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26 JCC. L'Homme qui repare les femmes

di Thierry Michel

“L’avvenire del nostro paese è di queste donne formidabili”

Ha inaugurato la sezione parallela “Séances speciales” della 26esima edizione delle JCC (Journées Cinémathographiques de Carthage) un film belga, L’Homme qui répare les femmes: La colère d’Hippocrate, risultato del lungo lavoro giornalistico di Colette Braeckman e dell’esperienza documentaristica di Thierry Michel, regista engagé che ha alle spalle già diversi documentari sulla Repubblica Democratica del Congo (Zaïre, le Cycle du serpent, Les Derniers Colons, Nostalgie post-coloniale, Mobutu, Roi du Zaïre, Congo River).

“L’Homme qui répare les femmes” è il dottor Mukwege, ginecologo congolese che ha dedicato il proprio lavoro alla cura delle donne vittime di violenze sessuali. Mukwege ha aperto nel 1998 a Bukavu (capoluogo della regione del Kivu, a est della Repubblica Democratica del Congo) l’Hôpital Panzi dove accoglie le donne vittime di abusi, aiutandole non solo dal punto di vista fisico (Mukwege è riconosciuto come uno dei migliori specialisti mondiali nella cura di danni fisici interni causati da stupro) ma anche psicologico e giuridico. Dopo un periodo in Belgio in seguito a un attentato subito nella propria abitazione a Bukavu, Mukwege torna in Congo reclamato da tutte le donne che continuano ad aver bisogno del suo aiuto. Qui vive tutt’oggi, scortato dai caschi blu dell’Onu, conducendo il suo lavoro di medico e attivista dei diritti delle donne.

Le donne sono centrali nella parabola del documentario, portano avanti il discorso filmico con coraggio e dignità, decise a testimoniare davanti alla macchina da presa le atrocità che hanno subito. E sono loro, le donne, che insieme al dottor Mukwege, hanno organizzato un’associazione femminile per chiedere giustizia affinché i crimini sessuali non rimangano impuniti. Alla base del lavoro quasi taumaturgico (le pazienti chiamano il dottore “il Messia”) di Mukwege c’è la volontà civile di trasformare lo stato delle cose e immaginare una società più giusta che dia valore alla donna.

Alle interviste, che costituiscono il corpus centrale, si alternano le sequenze dei numerosi riconoscimenti di cui è stato insignito il dottor Mukwege, dal premio dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite al premio Sakharov del Parlamento Europeo. Ma lo sguardo di Thierry Michel non si sofferma eccessivamente sulla fama raggiunta dal medico congolese, preferendo far parlare le donne e il territorio in cui vivono. Ed è così che lo spazio irrompe nel film con le sue montagne rigogliose e la sua bellezza imponente, ricordandoci che la Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire) è un paese estremamente ricco di risorse naturali eppure estremamente povero, decimato da vent’anni di guerre sanguinarie (in particolare nella regione del Kivu).

Thierry Michel sta portando il film in tutto il mondo benché sia stato interdetto proprio nella Repubblica Democratica del Congo, almeno fino a tre settimane fa. Speriamo riesca ad avere una buona ricezione nel paese dove è stato girato, così da poter continuare il lavoro straordinario del dottor Mukwege e delle donne della regione del Kivu.

Valentina Lupi | 26. Journées Cinématographiques de Carthage

Cast & CreditsL’Homme qui répare les femmes: La colère d’Hippocrate
Regia: Thierry Michel; sceneggiatura: Thierry Michel e Colette Braeckman; fotografia: Thierry Michel; montaggio: Idriss Gabel; origine: Belgio, 2015; formato: DCP, colore; durata: 112’; Facebook: facebook.com/mukwegelefilm

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