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RomaFF11. Blaxploitalian

di Fred Kuwornu

Voci e volti da un cinema italiano negato

Prostituta, colf, lavavetri, buttafuori, clandestino, terrorista. Sono questi i ruoli che gli attori italiani afrodiscendenti o di seconda generazione si vedono proporre dall’industria cinematografica e televisiva, fino al paradosso di essere rifiutati in sede di casting perché si appare troppo calabrese per un ruolo da tunisino o troppo tunisino per un ruolo da siciliano, come racconta Salvatore Marino, attore nato a Asmara nel 1960 da madre eritrea e padre italiano. Possibile che i media non si siano ancora accorti che la società italiana è da tempo cambiata e che il vuoto rappresentativo di una parte consistente dell’Italia di oggi non può più aspettare ad essere colmato?

TRAILER BLAXPLOITALIAN

Attori diplomati all’Accademia d’Arte Drammatica o al Centro Sperimentale di Cinematografia si vedono negata la possibilità di lavorare solo perché i propri tratti somatici non corrispondono all’immaginario dell’italiano medio. È questo il fulcro del lavoro di Fred Kuwornu, presentato alla Casa del cinema di Roma lo scorso 14 ottobre, dal titolo Blaxpoitalian. Cent’anni di afrostorie nel cinema italiano.
Kuwornu, nato a Bologna da madre italiana e padre ghanese, ha realizzato film come Inside Buffalo (2010), documentario sui soldati neri americani che combatterono per la liberazione dell’Italia durante la seconda guerra mondiale, e 18 Ius Soli (2012), sulla lotta per il riconoscimento sociale e legale degli italiani di seconda generazione a cui è ancora oggi negata la cittadinanza.

Blaxploitalian è ispirato a L’Africa in Italia. Per una controstoria postcoloniale del cinema italiano, volume curato da Leonardo De Franceschi in cui si ripercorre la presenza e l’assenza dell’Africa e degli africani sugli schermi italiani. Nel volume edito da Aracne nel 2014, oltre a dieci contributi di studiosi italiani e internazionali e a dieci testimonianze di varie figure afrodiscendenti del mondo del cinema italiano (tra cui quella di Kuwornu), un notevole censimento di 500 uomini e donne tra attori, registi, tecnici e organizzatori, nati in un paese africano, o in Italia da genitori africani o espressione di diaspore storiche, che rende l’idea dell’entità di questa presenza.
Nel documentario, alcuni tra gli studiosi che hanno preso parte a L’Africa in Italia, come Rosetta Giuliani Caponetto, Shelleen Greene, Vito Zagarrio e lo stesso Leonardo De Franceschi ripercorrono le tappe di questo viaggio nel cinema italiano a partire da Salambo, film del 1914 di Domenico Gaido, in cui per la prima volta un attore afrodiscendente ha un ruolo da protagonista, fino al cinema contemporaneo, passando per il Neorealismo e il cinema esotico erotico degli anni Settanta.

In Blaxploitalian, Kuwornu comincia la sua ricerca dagli Stati Uniti. È qui che negli Settanta nasce la blaxploitation, su cui gioca il titolo del film, con la produzione di film a basso costo in cui venivano «sfruttati» gli attori neri protagonisti di pellicole che interpretavano di volta in volta violenti poliziotti, eroine spudorate, spacciatori spietati, di cui interpreti come Fred Williamson o Pam Grier sono icone.
La parola ad attori e attrici afrodiscendenti italiani di nascita o d’adozione, giovani e meno giovani, come Jonis Bascir, Germano Gentile, Livio Beshir, Iris Peynado, Salvatore Marino e il racconto in prima persona delle difficoltà delle loro carriere fino a raggiungere i toni dell’assurdo, materializzano con il loro vissuto l’ormai insopportabile rappresentazione stereotipata della realtà di decenni di cinema italiano.

Durante la presentazione alla Casa del Cinema è stato annunciata la campagna United Artists For Italy, creata da artisti dei paesi UE ed extra UE o apolidi del mondo dello spettacolo italiano, che non si riconoscono nella narrazione dominante che l’Italia dà di sé stessa, per favorire una rappresentazione plurale all’interno dell’industria cinetelevisiva italiana. Fred Kuwornu ha realizzato Blaxploitalian in inglese con sottotitoli in italiano. In inglese anche con la sua voce narrante. Il timore è che questa scelta possa in qualche modo minare “la trasmissione del messaggio”. Il nostro pubblico, si sa, è poco avvezzo a leggere i sottotitoli. Augurandoci che il film possa avere una forte diffusione, anche televisiva, il rischio è che si possa pensare che questa storia non ci riguardi fino in fondo. Ma la questione è profondamente italiana. E non può più aspettare.

Gina Annunziata | 11. Festa del Cinema di Roma

Cast & CreditsBlaxploitalian. Cent’anni di afrostorie nel cinema italiano
Regia: Fred Kudjo Kuwornu; fotografia: Luigi Benvisto; montaggio: Luigi Benvisto; con: Fred Kudjo Kuwornu, Jonis Bascir, Salvatore Marino, Iris Peynado, Tezeta Abraham, Germano Gentile, Livio Beshir, Gamey Guilavogui, Harold Bradley; origine: Italia/USA, 2016; formato: colore; produzione: Kalon Jackson, Curtis Caesar John, Fred Kudjo Kuwornu; durata: 65’; Facebook: facebook.com/blaxploitalian

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