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JCC 28. Sheikh Jackson

di Amr Salama

L'infanzia di un imam

Dopo l’anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, il film Sheikh Jackson dell’egiziano Amr Salama è arrivato anche alle 28. Journées Cinématographiques de Carthage (Tunisi, 4-11 novembre 2017), dove è stato presentato nel concorso ufficiale.
Una tragicommedia psicanalitica di formazione che smonta dall’interno i dogmi degli integralisti islamici, attraverso la storia di un imam fan di Michael Jackson: la musica - e il cinema - come antidoto alla morte.
Una storia che sembra aver colpito gli spettatori: nel mese di ottobre, a dieci giorni dalla sua uscita in sala in Egitto, il film ha registrato 4 milioni di incassi al botteghino, battendo tutti gli altri film in sala. Segno di un interesse molto forte nel mondo arabo a confrontarsi con le differenti idee di islam. Anche considerando il fatto che il film è stato scelto per rappresentare l’Egitto agli Oscar per il Miglior film in lingua straniera.

Alexandria, Egitto. Il protagonista è Khaled, che significa immortale in arabo, ma nella sua storia personale ha anche altri nomi/identità: da ragazzo viene chiamato a scuola e in famiglia "doode"; dall’amica suo primo amore, "Jackson", in onore alla star di cui sono entrambi fan; ora che è un imam, invece, viene chiamato "Sheikh". Il suo dramma iniziale è quello di non riuscire più a piangere durante le sue prediche: una caratteristica che lo aveva distinto come imam. A causa del suo malessere psicofisico sempre più evidente, si reca da una psicologa, che lo aiuta a recuperare i frammenti sepolti del suo passato e delle sue diverse identità, a cominciare dal suo amore per Michael Jackson e, soprattutto, dal trauma causato in lui dalla notizia della morte dell’artista.

Salama costruisce un film singolare e molto interessante, anche se dal ritmo ineguale, molto centrato nella costruzione psicanalitica di una identità maschile combattuta fra libertà e costrizione, contro un’idea di islam interpretato come morte (rispecchiata ad esempio nei continui incubi di cortei funebri e sepolture e nell’abitudine sempre più frequente per il protagonista di dormire sotto il letto, come in un feretro o sotto la terra). Al contrario, in questo universo confuso e sofferente, a poco a poco la musica si rivela come essenza della vita, dell’amore. Una parte gioiosa ed emotiva dell’esistenza - incarnata dal ricordo ossessivo della madre, morta improvvisamente quando Khaled era ragazzo, e del suo primo e unico amore, a scuola - una ragazza ora divenuta cantautrice - che Khaled, nonostante sia ora felicemente sposato, sembra aver deliberatamente sepolto.

Scavando nella memoria, con continui andirivieni fra passato e presente, il lavoro psicanalitico porta il protagonista a prendere atto del rapporto difficile con il padre, maschilista e insieme bigotto nel suo osteggiare ogni espressione musicale ed "effemminata" del figlio. Il lutto per la morte di Michael Jackson porta alla luce il lutto per la morte della madre e, in un certo senso, anche per la parte più femminile di sé, cancellata e sepolta dall’ipocrisia veicolata dal mondo paterno prima e poi da quello religioso. Se nel difficile rapporto con il padre e con l’identità maschile l’unica fuga sembra all’inizio essere la religione, anche quella, vissuta con i paraocchi, diviene una prigione. Una gabbia che può portare alla violenza e alla follia.

Nella sua surreale e liberatoria danza finale, il protagonista balla alla Michael Jackson vestito di tutto punto con la sua tunica bianca e sembra finalmente far pace con se stesso, per ricomporre i vari pezzi della sua esistenza in un insieme fatto di vita e di gioia, e non più di pulsioni di morte.

Maria Coletti | 28. Journées Cinématographiques de Carthage

Cast & CreditsSheikh Jackson
Regia: Amr Salama ; sceneggiatura: Amr Salama, Omar Khaled; fotografia: Ahmed Beshary; montaggio: Ahmed Hafez; scenografia: Hend Haidar; musica: Hani Adel; interpreti: Ahmad Alfishawy, Maged El Kedwany, Ahmed Malek, Amina Khalil, Basma; origine: Egitto, 2017; durata: 93’; produzione: Mohamed Hefzy, Hani Ossama per Film-Clinic, The Producers, I-Productions; distribuzione: Media Luna.

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