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RomAfrica Film Festival - La seconda edizione

di Maria Coletti

Roma, Casa del Cinema, 13-16 luglio 2016

Ritorna nella capitale il RomAfrica Film Festival, la seconda edizione della rassegna del cinema africano che si svolgerà alla Casa del Cinema di Villa Borghese da domani fino al 16 luglio.

Il successo di critica e di stampa, ma soprattutto di pubblico, ha convinto gli organizzatori ad allungare la manifestazione, che quest’anno durerà 4 giorni, e la Casa del Cinema ad ampliare la capacità dello spazio esterno, così da consentire a un pubblico di centinaia di persone di assistere alle proiezioni serali, previste, a partire dalle 21, nel teatro all’aperto. Le proiezioni pomeridiane, invece, verranno tenute dalle 15 alle 20:30 circa nelle sale interne alla Casa del Cinema.

Questi i numeri dell’edizione 2016 del RomAfrica Film festival: 11 lungometraggi, 11 documentari, 10 corti, 35 ore di cinema, 20 paesi coinvolti, 4 giornate, 1 tavola rotonda.

Ci fa molto piacere ritrovare in cartellone amici cari di talento, da Angelo Loy (TV Slum, mercoledì 13 luglio ore 15) a Christian Carmosino (A piedi nudi, sabato 16 luglio ore 19.30), passando per Amin Nour di Neri Italiani/Black Italians (G2 Seconde generazioni – 5 videoclip e 3 corti, sabato 16 luglio ore 17.15).
E naturalmente è un’occasione da non perdere per (ri)vedere film africani molto importanti, come Appena apro gli occhi della giovane e talentuosa regista tunisina Leyla Bouzid (giovedì 14 luglio ore 19) e L’oeil du cyclone del burkinabè Sekou Traoré (sabato 16 luglio ore 16.30).
Oltre a numerosi altri lunghi, corti e doc per scoprire la variegata produzione cinematografica africana e della diaspora africana più recente, come il doc Devil comes to Koko di Alfie Nze (sabato 16 ore 19.30 dopo la proiezione e l’incontro di A piedi nudi).

Qui è possibile andare al sito ufficiale per consultare il programma integrale delle proiezioni: http://www.romafricafilmfest.com

Nel fare gli auguri a Cleophas Adrien Dioma, infaticabile presidente del RAFF nonché direttore artistico della bellissima iniziativa Ottobre Africano, non possiamo però non notare un contrasto stridente. Tra gli sponsor principali del RAFF notiamo Piccini Group e Confindustria Assafrica e Mediterraneo, inoltre fra i partner istituzionali c’è Italia Africa (che sembrerebbe essere la “campagna africana” fortemente voluta da Matteo Renzi), mentre stiamo nella totale emergenza umanitaria riguardo alla (non) accoglienza dei migranti dal continente africano e non solo.
Ciliegina sulla torta: l’unica tavola rotonda del festival dal titolo “I megatrend dell’Africa: demografia, urbanizzazione e mercati” (venerdì 15 alle 10), che vede tra gli invitati essenzialmente esponenti legati agli investimenti europei in Africa (Affari esteri, Confindustria, Piccini Group e ambasciatori dei vari paesi africani coinvolti nel festival). Insomma sembrerebbe una concessione poco etica agli interessi dominanti e stranieri in Africa, tanto più pericolosi in quanto rappresentati da ditte, come la Piccini Group, molto probabilmente legate a doppio filo con alcuni dei più potenti dittatori africani, come Afewerki in Eritrea. Interessante a questo proposito è un articolo uscito qualche anno fa sull’Espresso: http://espresso.repubblica.it/googlenews/2013/07/18/news/dopo-ablyazov-il-caso-eritrea-1.56832#commentatutti

Insomma ci auguriamo che questo “scivolone” non comprometta l’immagine e la dignità di un continente variegato e in trasformazione, che ha molto da darci non solo in termini di cinema, ma anche di cultura e di società civile. Non abbiamo bisogno di investitori e trend neo o post coloniali che dir si voglia, ma di un maggiore scambio e di una maggiore circolazione di culture e di persone.

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