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MedFilm23. Lo sguardo delle donne

di Leonardo De Franceschi

Una panoramica sull'edizione numero 23 (Roma, 10-18 novembre)

98 film da 34 paesi, 2 paesi ospiti d’onore, Algeria e Tunisia, l’apertura dedicata a un film tunisino importante come La bella e le bestie di Kaouther Ben Hania, in Italia distribuito a breve da Kitchen Film: il MedFilm Festival, edizione numero 23, arriva quest’anno dal 10 al 18 novembre per portare al Cinema Savoy e al Macro una ventata d’aria fresca dal Mediterraneo che molto profuma di Maghreb. In competizione, oltre a Ben Hania, troviamo infatti anche il marocchino Razzia di Nabil Ayouch, presentato a Toronto, interpretato fra gli altri dalla regista Maryam Touzani e ambientato nella Casablanca di oggi, e En attendant les hirondelles dell’algerino Karim Moussaoui, visto quest’anno a Un Certain Regard.

Spazio anche negli altri concorsi all’Africa. Nella sezione documentari, curata da Gianfranco Pannone, segnaliamo Of Sheep and Men dell’algerino Karim Sayad, sul rapporto complesso e viscerale fra uomo, animale e natura; Crossing the Seventh Gate del marocchino Ali Essafi, passato alla Berlinale e dedicato alla figura del regista e scrittore connazionale Ahmed Bouanani (1938-2011), autore del lontano Le mirage (1979); e l’italiano Babylonia mon amour di Pierpaolo Verdecchi, che propone un ritratto discreto e toccante del quotidiano di una comunità di rifugiati senegalesi a Barcellona.

Nel doppio appuntamento con il nuovo cinema tunisino e algerino, diciotto titoli complessivi, tra cui l’acclamato Les Bienheureux dell’algerina Sofia Djama, premiato a Venezia Orizzonti, Abd-El Kader del marocchino Salem Brahimi, che mescola live action e animazione per raccontare uno degli eroi della storia anticoloniale algerina, e quattro lungometraggi in anteprima italiana (incluso il corale e potente Tunis by Night di Elyes Baccar). Tra i protagonisti di questa edizione l’algerino Merzak Allouache, cui verrà conferito il Premio alla Carriera, venerdì 10 novembre, presso il Cinema Savoy, in occasione della Cerimonia di Apertura, e che lunedì 13 terrà alla Sapienza una lezione di cinema, moderata da Roberto Silvestri.

Ampio lo spazio dedicato al cinema italiano con la vetrina Le Perle, focus sul nostro cinema indipendente e i suoi giovani autori. Tra i film in programma Sinestesia Cairo ’13 di Maged El Mahedy, in anteprima mondiale, una meditazione sull’Egitto sconvolto dalle sommosse contro il presidente Morsi. Riproposti anche alcuni corti selezionati nell’ambito del Premio MigrArti, per la precisione La recita di Guido Lombardi, con Felicité Mbezele, Joy di Daniele Gaglianone e Jululu di Michele Cinque, e Il legionario di Hleb Papou, presentato alla SIC di Venezia, con un magnifico Germano Gentile.

Fra gli eventi collaterali, segnaliamo un’installazione di 15 artisti tunisini contemporanei, ospitata dal MACRO nei giorni del festival e la mostra fotografica “African Mothers” di Mimmo Frassineti sul quartiere sorto all’ombra del Lacor Hospital, nell’Uganda settentrionale, che si terrà nello spazio d’eccezione del Mercato rionale di Piazza Alessandria.

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