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Roma 10. Rio 40 Graus

di Nelson Pereira dos Santos

Rio, un ritorno al passato

La decima edizione della Festa del Cinema di Roma è giunta alla sua conclusione. Tra i pochissimi film d’interesse panafricano selezionati in questa edizione, c’è stato sicuramente Rio 40 Graus di Nelson Pereira dos Santos. Il film del 1995, diretto dal più importante rapprsentante del cinema novo brasiliano, insieme a Glauber Rocha, è stato presentato all’interno della sezione "I film della nostra vita". Rio 40 Graus è il primo lungometraggio di finzione diretto da Pereira dos Santos. Il regista inizia le riprese del film nel 1954 dopo essere stato un periodo in Europa dove ha avuto modo di scoprire il Neorealismo. In Rio 40 Graus il regista importa il metodo neorealista nel contesto delle favelas di Rio, raccontando la vita quotidiana di questi luoghi.

Una domenica mattina come tante in una favela di Rio cinque bambini si organizzano per andare a vendere le arachidi. I ragazzi s’incontrano e prendono accordi per dare ognuno una quota per acquistare un pallone. I bambini lasciano la loro favela per vendere arachidi nei quartieri ricchi della città e si dividono nei vari quartieri strategici, da Copacabana al Maracanã passando per lo zoo. Le piccole avventure dei ragazzi s’intrecciano con molte altre storie che il regista segue alternandole e tornando periodicamente nella favela dove descrive la giornata delle famiglie dei ragazzi, di due madri in particolare, una delle quali malata e della sorella di uno dei ragazzi, Alice, che sarà la regina della Samba della festa che si svolgerà la sera stessa e che tutti aspettano.

Rio 40 Graus sembra in apparenza un semplice film nel quale si racconta la vita di Rio e dei suoi abitanti, ma la descrizione di questa realtà avviene attraverso un occhio attento che osserva ogni piccolo elemento ricostruendo, tassello per tassello, una società convulsa dalla quale riesce a far emergere un mondo sommerso, tenuto sempre al margine: Pereira dos Santos gira infatti in un quartiere povero, utilizzando come attori molti veri abitanti del posto. La scena dello zoo e del bambino che perde la lucertola Catarina è un esempio significativo di come il regista mostra le differenze sociali che segnano solchi profondi tra gli abitanti della città. L’elemento veramente innovativo che pone Rio 40 Graus tra i film che hanno segnato la storia del cinema brasiliano è proprio il fatto che i protagonisti siano gli abitanti delle zone più povere e disagiate, fino a questo momento praticamente ignorate dal cinema.

Pereira dos Santos esplora e osserva, cercando di tenersi lontano da possibili stereotipi, il tessuto sociale, multiculturale e multietnico, che caratterizza la città di Rio. Da questa osservazione emerge chiaramente come alle differenze sociali corrispondono differenti colori di pelle. Gli abitanti che hanno origini africane, figli degli schiavi, sono quelli che vivono ai margini, i poveri, mentre le parti ricche della città sono quelle abitate dai discendenti dei colonizzatori europei. In tal senso, in una città dai mille strati che si mescolano solo in apparenza, il titolo del film può riferirsi, oltre che alla temperatura calda, anche al fermento sociale che si surriscalda. A differenza di molti anni la città di Rio presenta ancora quelle differenze e un clima sociale sempre caldo e pronto ad esplodere.

Alice Casalini | 10. Festa del Cinema di Roma

Cast & CreditsRio 40 Graus
Regia: Nelson Pereira dos Santos; sceneggiatura: Nelson Pereira dos Santos, Arnaldo de Farias; fotografia: Hélio Silva; suono: Silvio Rabelo; montaggio: Rafael Justo Valverde; scenografia: Júlio Romito, Adrian Samailoff; musica: Radamés Gnatalli; interpreti: Sofia Alcalai, Haroldo Alves, Jesebel Alves, Niltoj Apolinário, José Carlos Araújo, Roberto Bataglin; origine: Brasile, 1955; formato: 35 mm, Mono, B/N; durata: 96’; produzione: Equipe Moacyr Fenelon; distribuzione: Columbia Pictures do Brasil.

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