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35 FCAV. A Verona un mosaico di immagini sull'Africa

di Maria Coletti

XXXV edizione del Festival del Cinema Africano di Verona

«“Quando l’Africa cambia, quando il mondo cambia e le prospettive diventano instabili, anche le immagini dell’Africa e degli africani devono cambiare”. È proprio questa la percezione che la Settima Arte del continente africano offre a chiunque diventi fruitore dei film che produce. Un cinema che diventa sempre più specchio di una società multiforme e frammentaria nella sua evoluzione; un cinema liquido nella sua espressività artistica e stilistica, variegato nelle prospettive e nelle storie che vuole raccontare».

Questo è lo spirito della XXXV edizione del Festival del Cinema Africano di Verona (6-15 novembre 2015), nelle parole della direzione artistica, composta da Giusy Buemi, Stefano Gaiga e Vanessa Lanari. Una edizione come al solito molto ricca e piena di eventi culturali accanto alle proiezioni dei film.
Nelle tre sezioni in concorso, Panoramafrica, Africa short e Viaggiatori&Migranti, il festival intreccia le opere di registi alla prima esperienza filmica e giovanissimi, con quelle dei maestri riconosciuti a livello internazionale.

Ma vediamo più nel dettaglio il programma.
Nella sezione Panoramafrica troviamo innanzitutto alcuni titoli di registi affermati che già sono stati presentati e apprezzati nei festival internazionali, da Raoul Peck (Meurtre à Pacot) a Merzak Allouache (Madame Courage) passando per i più giovani Cheick Fantamady Camara (Morbayassa) e Zeresenay Mehari (Difret). Da tenere d’occhio anche altri film recentissimi e non meno interessanti.
In The Boda Boda Thieves di Donald Mugisha (Uganda/Kenya/Sudafrica/Germania 2015), liberamente ispirato a Ladri di biciclette, Abel vive a Kampala e, come tutti i suoi coetanei, non ha alcuna prospettiva per il futuro. La sua vita cambierà quando il padre, guidatore di boda boda (mototaxi), a causa di un incidente deve fermarsi e abbandonare il lavoro.
Grande attesa anche per la nuova commedia del veterano delle risate, l’algerino Mahmoud Zemmouri, ovvero Certified Halal: in un remoto villaggio dell’Africa settentrionale, due convogli nuziali si scontrano intorno al piccolo edificio di Marabout. Nello scompiglio, le famiglie confondono le spose a causa del velo identico che entrambe indossano. Le donne, seppur con vissuti diversi, rivoluzioneranno il loro piccolo mondo tradizionale.
Un altro film sulla condizione femminile, in chiave di commedia, è quello della sudafricana Sara Blecher con Ayanda and the Mechanic, in cui Ayanda, giovane ragazza di 21 anni, vuole recuperare e rilanciare l’officina del padre morto otto anni prima. Tra il sogno di costruirsi un futuro dignitoso e la tenacia nel raggiungere questo obiettivo, c’è la lotta quotidiana contro la difficoltà del vivere in una società maschilista.

Non meno interessante la sezione competitiva Viaggiatori&Migranti, dove vengono presentati film di registi italiani che riguardano il continente africano o le sue migrazioni, oppure lavori di registi di seconde generazioni, che tessono ponti cinematografici fra culture, paesi e confini geografici.
Non potevano mancare due titoli fondamentali: Come il peso dell’acqua di Andrea Segre e Mediterranea di Jonas Carpignano.
Accanto a loro e a diversi altri film da scoprire, segnaliamo qui altri due film a cui noi di Cinemafrica siamo molto legati. In Asmarina di Alan Maglio e Medhin Paolos, viene raccontata la comunità eritrea/etiope, presente in Italia da almeno mezzo secolo, integrata nel tessuto cittadino milanese in maniera socialmente e culturalmente attiva. Il film raccoglie l’eredità delle storie personali e indaga le sfumature dell’identità e della migrazione, portando alla luce gli effetti dell’eredità postcoloniale.
Un altro intreccio di luoghi, memorie e desideri è quello che avviene in Luoghi comuni di Angelo Loy, regista attento e acuto che riesce a smontare tutti i luoghi comuni, appunto, sul mondo dell’immigrazione: il film racconta la storia di Mona, una donna egiziana in Italia da 18 anni, che sogna di tornare in Egitto; i suoi due figli, entrambi nati in Italia, amano l’Egitto ma non lascerebbero mai l’Italia; suo marito Ahmed detesta l’Egitto e non ama l’Italia. Troveranno un “luogo comune”?

Tanti registi e film anche nella sezione competitiva dedicata ai cortometraggi, Africa Short, in cui alcuni sono presentati in prima visione italiana: Maman(s) di Maïmouna Doucouré (Senegal 2015), Les Avalés du grand bleu di Maxime Kossivi Tchincoun (Togo 2015), Kwaku di Anthony Nti (Ghana 2014) e Action Afrique Verte di Eric Rivot (Mali 2015).

Da segnalare anche due eventi speciali: la proiezione di Timbuktu di Abderrahmane Sissako nell’ambito dei “I Martedì del Mondo”, aspettando il festival, e la proiezione per bambini e famiglie del lungometraggio di animazione Le avventure di Zarafa – Giraffa giramondo di Rémi Bezançon e Jean-Christophe Lie.

Accanto alla programmazione cinematografica, il festival cura anche diversi eventi dedicati alle culture africane, con concerti, incontri e presentazioni di libri. Tra le presentazioni della sezione Book Corner anche una che ci riguarda da vicino.
Venerdì 13 novembre alle 18, presso la Libreria Libre!, verrà infatti presentato il nuovo volume della collana Studi Postcoloniali di Cinema e Media curata dal nostro Leonardo De Franceschi: Lagos Calling. Nollywood e la reinvenzione del cinema in Africa, a cura di Alessandro Jedlowski e Giovanna Santanera (Aracne 2015), alla presenza di De Franceschi e Jedlowski.

Un primo appuntamento da non perdere anche domani, 30 ottobre, per Aspettando il Festival, al Teatro Camploy (via Cantarane 32 – Verona): alle 18.00 una Tavola rotonda e il cortometraggio Il miracolo del pane, ambientato attorno a un forno d’argilla in un remoto villaggio del Senegal; alle 21 il concerto dell’Orchestra Multiculturale Mosaika, diretta da Marco Pasetto e Tommaso Castiglioni, per un evento in collaborazione con il Cartello “Nella mia città nessuno è straniero” ed il contributo del Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Verona.

Per il programma completo del Festival e degli altri eventi, rimandiamo al sito ufficiale: http://festivalafricano.altervista.org/festival/

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