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26 JCC. Contre-pouvoirs

di Malek Bensmail

La stampa indipendente ai tempi di Bouteflika

Con Contre-pouvoirs (Competizione ufficiale documentari) il filmmaker Malek Bensmaïl entra nel cuore del dibattito algerino, installando la sua macchina da presa all’interno della redazione del quotidiano El Watan.
Bensmaïl vive tra la Francia e l’Algeria e da vent’anni i suoi film raccontano la storia del suo paese con coraggio e ostinazione.

La macchina da presa sorvola Algeri per poi scendere lentamente lungo i palazzi ed entrare nella redazione del quotidiano indipendente El Watan. Sono i giorni che precedono le elezioni presidenziali algerine dell’aprile 2014, il giornale è frenetico: alle riunioni seguono i dibattiti tra redattori, la scelta della prima pagina, le vignette da inserire. Dal confronto dialettico tra i giornalisti emerge l’immagine di un paese difficile che da sedici anni è governato dallo stesso presidente. Abdelaziz Bouteflika del Front de Libération Nationale concorre infatti per il quarto mandato (dopo aver apportato l’ennesima modifica costituzionale).

La legittimità della sua presidenza è stata più volte contestata dagli attivisti dei partiti di opposizione, dai sindacalisti e dal movimento cittadino Barakat. Quest’ultimo, composto da cittadini di profilo differente provenienti da tutto il paese, si è imposto sulla scena politica algerina proprio durante quest’ultime elezioni. Barakat (basta!) è un nome programmatico, venne utilizzato durante le lotte intestine che seguirono l’indipendenza (1954-62): “sette anni di guerra, barakat!”, si gridava per le strade per scongiurare il rischio di un conflitto fratricida. Il collettivo dopo l’ultima vittoria di Bouteflika (che ha raccolto l’82% dei voti!) ha organizzato moltissimi sit-in di protesta e ha continuato a battersi per uno Stato più democratico. Nel movimento ci sono anche alcuni giornalisti di El Watan.

Il quotidiano ha subìto dall’anno della sua fondazione, il 1990, polemiche, censure e attacchi terroristici. Nel 1994 un corrispondete del giornale viene assassinato da un gruppo terroristico, egli fa parte dei centoventi giornalisti uccisi durante il decennio nero (1991-2002). Nonostante la sospensione, l’assassinio e l’arresto dei giornalisti e del direttore (per ben sei volte il giornale è stato chiuso per aver pubblicato articoli che mettevano in luce la corruzione del sistema politico e sanitario), El Watan ha continuato a resistere come voce della stampa indipendente. Bensmail ha scelto di mostrare il lavoro del coraggioso quotidiano perché la sua redazione è stata l’unica ad aver accettato la macchina da presa, consentendo massima libertà nel filmare.

“Il film si presenta come un’arma di resistenza” e di “contro-potere”. Bensmail, da sempre impegnato nella costruzione di una memoria del reale interna e nella creazione di un archivio della storia fatto dagli algerini, vuole con Contre-pouvoirs mettere in luce la pluralità dei punti di vista della società algerina, asfissiata da decenni di guerre e mal governo e pronta a realizzare il terreno per una battaglia democratica. “La democrazia si costruisce non solo per le strade ma anche attraverso il pensiero”, ha ricordato Bensmaïl all’incontro che è seguito alla proiezione. Per riformare il nostro modo di pensare è necessario in primo luogo democratizzare l’immagine e la parola. Per questo il regista si è detto disponibile ad offrire gratuitamente il film a chiunque voglia mostrarlo (in Algeria Contre-pouvoirs non è stato distribuito). Un esempio di lotta democratica e di rivoluzione del pensiero.

Valentina Lupi | 26 Journées Cinématographiques de Carthage

Cast & CreditsContre-pouvoirs
Regia: Malek Bensmaïl; sceneggiatura: Malek Bensmaïl; fotografia: Malek Bensmaïl, Ouadi Guenich; montaggio: Matthieu Bretaud; suono: Hamid Osmani; origine: Algeria, 2015; formato: DCP, colore; durata: 97’; Facebook: facebook.com/Contre-Pouvoirs-LE-FILM-517184545057121

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