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FCAAAL 26. We Have Never Been Kids

di Mahmood Soliman

Quale futuro?

Una donna e i suoi quattro figli sono i protagonisti del documentario di Mahmood Soliman, We’ve Never Been Kids, presentato all’interno del Concorso Lungometraggi “Finestre sul Mondo” di questa 26ma edizione del Festival del Cinema Africano D’Asia e America Latina (FCAAAL) e vincitore, ex aequo con Madame Courage di Merzak Allouache, del premio Premio Comune di Milano - Miglior Lungometraggio Finestre sul mondo. Il regista egiziano, al suo esordio con un lungometraggio, riparte dal 2003 e dal suo cortometraggio Living Among Us, perché in We’ve Never Been Kids segue la vita di Nadia e dei suoi figli fino al 2015. Lunghi anni in cui si costruisce un rapporto, anni in cui la Primavera Araba attraversa il paese, anni in cui tutto sembra poter cambiare.
Un viaggio in una città, Il Cairo, e in un paese, l’Egitto, realizzato attraverso lo sguardo di una madre sola e di quattro ragazzi, un lungo percorso che ha portato We’ve Never Been Kids al Dubai International Film Festival e al Festival International du Cinéma Méditerranéen di Tétouan e in altri festival internazionali, nei quali ha raccolto consensi e vinto numerosi premi.

2003: Nadia, 40 anni, è una donna separata che vive nella megalopoli del Cairo con i suoi tre figli Khalil, il più grande, Noor e Mahmood, il più piccolo che ancora non va a scuola. Il documentario inizia mostrando la quotidianità di una mattina come le altre: i ragazzi più grandi vanno a scuola e il più piccolo segue Nadia nel suo lavoro, l’arrotino. Ritroviamo la famiglia nel 2011: sono passati 7 anni e Nadia ha avuto un’altra bambina dal suo ex marito, nel periodo in cui sono stati separati non ufficialmente. La piccola Omnia è nata da un rapporto violento imposto a Nadia dal marito, ma la piccola è protetta e amata dalla madre che spera per lei in una vita migliore e non a caso, il suo nome Omnia, in arabo significa “una speranza”. I due figli più grandi hanno lasciato la scuola e lavorano, mentre l’Egitto si prepara a cambiare con l’arrivo della primavera araba a cui partecipano attivamente Nadia e i suoi figli, le prime elezioni libere e tutte le vicende politiche che sono seguite fino alle elezioni del 2015.

We’ve Never Been Kids intreccia la vita di Nadia e dei suoi quattro figli con quella della loro città e dell’Egitto. Soliman ritrova i protagonisti, più la piccola Omnia e per altri quattro anni segue i mutamenti delle loro vite, dei loro rapporti, i sogni e la disperazione e crea un legame amaro tra la famiglia e le sorti della politica e della società egiziana. Soliman alterna interviste nelle quali riesce ad instaurare un dialogo intimo, quasi provato, con i protagonisti, a sequenze nelle quali mostra la loro vita quotidiana, luoghi di lavoro, o di svago, quando possibile. E nell’infinito vagare di Nadia e dei suoi figli per la città, Il Cairo e l’imponente Nilo diventano anche essi protagonisti del documentario, e anche di loro si raccontano speranze, delusioni e cambiamenti. Il regista non nasconde anzi sottolinea il suo progetto, il metalinguaggio e mostra in una scena Nadia che guarda Living Among Us su dvd, sorridendo nel rivedersi: elemento che sottolinea che il percorso che Soliman ha intrapreso con la famiglia di Nadia è condiviso da tutti; un gioco svelato che permette di muoversi in modo più libero.

We’ve Neever Been Kids racconta la giovinezza violata e strappata a Nadia che spera in un futuro diverso e migliore per i suoi figli, in cui si possa vivere liberi e con dignità. I desideri di Nadia, di Khalil, di Noor e di Omnia vengono infranti man mano che gli anni passano: il sogno di un futuro migliore, con un buon lavoro, lascia spazio alla resa nei confronti di un mondo che sembra non accettare nessuno di loro e che li piega ad un destino che sembra segnato. Nadia vede che si allontanano e si perdono, è triste ed arrabbiata per Omnia che accetta un matrimonio per necessità e non per amore, arrendendosi in questo modo ad avere la cosa migliore tra le peggiori. Nadia, non si è mai arresa, è una donna forte che continua a vivere con dignità e lotta per i suoi figli, consapevole, di non aver vinto la sua battaglia, di non essere riuscita a fare in modo che la loro infanzia e la loro vita fossero migliori di quelle che ha vissuto lei. L’entusiasmo per la vita che verrà e per il nuovo Egitto che dovrebbe formarsi hanno la stessa climax delle speranze di Nadia per i suoi figli. Quando nel 2015 Soliman l’ha intervista in merito alle ultime elezioni, Nadia risponde che non ha votato perché non ha saputo delle elezioni: tutto è come prima, siamo ritornati al passato al tempo di Mubarak.

Alice Casalini | 26. Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina

Cast & CreditsWe Have Never Been Kids
Regia: Mahmood Soliman; sceneggiatura: Mahmood Soliman; fotografia: Mahmood Soliman; suono: Ali Al Said; montaggio: Doaa Fadel, Eman Samer; interpreti: Nadia, Khalil, Noor, Mohammod, Omnia; origine: Egitto, 2016; durata: 99’; produzione: January Films; distribuzione: January Films; sito ufficiale: http://www.januaryfilms.org.

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