, avremo modo di scovare altri film, meno noti ma non meno interessanti.

Ma veniamo al programma.

Innanzitutto segnaliamo il ritorno a Cannes di Souleymane Cissé, regista maliano e uno dei maestri del cinema africano, che abbiamo avuto la fortuna di conoscere personalmente e a cui abbiamo dedicato la prima monografia in assoluto pubblicata su di lui (in versione spagnola per il FCAT che era allora a Granada e poi in versione italiana): Souleymane Cissé. Con gli occhi dell’eternità. Con il suo nuovo film presentato come Proiezione Speciale, Oka (Notre maison) - con cui il regista torna a Cannes a sei anni da Min ye - Cissé racconta la storia di una casa e di un artista. La casa è per lui il legame con i genitori, con la sua storia e le sue memorie, ma un giorno del 2008 le sue sorelle sono sfrattate e costrette ad andarsene. La battaglia per la verità spinge l’artista a prendere la parola e ad intraprendere una difficile lotta. E così, attraverso la storia di questa casa, il regista racconta anche la storia del suo paese, il Mali, un paese che affonda nella guerra dimenticando la propria tradizione di tolleranza che lo aveva caratterizzato dall’indipendenza.
E’ con grande emozione e curiosità che aspettiamo di poter vedere e recensire il film, dedicato alla grande montatrice Andrée Davanture (che ci ha lasciato l’anno scorso), e che Serge Toubiana, direttore della Cinémathèque Française, descrive come una saga familiare, la saga dei Cissé, una autobiografia raccontata da molteplici voci.

Una grande novità è invece in cartellone a Un Certain Regard, dove troviamo l’opera prima di Yared Zeleke, Lamb: il primo film dell’Etiopia ad essere selezionato ufficialmente a Cannes.
L’Etiopia non ha una grande storia dal punto di vista cinematografico: fra i nomi internazionalmente noti ricordiamo, fra i padri fondatori del cinema etiope, Haile Gerima (Harvest: 3,000 Years, 1976; Sankofa, 1993; Adwa - An African Victory, 1999; Teza , 2009), che si è trasferito negli Usa negli anni Settanta, mentre tra le recentissime produzioni si è distinto Zeresenay Mehari con il suo Difret, presentato nei festival internazionali e uscito anche in Italia. Con la sua opera prima, film prodotto dalla casa di produzione etiope Slum Kid Film, fondata da Ama Ampadu, Zeleke costruisce un racconto di formazione che ruota attorno alla storia di Ephraim, un bambino di 9 anni inseparabile dalla sua pecora Chuni. Un affetto profondo, che aumenta nel ragazzino dopo la morte della madre e il suo conseguente trasloco a casa di parenti, in una zona più verde e meno afflitta dalla carestia. Ma Ephraim non si adatta e quando lo zio gli chiede di uccidere Chuni, in occasione di una festa, cerca di escogitare una soluzione per salvare la pecora e tornare da suo padre.

Voltiamo pagina e passiamo alla Quinzaine des Réalisateurs, dove troviamo due film da vedere assolutamente.

Innanzitutto Much Loved di Nabil Ayouch, talentuoso cineasta e nome di punta della nuova generazione di cinema marocchino che si è rivelato negli anni Novanta con Ali Zaoua.
Much Loved è una sorta di melodramma sociale in cui si intrecciano le storie di quattro prostitute che vivono ai margini della società e si confrontano in maniera complessa con le proprie famiglie. Siamo a Marrakech. Noha, Randa, Soukaina, Hlima e le altre vivono di amori a pagamento. Sono puttane, puri oggetti di un desiderio altrui. I corpi si esibiscono e si eccitano al ritmo della musica, il denaro circola al ritmo dei piaceri e delle umiliazioni subite. Ma loro, gioiose e complici, fiere ed emancipate, sopravvivono e resistono a una violenza maschilista di una società che le sfrutta e insieme le disprezza.
Una sfida davvero grande quella di Ayouch: vedremo se riuscirà a vincerla, senza cadere nei cliché spesso legati all’immagine delle donne arabe.

Un altro film da non perdere alla Quinzaine è Fatima del regista francese Philippe Faucon: un’altra storia tutta al femminile che ruota attorno a una famiglia maghrebina.
Fatima vive sola con le due figlie: Souad, 15 anni, adolescente ribelle, e Nesrine, 18 anni, che studia medicina. Fatima non parla bene il francese e vive questa difficoltà come una frustrazione e un ostacolo nel rapporto quotidiano con le figlie. Per offrire loro un futuro migliore lavora tutto il giorno come donna delle pulizie. Un giorno cade dalle scale: costretta a riposo, Fatima inizia a scrivere in arabo tutto quello che non è riuscita finora a dire alle sue figlie in francese.

Infine, segnaliamo un’altra opera prima molto promettente. Si tratta del lungometraggio di debutto di Jonas Carpignano, Mediterranea, che è stata selezionata alla Semaine de la Critique, sezione generalmente focalizzata sulla scoperta di nuovi talenti.
Mediterranea nasce dalla rielaborazione di un precedente cortometraggio di Carpignano, A Chjana, e narra la storia di un giovane del Burkina Faso che decide di emigrare in cerca di un futuro migliore, compie il periglioso viaggio verso l’Italia, per scoprire infine di essere impreparato all’intolleranza con cui vengono accolti gli immigrati nel nostro paese.
Jonas Carpignano – un italoafroamericano o un italoamericano birazziale come si definisce, nato da padre italiano e madre afroamericana e vissuto fra New York e Roma - appartiene alla schiera dei talentuosi registi afrodiscendenti che vivono in Europa e in Usa, e la sua propria storia racchiude simbolicamente quella dell’Italia del XXI secolo, che si fatica ad accettare, ma è già realtà.
Speriamo di poter anche incontrare e intervistare Carpignano durante il festival.

Un ultimo prezioso tassello si aggiunge al puzzle africano presente al Festival di Cannes 2015: la versione restaurata di La Noire de... di Ousmane Sembene, regista senegalese e padre del cinema africano, "doyen des doyens", sarà infatti presentata all’interno della sezione Cannes Classics.
Il film è stato restaurato dalla World Cinema Foundation di Martin Scorsese in collaborazione con Cineteca di Bologna, Sembene Estate, Ina, Eclair Laboratoires e CNC, mentre le lavorazioni sono state effettuate presso l’Immagine Ritrovata.
La Noire de... , presentato a Cannes nel 1966 dove vinse il Premio Jean Vigo, è una forte parabola sul lato oscuro delle indipendenze africane e della cooperazione francese e insieme della condizione femminile.
A Cannes Classics il film sarà preceduto dalla proiezione di Sembene!, documentario di Samba Gadjigo e Jason Silverman su uno dei padri, delle pietre miliari del cinema africano e mondiale.

Segnaliamo infine alcune personalità africane o afrodiscendenti presenti a Cannes nelle giurie ufficiali.
La musicista, autrice, cantante maliana Rokia Traoré è nella giuria del Concorso ufficiale; il regista mauritano Abderrahmane Sissako è Presidente della giuria della Cinéfondation; mentre l’attore francese di origini algerine Tahar Rahim fa parte della giuria di Un Certain Regard.

Qui di seguito il riepilogo dei film e delle proiezioni.

PROIEZIONE SPECIALE

OKA ( Notre maison ) di Souleymane Cissé
Giovedì 21, ore 19.15, Salle du 60ème

UN CERTAIN REGARD

LAMB di Yared Zeleke
Mercoledì 20, ore 16.30, Salle Debussy
Giovedì 21, ore 17, Salle Bazin

QUINZAINE DES REALISATEURS

MUCH LOVED di Nabil Ayouch
Martedì 19 maggio, ore 14.15 e 21.30, Théâtre Croisette,
Mercoledì 20 maggio, ore 11.30, Cinéma Les Arcades
Mercoledì 20 maggio, ore 21, Studio 13

FATIMA di Philippe Faucon
Mercoledì 20 maggio, ore 12.15 e 20, Théâtre Croisette,
Giovedì 21 maggio, ore 11.30, Cinéma Les Arcades
Giovedì 21 maggio, ore 21, Studio 13

SEMAINE DE LA CRITIQUE

MEDITERRANEA di Jonas Carpignano
Martedì 19 , ore 11.30 – 17 – 22, Miramar
Mercoledì 20, ore 8.30, Miramar
Mercoledì 20, ore 14, La Licorne
Giovedì 21, ore 16, Studio 13

CANNES CLASSICS

Sembene! di Samba Gadjigo e Jason Silverman
Venerdì 15 maggio, ore 17.15 – Salle Bunuel

La Noire de… di Ousmane Sembène
Venerdì 15 maggio, ore 18.45 - Salle Bunuel

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