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Napolislam

di Ernesto Pagano

L’Islam raccontato dai napoletani musulmani

Napolislam, il documentario di Ernesto Pagano su alcuni napoletani convertiti all’Islam, sarebbe dovuto uscire nelle sale italiane il 25 novembre ma dopo gli attentati di Parigi il circuito Uci ha rimandato l’uscita del film a tempi più distesi, dimostrando quanto l’Italia abbia difficoltà a parlare di Islam. Napolislam, trasmesso su Sky Arte lo scorso 15 gennaio, ha vinto il Biografilm festival di Bologna ed è stato presentato a Bruxelles, Londra e Tunisi.

Accompagnati dalle musiche originali del cantante e percussionista tunisino Marzouk Mejri, seguiamo la quotidianità di dieci napoletani che hanno scelto per motivi differenti di convertirsi all’Islam. Se Alessandra Amina ha iniziato a frequentare la moschea per avvicinarsi alla cultura del suo compagno, Giovanni Abdel Karim ha trovato conforto in Allah dopo la morte della figlia e Giovanni Yunis ha ricevuto, a differenza della moglie tuttora cattolica, “una chiamata dall’alto”. L’Islam raccontato dai protagonisti del film non fa più paura; tutti si discostano inorriditi dalle posizioni degli estremisti islamici (sono i giorni dell’attentato alla redazione di Charlie Hebdo). Il loro Islam è sinonimo di pace, verità e giustizia. Soprattutto di giustizia.

L’avvicinamento a una religione più precettiva e comunitaria sembra essere la risposta al fallimento sociale, alla fine delle ideologie, alla sfiducia verso un sistema statale incapace e colluso. Salvatore Muhammad si è convertito all’Islam dopo aver capito che anche all’interno del movimento disoccupati di cui faceva parte venivano portati avanti “certi interessi”. Allo stesso tempo la Chiesa viene percepita come parte di un sistema corrotto e malato che “ha portato solo miseria e fame”. L’islam va a colmare un vuoto non solo spirituale ma anche e soprattutto ideologico e sociale: là dove non vige la giustizia terrena subentra la giustizia di Allah.

Ernesto Pagano, giornalista e arabista napoletano che vive a Il Cairo, dopo un lungo periodo di preparazione in cui ha frequentato le moschee e la comunità musulmana napoletana, è riuscito a restituire uno scorcio di Napoli (e dell’Italia) sconosciuto e ricco di mistero in cui le tradizioni popolari si mescolano ai precetti del Corano, dal casatiello halal ai confronti animati tra madre e figlia sulla scelta di portare l’hijab. I racconti dei personaggi si dispiegano in una città brulicante, i cui vicoli traboccanti di bancarelle e di tappeti per la preghiera richiamano immediatamente le città arabe. Siamo a Napoli ma potremmo essere a Palermo, Tunisi o Marrakech, città del Mediterraneo in cui hanno sempre coabitato culture e religioni differenti. Il punto di vista è quello di un osservatore laico che con estrema sensibilità mette al centro della narrazione il microcosmo intimo e domestico dei personaggi. Il mondo islamico che si dispiega davanti ai nostri occhi è lontano dal clamore televisivo ed è composto da piccoli rituali quotidiani. Pagano non si posiziona, osserva e rintraccia le ragioni che conducono alla conversione: il bisogno di trascendenza all’interno di un contesto sociale difficile.

Napolislam offre diversi spunti di riflessione: l’evidenza di come la cultura si modifichi costantemente (l’Islam è la seconda religione in Italia), l’integrazione che diviene contaminazione culturale, e la constatazione che la religione, sia essa cristiana, ebraica o musulmana, sta colmando, ahimè, il vuoto lasciato dal tramonto delle ideologie e dal fallimento delle istituzioni.

Valentina Lupi

Cast & CreditsNapolislam
Regia: Ernesto Pagano; sceneggiatura: Ernesto Pagano; fotografia: Lorenzo Cioffi; musiche: Marzouk Mejri, Danilo Marraffino; montaggio: Matteo Parisini; origine: Italia, 2015; durata: 75’; produzione: Lorenzo Cioffi, Ladoc e Isola Film; Facebook: facebook.com/NapolIslam-298161003717777

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