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Pitza e datteri

di Fariborz Kamkari

C’è posto per tutti

A cinque anni di distanza dal suo ultimo lungometraggio, Fariborz Kamkari torna nella sale con una commedia ambientata a Venezia, Pitza e datteri. Distribuito dalla Bolero Film, l’ultimo lavoro del regista curdo è nelle sale italiane con 60 copie dal 28 maggio.
Nel 2010 il film I fiori di Kirkuk, presentato al Festival di Roma, ha avuto successo in molti altri festival internazionali vincendo molti premi: tratto dall’omonimo romanzo scritto dallo stesso Kamkari, il film racconta una storia d’amore disperata in uno scenario di guerra e la protagonista è una donna forte, intelligente e coraggiosa.
Pitza e Datteri è una commedia divertente, leggera, delicata ma intelligente, nella quale si ricorda la libertà e il diritto di pregare per ogni uomo e ogni donna, qualunque sia il suo credo, in qualunque posto si trovi, perché c’è spazio per tutti.

Un giorno come tanti, nella moschea di Venezia si prega in diretta skype con un Imam al Cairo. I Carabinieri entrano nella moschea, arrestano un uomo e in breve la comunità musulmana si ritrova senza un luogo in cui pregare perché Zara, la ex moglie dell’uomo arrestato, decide di riprendersi il locale affittato alla comunità per ristrutturarlo e aprire un negozio di parrucchiere unisex. La comunità, composta da un piccolo gruppo di credenti provenienti da vari paesi, tra cui un egiziano, capo della comunità (Hassani Shapi), un curdo (Giovanni Martorana), un africano (Gaston Biwolè) e un italiano convertito (Giuseppe Battiston), si trova senza un luogo dove pregare e decide di far venire un Imam per risolvere il problema. Arriva così un giovanissimo Imam dall’Afghanistan, un ragazzo che tiene gli occhi bendati per non essere corrotto dall’Occidente e che, colpito dall’odore del mare che non ha mai visto, decide di togliersi la benda e osservare. Iniziano una serie di rocamboleschi tentativi per riconquistare la moschea perduta fino a quando non arriva un aiuto inaspettato.

Pitza e Datteri è all’apparenza una semplice commedia ma con elegante naturalezza si spinge oltre raccontando con toni a volte da fiaba il possibile mondo ideale e non violento nel quale tutti hanno diritto a professare liberamente la propria fede. Kamkari arriva a questo facendo scontrare e confrontare i protagonisti con le storture e le contraddizioni del fondamentalismo. Tra i vicoli e i canali di Venezia il regista curdo aziona una macchina che mette a confronto uomini e donne, estremismi e diverse religioni, evitando i luoghi comuni o portandoli all’eccesso per mostrarli nella loro follia. La prima soluzione che l’imam offre alla comunità per riprendersi la moschea è la lapidazione della bella Zara (Maud Buquet). Ma Kamkari porterà lo scontro tra l’Imam e Zara fino all’eccesso per poi arrivare a un punto d’incontro e comprensione reciproca profonda.

Il regista gioca con i vari elementi portandoli fino all’estremo per poter poi arrivare ad un punto di equilibrio: questo vale per tutti con una eccezione, Bepi, l’unico italiano del gruppo convertito all’Islam, il più fondamentalista, che alla fine del film diventa il simbolo della follia degli estremismi religiosi. In Pitza e Datteri si mescolano molti elementi e si riflette su quante possibili soluzioni ci siano per risolvere un problema venendo incontro alle esigenze di tutti. Mentre gli uomini cercano di riprendere per forza il locale di Zara, le donne all’interno del salone, discutono e si confrontano. Fatima (Esther Elisha) musulmana e rivoluzionaria, conduce le donne nella battaglia per i loro diritti, compreso quello alla preghiera. Il giovane imam che soffre per la presenza di tutta l’acqua che li circonda, così tanta da terrorizzarlo, è la chiave per il cambiamento: un ragazzo orfano cresciuto in un ospedale gestito da italiani, trova se stesso e capisce come essere un buon imam per la sua comunità, iniziando proprio a gestire quella di Venezia, facendo pregare insieme uomini e donne.

In un’ora e mezza di film Kamkari mostra l’evoluzione di una piccola comunità musulmana, un microcosmo che esplode a causa delle sue contraddizioni e degli estremismi e che riesce però a ricomporsi con un nuovo sereno e pacifico equilibrio.

Alice Casalini

Cast & CreditsPitza e Datteri
Regia: Fariborz Kamkari; sceneggiatura: Antonio Leotti, Fariborz Kamkari; fotografia: Gogò Bianchi; musiche originali: L’Orchestra di Piazza Vittorio; montaggio: Mirco Garrone; scenografia: Susanna Codognato; costumi: Francesca Leondeff; interpreti: Giuseppe Battiston, Maud Buquet, Mehdi Meskar, Hassani Shapi, Giovanni Martorana, Gaston Biwolè, Esther Elisha, Monica Zuccon, Hafida Kassoui, Glaucia Paola Virdone, Leonardo Castellani, Alessandro Bressanello; origine: Italia, 2015; formato:1.85, Dolby Digital; durata: 92’; produzione: Far Out Films in associazione con Adriana Chiesa Enterprises e Acek; distribuzione: Bolero Film; sito ufficiale: https://www.facebook.com/pitzaedatteri

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