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#peruncinemadiverso: la nostra petizione

a cura di Leonardo De Franceschi

Una campagna di Change.org per cambiare la legge Franceschini

Change.org pubblica una nuova petizione per cambiare il Ddl n. 2287 sul cinema, l’audiovisivo e lo spettacolo, in discussione al Senato. Sul tappeto c’è la questione della diversità, declinata sia come apertura della narrazione dominante a gruppi solitamente invisibilizzati, sia come miglioramento delle condizioni di accesso da parte di soggetti espressione di diversità a posti di rappresentenza e mestieri delle industrie creative. La campagna, che include la petizione e un manifesto comprensivo di tre emendamenti, è stata redatta da nove fra critici, cineasti e operatori delle industrie creative, fra cui il nostro co-direttore Leonardo De Franceschi, Fred Kuwornu, Nadia Kibout, Alfie Nze e Reda Zine. Essa è rivolta al Presidente del Senato, Pietro Grasso, al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e alle altre autorità competenti circa il Ddl, ed è stata sottoscritta da cinquanta personalità della cultura, dei media e delle industrie creative, fra cui Bernardo Bertolucci, Gad Lerner e il collettivo dei Wu Ming. Qui il link alla petizione #peruncinemadiverso, che chiediamo ai nostri lettori e lettrici di firmare e contribuire a far girare.


PER UNA LEGGE CHE FAVORISCA PLURALISMO, DIVERSITÀ E OPPORTUNITÀ NELLE INDUSTRIE CREATIVE

A: Pietro Grasso, presidente del Senato; Matteo Renzi, presidente del Consiglio dei Ministri; Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo; Andrea Marcucci, presidente della 7ᵃ commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport; Rosa Maria Di Giorgi, relatrice del Ddl n. 2287; senatrici e senatori della Repubblica

Siamo cittadine e cittadini italiani, di paesi UE o extra-UE, oppure apolidi, che vivendo e lavorando in Italia contribuiscono alla ricchezza di questo paese. Non ci riconosciamo nella narrazione dominante che l’Italia dà di sé stessa, semplicemente perché per la maggior parte del tempo siamo assenti o semplici comparse. Alcuni di noi lavorano o vorrebbero lavorare nelle industrie creative, ma le logiche del mercato e le leggi in vigore impediscono o limitano il diritto a pari opportunità, nonostante l’articolo 3 della Costituzione Italiana certifichi come compito della Repubblica la rimozione degli «ostacoli di ordine economico e sociale» che «impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».

Il disegno di legge n. 2287 “Disciplina del cinema, dell’audiovisivo e dello spettacolo” proposto dal Ministro Dario Franceschini si prefigge di invertire il trend di una crisi strutturale che affligge da decenni il comparto delle industrie creative ma ignora una delle ragioni del gap che separa le nostre imprese da quelle di paesi nostri competitors sul mercato globale: la limitata attrattività delle nostre narrazioni sul mercato interno e internazionale è determinata infatti anche dalla mancanza di inclusività e pluralismo. Da anni negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia e in altri paesi non solo si moltiplicano le voci che chiedono di aumentare la presenza di soggetti espressione di diversità sullo schermo (on screen) e dietro le quinte (off screen), ma sono stati adottati anche protocolli che vincolano il settore pubblico a dotarsi di Diversity Departments o Managers. In Italia tale dibattito non ha mai preso piede a causa di un ritardo culturale sul quale vogliamo intervenire, convinti che l’adozione di un’agenda attenta al valore della diversità nella nuova legge in discussione potrebbe produrre ricadute salutari positive in tutto il settore delle industrie creative.

Formuliamo perciò alcune richieste rispetto al Ddl. Includa anzitutto, come criterio dirimente delle sue misure, il principio della diversità – inteso come apertura alle istanze simboliche e coinvolgimento proattivo di soggetti espressione di diversità in relazione a genere (donne), orientamento sessuale, età, origine, dis/abilità, credo, provenienza sociale, status giuridico. Per attuare tale principio proponiamo di includere nella legge in discussione tre emendamenti finalizzati, rispettivamente, a:

• declinare il concetto di pluralismo in modo da includervi le politiche della diversità (art. 3);
• equiparare il soggiorno di lungo periodo e la residenza abituale alla cittadinanza, ai fini della determinazione della nazionalità delle opere cinematografiche e audiovisive (artt. 5 e 13);
• stabilire che nella composizione del Consiglio superiore “Cinema e audiovisivo”, fatta salva la parità di genere, almeno un terzo dei membri sia espressione delle diverse identità.

Abbiamo bisogno di una narrazione più complessa ed efficace del nostro paese. Più inclusiva. Più rispondente alle articolazioni della società italiana. Più attraente per il pubblico interno e per quello internazionale.

Link utili
Il testo del Ddl n. 2287, diramato in Consiglio dei ministri il 28 gennaio 2016, e i relativi documenti preparatori
L’iter del Ddl al Senato

Proponenti
Leonardo De Franceschi, Giulia Grassilli, Suranga Deshapriya Katugampala, Nadia Kibout, Fred Kuwornu, Razi Mohebi, Alfie Nze, Chiara Zanini, Reda Zine

Primi firmatari
Tezeta Abraham, Ubah Cristina Ali Farah, Saba Anglana, Gianluca Arcopinto, Jonis Bascir, Paula Baudet Vivanco, Francesca Bellino, Rachid Benhadj, Bernardo Bertolucci, Jonas Carpignano, Giulio Cederna, Mariuccia Ciotta, Marco Cohen, Sergio Di Giorgi, Maged El Mahedy, Esther Elisha, Theo Eshetu, Agostino Ferrente, Goffredo Fofi, Annamaria Gallone, Mauro Gervasini, Gabriella Ghermandi, Gabriella Guido, Ahmed Hafiene, Pap Khouma, Francesca Koch, Hedy Krissane, Amara Lakhous, Tahar Lamri, Gad Lerner, Félicité Mbezele, Mohsen Melliti, Marco Müller, Flore Murard-Yovanovitch, Medhin Paolos, Dijana Pavlovic, Alessandro Portelli, Marco Simon Puccioni, Elvira Ricotta Adamo, Annamaria Rivera, Igiaba Scego, Andrea Segre, Roberto Silvestri, Alessandra Speciale, Alessandro Triulzi, Mauro Valeri, Francesca Venditti, Wu Ming, Dagmawi Yimer, Giancarlo Zappoli

Contatti: peruncinemadiverso@gmail.com

SEGUE IL MANIFESTO, COMPRENSIVO DEGLI EMENDAMENTI

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